Ci interessa l’impossibile, perchè il possibile è già stato fatto e non è cambiato nulla, intervista ai Full Vacuum Arkestra

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Dopo l’uscita del loro ultimo disco “Dia-Luz” (15 Aprile 2016, Audioglobe) abbiamo fatto quattro chiacchiere con chi si cela dietro il progetto dei Full Vacuum Arkestra.

1) Come mai questo cambiamento da Full Vacuum a Full Vacuum Arkestra?

Full Vacuum è nato da un’idea ed è cresciuto come una pianta dal seme. Il primo lavoro è stato concepito dal sottoscritto a livello di scrittura e di produzione ed ha preso forma in una sonorità vagamente elettronica mescolata ad arrangiamenti musicali di altri musicisti. L’evoluzione in Arkestra è stata naturale, la necessità di esprimere una concezione di Musica che andasse oltre ogni tipo di confine o di “genere” ha portato alla creazione di un collettivo che condivide passioni ed ideali e che vanta un notevole affiatamento umano oltre che musicale.

2) Qual è il cambiamento più importante rispetto al passato?

Sicuramente il suono, arricchito e reso multiforme dal personale contributo di ogni singolo musicista e lo spettacolo dal vivo, che comprende anche momenti di poesia e live painting e che ha guadagnato in impatto scenico, diventando sicuramente molto più coinvolgente.

3) Cosa vi ha portato ad andare avanti in questa direzione?

Con un pizzico di orgoglio mi permetto di dire che la direzione che stiamo seguendo richiede non poco coraggio. La scelta di non rinchiudersi in un barattolo con etichetta come viene spesso richiesto dal mercato musicale può essere considerata rischiosa in un momento in cui il pubblico è sottoposto a un sovraccarico di input e, per ovvie ragioni, tende a seguire più facilmente produzioni legate a generi e circuiti ben definiti. Quello che ci porta avanti è la curiosità, la ricerca libera ed infinita, l’amore per la Musica. Non amo le citazioni, ma faccio un’eccezione per colui che sicuramente è una delle più grandi fonti d’ispirazione, Sun Ra: “A me interessa l’impossibile, perchè il possibile è già stato fatto e non è cambiato nulla.”

4) Com'è nata l'idea della tracklist che corrisponde ad ogni ora del giorno?

Ruota tutto intorno a una questione di “luce”. Tra un quadro e una canzone non vedo grandi differenze, per me sono molto simili. Da qui la scelta di attribuire un’ora precisa ad ogni pezzo, che ovviamente ha la sua propria atmosfera, i suoi riflessi, le sue ombre. Si parte dalla sera, verso la notte, poi l’alba, la mattina, il giorno, il pomeriggio e di nuovo la sera. Un ciclo continuo.

5) Che musica vi ispira e ascoltate?

Piccola domanda, risposta potenzialmente infinita, un po’ come parlare di quanto è grande l’universo. Come dicevo prima, i musicisti che compongono l’Arkestra vengono da generi molto diversi, il rock, il reggae, il jazz, il funk, ed ognuno porta le proprie influenze all’interno del progetto, in libertà. Il risultato è assolutamente riscontrabile nel disco. Personalmente faccio molta ricerca musicale, setacciando canzoni e gruppi di tutto il mondo e di tutti i tempi. Penso sia un presupposto fondamentale per esprimere un concetto importante come quello di Unità, tra le persone, tra l’uomo e la terra, tra la terra e il cosmo.

6) Progetti futuri?

Esplorare nuovi orizzonti, portare in giro la nostra musica e il nostro disco, realizzare un nuovo lavoro. Il fiume scorre.

