“The future is unwritten”, intervista ai Traindeville

traindeville2

Dopo una fortunata campagna di crowdfunding su Musicraiser (https://www.musicraiser.com/projects/7900-caffe-fortuna) esce il 10 dicembre il secondo cd dei Traindeville, duo composto da Ludovica Valori e Paolo Camerini: dieci brani originali in italiano e in inglese oltre a due brani tradizionali (uno italiano, Maremma Amara, e uno proveniente dai Balcani, Ajde Jano). Un nuovo capitolo del viaggio musicale della band. Caffè Fortuna, il brano che dà il titolo all’album, è stato composto dopo un mini-tour in Lussemburgo. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con la band per conoscerli meglio.

1) Parlateci del vostro nuovo disco.
E’ un disco più “italiano” rispetto al precedente. Forse perché gli ultimi anni li abbiamo passati prevalentemente in Italia – a parte due minitour, uno in Lussemburgo e Germania e l’altro a New York – e quindi ci siamo sentiti più coinvolti da storie e situazioni legate alla nostra lingua e al nostro paese. In passato abbiamo composto vari pezzi in inglese e in spagnolo, spesso Ludovica scrive anche in dialetto romanesco e canta in altre lingue, dallo yiddish alle lingue slave. Paradossalmente si può dire che l’italiano sia ancora una dimensione da esplorare il che ci sembra molto interessante. All’estero, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, c’è un pubblico desideroso di ascoltare la nostra lingua! A parte questo, dal punto di vista musicale, è sicuramente un disco più folk rispetto al primo che aveva arrangiamenti e sonorità forse più complesse. Ma è anche più rock per via della chitarra elettrica e della batteria, che nel primo disco non c’erano. Al di là delle etichette, che servono fino a un certo punto, direi che è un disco realizzato con tantissima cura, e in questo senso dobbiamo molto al nostro fonico Eugenio Vatta, che ci ha seguito fin dall’inizio con grande attenzione e ci ha dato consigli preziosi.

2) Come vi siete avvicinati alla musica?
Ludovica: ho iniziato a suonare il pianoforte all’età di cinque anni, l’incontro con la fisarmonica è avvenuto per caso, a ventisei anni. Da lì è iniziato un grande amore e la scoperta delle musiche ‘altre’. Erano anche gli anni 90, c’era il boom della world music e la riscoperta delle tradizioni: entrare in quel flusso è stato facile. Sono entrata nella Titubanda, street band di fiati e percussioni, qualche anno dopo ho iniziato a suonare anche strumenti a fiato come il bombardino e il trombone, ho messo su il mio primo gruppo klezmer, il Dragan Trio, con cui abbiamo girato parecchio; poi sono arrivate le collaborazioni e le tournée con artisti che mi hanno insegnato moltissimo. Ho fatto anche esperienza negli studi di registrazione apprendendo così il gusto di costruire un brano, arrangiarlo, esplorarne le potenzialità…

Paolo: Ho iniziato a suonare molto tardi, all’età di diciassette anni, ma la passione per la musica è iniziata da molto piccolo grazie anche a mio padre che ascoltava diversi generi musicali: Jazz, musica italiana da Mina a Buscaglione e diversi artisti internazionali. Poi con mio fratello ci siamo avvicinati più al rock, al progressive e a tutta la produzione musicale che veniva dall”underground inglese: new wave, punk, dark e psichedelia. Nel 1988 ho cominciato a suonare il contrabbasso nei Cyclone, storica formazione psychobilly italiana, con cui ho girato l’Europa e nel 1992, sempre con mio fratello e altri amici del liceo, abbiamo creato le Nuove Tribù Zulu, gruppo folk-rock di contaminazione a 360° con i quali suono attualmente e con cui ho condiviso moltissimi palchi in Italia, ma anche in Sudafrica e in India con il progetto Now-Nomadic Orchestra of the World.

3) La musica può essere un lavoro vero nel 2017?
Be’, in Italia non è facile. Diciamo che è fondamentale inventarsi tante declinazioni del concetto di fare musica: oggi non è più possibile mantenersi facendo il ”musicista puro”, cioè quello che se ne sta a casa e pensa solo a comporre e a suonare: è importante essere sempre in movimento, stare in contatto con gli altri musicisti e fare rete, organizzare iniziative, esplorare nuovi modi di comunicare con il pubblico. Tutte cose che troviamo comunque stimolanti, noi le abbiamo sempre fatte con piacere.

