Il leader degli Eva Braun denuncia in un post il cantautorato così poco attento alle dinamiche sociali

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“Quello che il cantautorato non dice”… il leader della band romana Eva Braun spiega in un post le riflessioni che urge denunciare in un cantautorato mai come oggi così poco attento alle dinamiche sociali.

Ecco il post integrale:

https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fpaolo.dalbunker%2Fposts%2F1288255734538001&width=500

TESTO:
Estensione del dominio della lotta
Sull’amore ai tempi di Facebook, il terremoto, il suicidio di una ragazza

Ho capito che l’amore negli anni dieci è dominato dalle dinamiche che osservo ogni giorno scorrere sulla mia bacheca di Facebook.

VOLUTTUOSO nell’ostentazione dei corpi in tutte le loro pose;
INDIVIDUALISTA nell’esposizione delle più disparate opinioni;
ARROGANTE a sbatterti in faccia il giudizio;
RIPROVEVOLE quando unito in combutta diventa accanimento o peggio linciaggio;
INDIFFERENTE a ogni tipo di tenerezza se avulsa da bellezza, fascino o potere;
CINICO nel pubblico ludibrio degli screenshot.

A volte si mostra CONFIDENTE e PENTITO, di rado persino COMPASSIONEVOLE. Ma questo a tragedia compiuta, quando il sentimento è stato ormai divelto.

Le case crollate. Una ragazza si è ammazzata.
La colpevole indolenza fa del cuore una prugna disidratata.

Ho capito che l’amore si è trasferito sulle bacheche di Facebook e che le bacheche di Facebook sono la nostra estensione del dominio della lotta. Un posto che ubbidisce a regole feudali, dove un riquadro virtuale con su scritto “A cosa stai pensando?” è avamposto dove erigere castelli sopra le falesie, col mastio e le torri a difesa. Un posto così identico a se stesso e immutabile, libero e democratico, dove l’egemonia non si calcola più al metro quadro, o al pixel quadro, e questo ne aumenta la violenza, perché il potere acquista impeto quando è nascosto dietro un apparente spazio comune con lo stesso perimetro.

Esiste un nuovo luogo che non sappiamo ancora misurare, nel quale combattiamo.
Uno spazio che ci aggredisce ogni giorno, in cui tutti noi siamo valvassini.

E dove riconosco vassalli e signori.

 

Gli Eva Braun sono una interessantissima band romana al primo album, un concept sull’amore intitolato Dopo di noi il diluvio (Volume 1) uscito l’11 aprile 2016 per la Exit Records.

Il tema principale di questo primo volume può essere sintetizzato attraverso le parole di Massimiliano Parente: “l’illusione di avere un destino o peggio ancora un destino speciale” non intaccherà il legame profondo tra due sistemi che si conoscono da sempre che si cercano e si allontanano nella vita in un susseguirsi di gesti insensati e fusioni a freddo.

L’insensatezza del nostro destino è la sua stessa fatalità.

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