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ASCOLTA FULL VACUUM ARKESTRA “Dìa-Luz”
https://open.spotify.com/album/5emhCCznDR2szUxJEDEELV

ACQUISTA
https://itunes.apple.com/it/album/dia-luz/id1100978444

CREDITI
Davide Barca – voce e testi
Rocco Favi – voce, tromba, flicorno
Alberto Antomarini – percussioni
Davide Barucca – percussioni
Giulio Sagone – basso
Yuri Bregoli – voce, chitarra

Sandra Ferretti – Background vocals in “Assai”
Sacha Moccheggiani – Violino in “Mille Volte”
Registrato e mixato da Luometti presso La Cupa Records
Masterizzato da Claudio Tagliabracci presso Hell’z Eye Studio
2016

CONTATTI
https://www.facebook.com/full.vacuum.9/

https://soundcloud.com/fullvacuum

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RECENSIONE DELL’ALBUM IPNOTICO DEI FULL VACUUM ARKESTRA

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Disco molto originale questo “Dia-Luz”, esordio dei Full Vacuum Arkestra. Non è certo quello che di solito si sente ultimamente in giro dalle band indipendenti italiane. Anzi qui di Italia c’è molto poco e questo a volte può essere un bene. Noi non siamo un paese che abitualmente è in grado di esportare la propria musica ed è in casi come questo che tutto ciò rappresenta un vero peccato. Si perchè i Full Vacuum Arkestra, progetto musicale ideato e creato da Davide Barca – cantante, poeta ed illustratore – meriterebbero scenari più ampi per la loro musica quasi ipnotica. Dopo il primo disco “FULL VACUUM” (2013), scritto, cantato e prodotto da D.Barca appunto, l’evoluzione degli eventi ha portato alla nascita della Full Vacuum Arkestra, formazione esagonale il cui suono naviga tra vibrazioni appartenenti a diversi generi, dal blues al reggae, dal dub alla musica cantautorale, dai ritmi latini alla dancehall, passando attraverso wormhole psichedelici. Il risultato è davvero una proposta convincente e avvolgente soprattutto per la novità che rappresenta. Il consiglio quindi è quello di buttarvi a capofitto in questo viaggio musicale così bene orchestrato e miscelato in grado di farvi viaggiare tra diversi continenti e generi musicali.

A cura di Arturo Manfredi

ASCOLTA FULL VACUUM ARKESTRA “Dìa-Luz”
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CREDITI
Davide Barca – voce e testi
Rocco Favi – voce, tromba, flicorno
Alberto Antomarini – percussioni
Davide Barucca – percussioni
Giulio Sagone – basso
Yuri Bregoli – voce, chitarra

Sandra Ferretti – Background vocals in “Assai”
Sacha Moccheggiani – Violino in “Mille Volte”
Registrato e mixato da Luometti presso La Cupa Records
Masterizzato da Claudio Tagliabracci presso Hell’z Eye Studio
2016

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https://soundcloud.com/fullvacuum

 

Ascolta DIA-LUZ, il nuovo album dei FULL VACUUM ARKESTRA

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Full Vacuum è un progetto musicale ideato e creato da Davide Barca, cantante, poeta ed illustratore. Dopo il primo disco “FULL VACUUM” (2013), scritto, cantato e prodotto da D.Barca, l’evoluzione degli eventi ha portato alla nascita della Full Vacuum Arkestra, formazione esagonale, che porta in scena lo spettacolo del Vuoto Assoluto, musica, parole, live painting.

Musicalmente apolide, il suono di FV naviga tra vibrazioni appartenenti a diversi generi, dal blues al reggae, dal dub alla musica cantautorale, dai ritmi latini alla dancehall, passando attraverso wormhole psichedelici.

Il nuovo lavoro si chiama “Dìa-Luz” (“Giorno luce”) fuori dal 15 Aprile 2016 con distribuzione Audioglobe. Unità di misura della lunghezza definita come la distanza percorsa da un’onda elettromagnetica nel vuoto assoluto in un giorno. Ad ogni traccia è associata un’ora della giornata in base a sensazioni di luce ed atmosfera, in un ciclo continuo.

