Un gruppo indie per antonomasia, intervista ai Deschema

Deschema

1) A Febbraio 2017 avete pubblicato il vostro primo EP, come definireste il vostro genere?
Sì, abbiamo presentato il disco il 4 Febbraio 2017 dopo un incessante lavoro in studio durato più di sei mesi. Successivamente è stato pubblicato anche sui principali digital stores. Ci siamo sempre chiesti quale fosse il nostro genere di appartenenza ma la risposta non è mai stata così scontata. Comunque sia, pensiamo che Alt pop/Rock Elettronico riassuma bene quello che facciamo.

2) Parlateci dell’esperienza “Sanremo Rock”
Sanremo Rock è stato il primo contest che abbiamo vinto, ormai tre anni fa. È stato un percorso che ci ha tenuti impegnati per diversi mesi e al quale partecipavano più di 130 band. La soddisfazione è stata non poca perché era il nostro primo risultato positivo da quando avevamo messo in piedi il gruppo. Noi però non abbiamo mai guardato troppo alle vittorie perché una band non può contare solo su quelle. Quello che ci spinge ad andare avanti è la voglia di scrivere canzoni, di divertirci e far divertire sul palco, di vedere il pubblico che partecipa attivamente ai nostri live.

3) Andreste mai a Sanremo quello vero?
Sì, tranquillamente. É un’occasione come un’altra per avere visibilità. Tutti questi luoghi comuni ci hanno un po’ stancato sinceramente. Il problema non è se andare a Sanremo o meno, il problema è quello che a volte vediamo o sentiamo a Sanremo che trasforma il programma in un teatrino. Il festival dovrebbe mettere in risalto la musica del nostro Paese perché rimane comunque la vetrina più grande che c’è in Italia.

4) Cosa pensate dell’attuale scena musicale indie italiana?
La scena italiana è molto attiva, davvero. Oggi puoi trovare un po’ di tutto nella musica italiana e noi non abbiamo nulla da invidiare ai nostri amici internazionali. Anzi, e non siamo noi a dirlo, si vede che sta arrivando una nuova primavera per la musica italiana. Magari ci vorrà ancora qualche anno ma sicuramente, a breve, le cose cambieranno. Il cambiamento è fisiologico e la storia della musica ce lo ha insegnato.

5) E del mainstream cosa pensate?
Partiamo dal fatto che per noi queste divisioni tra mainstream e indie non hanno ormai più ragione di esistere. Potrà sembrare una risposta superficiale e qualunquista ma in effetti è così. Se dobbiamo per forza rispondere, anche qui ci sono prodotti di qualità e altri meno. Il target è molto diverso a seconda del tipo di musica ovviamente quindi è normale che alcune canzoni, che per molta gente sono “bestemmie” musicali, abbiano in realtà la loro funzione all’interno dell’industria. In più ci sono i talent e tutto il discorso televisivo, un’altra grossa fetta della torta che mangia e risputa artisti ogni anno, creando un meccanismo contorrto in cui molti sopravvivono con le briciole.

6) Vi sentite più indie o mainstream?
Se ci ascolti non puoi dire che siamo il gruppo indie per antonomasia, è evidente. Ma, per quanto ci riguarda, non sentiamo nemmeno di appartenere del tutto al mondo mainstream. Ovviamente la nostra musica nasce per essere molto fresca, diretta, orecchiabile, pop e non ce ne vergogniamo. Allo stesso tempo, però, non rispetta neanche tutti i “canoni” che ci si aspetterebbe dalla musica mainstream. Come già detto, noi non ci etichettiamo, siamo soddisfatti quando un brano ci piace e funziona; lasciamo agli altri i giudizi e le opinioni.

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