Ascolta ‘FLORENCE BALLARD’, il nuovo singolo dei ‘METROPONY’

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E’ uscito il 30 giugno 2017, edito da ‘La Clinica Dischi’, il nuovo singolo dei ‘Metropony’ dal titolo ‘Florence Ballard’.

La storia dei Metropony ha origine quando Erik risponde a un annuncio in internet di Francesca che recitava più o meno così: “Cercasi componenti per formazione gruppo rock. Influenze: Muse, Oasis, Pixies, Pink Floyd”. In realtà Francesca non suona nulla dei Pink Floyd, ma la voglia di formare un gruppo è tale da farle inserire nell’annuncio quelle due parole magiche in grado di assicurarle uno straccio di risposta, quantomeno a Genova. In realtà a colpire Erik è la citazione riferita ai Pixies, band che adora e di cui si sente in qualche modo “allievo”.

Il brano (come si intuisce dal titolo) si ispira alla particolare storia di Florence Ballard, la voce fondatrice delle Supremes, gruppo musicale femminile R&B che ebbe una grande popolarità a cavallo fra gli anni sessanta e settanta. Una storia segnata dalla gelosia, da un morboso sentimento di invidia nei confronti della sua compagna di gruppo Diana Ross che la porterà ad abbandonare la band e ad iniziare un lento ma inesorabile processo di auto-distruzione. Una storia segnata dalla depressione, dall’alcool e dalle droghe, che finirà in tragedia nel 1976 con il suicidio a soli 33 anni di età.

Nel nostro approccio compositivo non c’è spazio per la presunzione, l’intento non è quello di raccontare o sentenziare da un punto di vista esterno le vicende o le situazioni narrate, così come non è fra gli obiettivi la spinta alla riflessione. Preferiamo piuttosto un’immersione totale nel personaggio e una restituzione spontanea di ciò che la penna suggerisce, indipendentemente da quanto questo possa risultare politicamente corretto”.

Il tema del video che accompagna il singolo è l’insoddisfazione, la stessa che ha portato la Ballard al suo declino. Protagonista è una ragazza che rientra a casa da una festa, ubriaca quasi da non reggersi in piedi, costretta a fare i conti con i piccoli demoni che abitano dentro di lei.

LINK VIDEO SINGOLO
https://youtu.be/7yNVB-E3QYE

LINE UP:
Erik De Carolis: voce e chitarra Nazario Damonte: basso e cori Francesca Bosio: batteria e cori

CONTATTI ARTISTA:
FaceBook: https://www.facebook.com/metropony
Instagram: https://www.instagram.com/metropony_band
Skype: metro pony
Telefono: 349 8707865

 

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Ascolta 8 COSE, il nuovo elegantissimo album di Matteo Pascotto

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Matteo Pascotto nasce a Portogruaro in una casa in cui c’è sempre stata musica. Tutto è cominciato con una chitarra, una Eko primi anni ’70, la regalò la madre al padre sperando che imparasse a suonarla; lui non lo fece ma lo fece Matteo. Primo premio al Concorso Nazionale “Scrivere in musica” CEM di Pordenone con il brano “Le mie mani” uno dei singoli dell’album d’esordio “Ora puoi uscire”, il 22 Giugno 2017 pubblica 8 COSE il suo nuovo elegantissimo album.

Ecco come l’autore descrive la sua ultima opera: Questo nuovo album suonerà volutamente molto “live”, è suonato alla “vecchia maniera” per capirci; riprende un pò le fila del primo disco “Ora puoi uscire”. Ho lavorato tanto sui testi, sui suoni e sul groove. Questa volta mi sono lasciato andare anche in riff ed assoli di chitarra, ma sempre con un linguaggio (spero) semplice ed orecchiabile. Io sono un chitarrista che canta. Scrivo in italiano ma ascolto tanta musica d’oltreoceano, quindi non so bene che genere faccio! La fatica più grossa credo sia quella di uscire dalle etichette di genere e fare la musica che senti tu, senza preoccuparsi di compiacere nessuno. Il mio sogno è quello di poter fare una musica pop, leggera, che arrivi all’ascolto di tutti ma con la sensibilità del blues e del jazz…tutto questo scrivendo in italiano… Questo nuovo album avrà un sapore molto morbido e nostalgico ma, essendo pieno di chitarre, graffierà un po’!” 
ASCOLTA 8 COSE
http://spoti.fi/2u6oviu

GUARDA IL VIDEO L’ENCICLOPEDIA DEL SALUTO
https://youtu.be/FChpNdaXW1E 

Credits:
8 COSE
Scritto da Matteo Pascotto
Prodotto e arrangiato da Matteo Pascotto
Registrato tra febbraio ed aprile 2017 presso il Birdland studio di Gorizia ed il MushRoom studio di Frisanco (PN) per le percussioni ed i bassi di “L’amore che sa perdonare”.
Registrato e mixato da Francesco Marzona 
Foto e progetto grafico: Elisa Moro
Direzione artistica: Matteo Pascotto
Supporto web e comunicazione: Pixelcrew

Musicisti:
Matteo Pascotto: chitarre acustiche, chitarre elettriche, voci, percussioni
Luca Amatruda: basso, moog
Carlo Badanai: batteria, percussioni
Giuseppe Tassoni: pianoforte, piano elettrico, organo Hammond

LINK
Sito Webhttp://www.matteopascotto.com
Facebook: https://www.facebook.com/matteopascottomusic
Twitter: http://bit.ly/2sWFfwA
YouTube: http://bit.ly/1Pqywha
Instagram: http://bit.ly/2sYwo9F
Soundcloud: http://bit.ly/11xFsU0
Spotify: http://spoti.fi/2u6oviu

[RECENSIONE] Matteo Pascotto – 8 COSE (Autoproduzione 2017)

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Il 22 Giugno è uscito questo bel disco di Matteo Pascotto, giovane cantautore proveniente da Portogruaro al suo secondo lavoro ufficiale. Dopo infatti il disco d’esordio del 2011 “Ora puoi uscire”, Matteo in questa calda estate del 2017 fa uscire “8 COSE”, album davvero interessante.
Un album molto “Live” e suonato alla vecchia maniera, come lui stesso lo definisce, che riprende un po’ le fila del primo lavoro. Il passo avanti però è notevole e le canzoni che compongono l’opera sono tutte solide e ben fatte. Canzoni mature non solo dal punto di vista dei testi ma anche degli arrangiamenti. Un pop rock che vi travolgerà positivamente e vi farà canticchiare i suoi ritornelli efficaci e a volte struggenti. I testi rigorosamente in italiano concludono il quadro di un artista di cui secondo me sentiremo molto parlare. Cristina Bucci

Deschema, la recensione del primo EP

Cover EP Deschema

Interessante questo EP d’esordio dei Deschema uscito nel Febbraio 2017, una giovane band dal sound potente che non disprezza l’elettronica, il pop e il rock. Sono decisamente una band di stampo mainstream che può arrivare a raggiungere grossi traguardi come conferma la vittoria nel 2013 di Sanremo Rock, quando ancora la band si chiamava Ghost Space. Ottime le canzoni che compongono questo primo lavoro che può diffondersi benissimo anche nella scena indipendente italiana. Oltre alla musica i testi sono l’altro punto di forza del progetto. Consigliatissimi. Cristina Bucci