ASCOLTA FULL VACUUM ARKESTRA “Dìa-Luz”
https://open.spotify.com/album/5emhCCznDR2szUxJEDEELV

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1- Forma di vita notturna (intro)
2- Moscanera
3- Assai
4- Arco Iris
5- Suona
6- Arrivederci e grazie
7- Mille volte
8- Non guardare giù
9- Forma di vita diurna (outro)


CREDITI

Davide Barca – voce e testi
Rocco Favi – voce, tromba, flicorno
Alberto Antomarini – percussioni
Davide Barucca – percussioni
Giulio Sagone – basso
Yuri Bregoli – voce, chitarra

Sandra Ferretti – Background vocals in “Assai”
Sacha Moccheggiani – Violino in “Mille Volte”
Registrato e mixato da Luometti presso La Cupa Records
Masterizzato da Claudio Tagliabracci presso Hell’z Eye Studio
2016

CONTATTI
https://www.facebook.com/full.vacuum.9/

https://soundcloud.com/fullvacuum
Ufficio Stampa LFD Press
press@lafamedischi.com

Essere un musicista nel 2016: non bisogna pensare ai soldi, intervista a NIENTE

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NIENTE
è Mirko Paggetti, classe 1984 nato e cresciuto in Romagna. Prima di creare il suo primo disco solista suona con altri progetti dell’underground provinciale. Sceglie come nome d’arte una parola che rappresenta l’ignoto, quello che non conosciamo, quello che siamo. Il primo disco è “E pensare che tutto scorre” uscito per Indie Press (Pesaro) nell’Aprile 2014. Il nuovo lavoro si chiama “METE” fuori l’1 Febbraio 2016 per LFD (Perugia). Mete parla di obbiettivi che ci prefiggiamo, di sogni e di fallimenti. Niente svela la sua anima introspettiva, un viaggio dentro sonorità ombreggiate e graffianti pronte a unirsi con melodie più docili e accattivanti. Testi semplici, affilati e precisi. Dipinge con suoni malinconici, aspri e diretti la realtà umana e sensibile della vita. Con lui in formazione Mauro Casadei (Gattamolesta), Federico Valgiusti (I traditori) Nicolas Nanni (Tumulto). Il disco è stato registrato a inizio 2016 al Cosabeat studio da Franco Naddei. Giacomo Toni ha suonato in “Mete”. Ai testi hanno collaborato Valeria Cedioli, Enrico Gregori e Stefano Garavini.
– Il primo febbraio è uscito METE il tuo secondo disco. Da cosa si differenzia sostanzialmente dal disco d’esordio del 2014 “E pensare che tutto scorre”?

Il primo disco l’ho praticamente registrato da solo come si dice “tanto per provare”. Il secondo lo abbiamo creato come band dalla sala prove allo studio di registrazione! E’ senza dubbio piu maturo!


– A noi l’album è piaciuto e lo abbiamo recensito ultrapositivamente e a quanto pare non siamo gli unici, come sta andando in generale a 3 mesi dall’uscita?

Si le recensioni sono positive , abbiamo fatto 15 date in questi tre mesi, meglio di così, si puo solo continuare!

– Musicalmente qual è il tuo punto di riferimento?
Musicalmente vengo dagli anni 90 e dal Brit pop. L’album Bleach dei Nirvana mi ha fatto correre a comprare una chitarra.

– Questo disco è nato ascoltando quale musica?
The Smiths , Tre Allegri Ragazzi Morti , Marlene Kuntz , Rino Gaetano!

– Com’è fare il musicista nel 2016?
Bella domanda, non bisogna pensare ai soldi! Mio nonno diceva… Sonat sonat Sempre (suonate suonate sempre)

 

– Progetti per il futuro?
Tra poco gireremo il video del singolo “Quando sarai Niente” e speriamo di continuare a fare date come gli ultimi tre mesi!
Grazie mille!

