Abbiamo intervistato Matteo Pascotto in occasione dell’uscita del suo nuovo album “8 Cose”

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Matteo Pascotto nasce a Portogruaro in una casa in cui c’è sempre stata musica. Tutto è cominciato con una chitarra, una Eko primi anni ’70, la regalò la madre al padre sperando che imparasse a suonarla; lui non lo fece ma lo fece Matteo. Primo premio al Concorso Nazionale “Scrivere in musica” CEM di Pordenone con il brano “Le mie mani” uno dei singoli dell’album d’esordio “Ora puoi uscire”, il 22 Giugno 2017 pubblica 8 COSE il suo nuovo elegantissimo album.

Abbiamo scambiato 4 chiacchiere con Matteo per conoscere meglio lui e la sua musica.

8 COSE è il titolo del tuo nuovo album, come mai questo titolo?
Cercavo qualcosa di originale, ho riempito un sacco di fogli con titoli incredibili, senza senso, non trovavo qualcosa che attirasse davvero la mia attenzione. Poi preparando la tracklist dell’album, mi sono accorto che erano dieci tracce, ma due strumentali e otto canzoni. Così ho pensato subito: “Matteo, queste sono 8 cose che hai vissuto!”

Cos’è per te la musica e ti è mai capitato di starci lontano?
La musica per me penso sia una memoria, qualcosa che mi è entrato dentro nel mio vissuto fin da piccolo e che ora cerco di tenerla sempre con me. Ci sono cose che non si possono spiegare, le capisci vivendole.  Ne sono stato lontano per due anni, dopo il primo disco. Dall’insoddisfazione ho cominciato a somatizzare di tutto, specie il mal di schiena. Ma ho capito tante cose e dalla crisi, sono ritornato più sicuro e maturo. Senza? mai più grazie!

Che musica hai ascoltato mentre registravi il disco?
John Mayer, come sempre. Poi in quel periodo ero (tra Marzo e Aprile) ero in fissa per Bahamas, Gary Clark Jr., J. Viewz… tutte cose italianissime come vedi…

Qualche collega che stimi?
Ho frequentato la scuola di Mogol nel 2011 ed ho conosciuto molti ragazzi come me che ci provano con dedizione. Sono rimasto in contatto con molti di loro. Mi ci ritrovo un pò in Michele Negrini, che stimo, con il quale è nata una bella amicizia. Entrambi siamo impegnati in un progetto solista e ci confrontiamo nelle fatiche. Mud è il suo progetto solista. Lo seguo sui social e vedo che si da un sacco da fare. Spero di fare presto qualcosa insieme a lui.

Com’è la vita da musicista in Italia nel 2017?
Come qualsiasi altro libero professionista del mondo, con la differenza che forse il musicista, cerca di vendere qualcosa che trovi ovunque, spesso gratis, quindi è ancora più difficile campare. Bisogna essere creativi, inventare nuove vie e modi per vivere di questo lavoro. Io, per esempio, ho prodotto questo nuovo album grazie al sostegno dei miei fans attraverso un crowdfunding. Penso sia questo il futuro. Nessun intermediario, solo io la mia musica ed il pubblico che mi segue. Internet è una bellissima risorsa che sto scoprendo fondamentale per continuare ad avere un dialogo continuo con chi segue ed apprezza quello che faccio.

LINK
Sito Webhttp://www.matteopascotto.com
Facebook: https://www.facebook.com/matteopascottomusic
Twitter: http://bit.ly/2sWFfwA
YouTube: http://bit.ly/1Pqywha
Instagram: http://bit.ly/2sYwo9F
Soundcloud: http://bit.ly/11xFsU0
Spotify: http://spoti.fi/2u6oviu

 

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