Recensione dell’album “Dopo di noi il diluvio (Vol.1)” degli Eva Braun

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Ottimo esordio per questi Eva Braun direttamente dall’affollatissima scena romana di rock band che cantano in italiano. Ed è proprio questo affollamento che potrebbe farci correre il rischio di perdere un album che potremmo definire tranquillamente importante. “Dopo di noi il diluvio (Vol.1)”, questo il bellissimo titolo del disco, è importante soprattutto per i suoi i contenuti. Un album che va dritto al cuore delle questioni della vita e non vuole per niente essere accomodante nel suo dire la verità. Una conferma è la scelta musicale che è stata presa per cucire addosso a queste canzoni uno spirito aggressivo senza mezzi termini. La musica per una volta non vuole far non pensare, ma tutt’altro vuole sottolineare la serietà della situazione e una necessaria e imprescindibile presa di posizione dell’ascoltatore. Da ascoltare con coraggio.

A cura di Cristina Mauri

Recensione “Fino all’anima e ritorno”, l’album d’esordio degli Anonima Noire (Disco Consigliato!)

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Davvero un lavoro interessante questo album d’esordio degli Anonima Noire, band umbra che sa davvero ben mischiare il pop con il rock e che potrebbe davvero contendersela nei migliori talent televisivi ma che preferisce, forse, restare coi piedi per terra e preferire fare un passo alla volta come dimostra il tempo di attesa per realizzare questo suo primo disco.
Che dire, hanno fatto benissimo a darsi il giusto tempo e fare le cose per bene. E’ tutto il disco che ne guadagna regalandoci una tracklist credibile ricca di canzoni solide che potrebbero passare tranquillamente alla radio e farci innamorare dei ritornelli, alcuni dei quali davvero molto potenti, e delle melodie. Disco consigliato.

A cura di Arturo Manfredi

ASCOLTA “FINO ALL’ANIMA E RITORNO”
Spotify – https://open.spotify.com/album/0WP2UO7vppmVmKyOrwa2hv
Soundcloud – https://soundcloud.com/anonima-noire/sets/anonima-noire-fino-all-anima-e

SCARICA
iTunes – https://itunes.apple.com/it/album/fino-allanima-e-ritorno/id1097794320
01) Incendio (parte 1)
02) Inchiostro
03) Meravigliosa maledizione
04) Carta o contanti
05) Scacco matto
06) Giovanni Gambelunghe
07) Libero commercio
08) Le mie rose
09) Brivido
10) L’ acchiappasogni’

CONTATTI
https://www.facebook.com/anonimanoire
https://soundcloud.com/anonima-noire

Recensione di “Mete”, il nuovo album di NIENTE

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Disco interessante questo nuovo lavoro di Mirko Paggetti (classe 1984 nato e cresciuto in Romagna) in arte NIENTE che si presenta al secondo appuntamento della sua carriera con questo “METE” uscito l’1 Febbraio 2016 dopo l’esordio non riuscitissimo del 2014 di“E pensare che tutto scorre” (no non ha nulla a che fare con i NEGRAMARO anche se proprio la pecca di quell’album è stata la troppa vicinanza a scenari un po’ “mainstream”).
Per fortuna non è così per questo ultimo lavoro in cui il nostro NIENTE riesce a trovare la quadratura del cerchio e a fare pace un po’ col rock riuscendo a non tenderlo troppo al pop. Il risultato è un album omogeneo, credibile e adatto sia a situazioni d’ascolto più impegnative che leggere. Si perché il disco lo puoi mettere su e ascoltare mentre fai altro e scorre via veloce in maniera piacevole. Se invece lo ascolti in maniera più attenta, la piacevolezza dell’ascolto si affianca a dei contenuti mai banali e a testi sorprendentemente incisivi. Insomma funziona sempre. Da segnalare il bellissimo singolo “Quando sarai niente”, la ballata dedicata al figlio “Riccardo” e la titletrack “Mete”.

A cura di Arturo Manfredi

LINK
https://www.facebook.com/Nientetheband/?fref=ts
https://niente.bandcamp.com/