Ludovica: Naturalmente le collaborazioni, i turni di registrazione, l’insegnamento sono buone fonti di sostentamento ma per quanto mi riguarda io non mi sento molto turnista, non ho molta pazienza per insegnare e in questo periodo della mia vita desidero dedicarmi prevalentemente al mio progetto quindi è evidente che guadagnerò meno: ne sono consapevole, magari farò altri lavori e cercherò di investire sempre di più nella mia indipendenza. Per fare un esempio: noi nel tempo abbiamo messo insieme le attrezzature per creare un piccolo ‘home studio’ e ora possiamo registrare quasi tutto autonomamente, prendendoci il tempo necessario per riascoltare, cambiare, ripetere, o anche cancellare tutto e ricominciare… cose che in uno studio tradizionale, in cui paghi ogni minuto che utilizzi, sarebbero impossibili. Abbiamo anche acquistato un impianto di amplificazione adatto ad ambienti medio-piccoli e questo ci dà la possibilità di proporre concerti in luoghi diversi rispetto ai “soliti” locali, questa è sicuramente una risorsa. E’ sempre meglio essere propositivi che lamentarsi, no? Poi che l’Italia non valorizzi i talenti è senz’altro vero ma non possiamo rassegnarci o usare sempre questo argomento come alibi per giocare agli artisti incompresi.

4) Quali sono i vostri progetti futuri?
Parafrasando il titolo del bel documentario su Joe Strummer potremmo risponderti che “The future is unwritten”, il futuro non è scritto… Per ora siamo molto concentrati sulla promozione del disco e ci stiamo muovendo anche per cercare date estive. Naturalmente continuiamo a scrivere e a pensare a nuove canzoni che potrebbero fare parte del prossimo lavoro. Ogni disco è un po’ come la fotografia di un periodo, dopo che l’hai scattata entri già nel periodo successivo quindi… stiamo a vedere!

Annunci

Caffè Fortuna, il nuovo album dei Traindeville

traindeville_3

Dopo una fortunata campagna di crowdfunding su Musicraiser (https://www.musicraiser.com/projects/7900-caffe-fortuna) esce il 10 dicembre il secondo cd dei Traindeville, duo composto da Ludovica Valori e Paolo Camerini: dieci brani originali in italiano e in inglese oltre a due brani tradizionali (uno italiano, Maremma Amara, e uno proveniente dai Balcani, Ajde Jano). Un nuovo capitolo del viaggio musicale della band.

Caffè Fortuna
, il brano che dà il titolo all’album, è stato composto dopo un mini-tour in Lussemburgo. La visita alle miniere di Esch-Sur-Alzette, in cui lavoravano tanti italiani, ha dato l’ispirazione per una canzone che parla di migrazione, di speranza e di lavoro. Lungo la strada verso la miniera, l’insegna di un bar che portava questo nome ha evocato una melodia di fisarmonica, la visione di un valzer tra passato e presente, il dialogo sognato tra un figlio e un padre. E all’interno del disco, come in uno specchio, c’è anche Taranta Migrante, brano composto dopo il tragico naufragio di Lampedusa, il 3 ottobre 2013, in cui persero la vita 368 persone.

E non può mancare Roma nel cuore musicale del duo: in Serenata Leggera una donna disillusa canta sotto il balcone di un amante poco sensibile, mentre nella rumba Roma Randagia c’è un omaggio al mondo degli artisti di strada che si esibiscono sfidando divieti e multe nel magico scenario della Città Eterna. E nel disco troviamo naturalmente anche il brano del videoclip uscito nel 2016 La mia strada, girato a New York.

Numerosi anche gli ospiti presenti in questo lavoro: dal bouzouki di Stefano Saletti (Novalia, Banda Ikona, Caracas) alla voce della polistrumentista e compositrice indipendente di Seattle Amy Denio (Kultur Shock, OU), oltre a Edoardo Inglese (storica voce della Original Slammer Band) e a musicisti noti della scena capitolina come Adriano Dragotta (violino), Franco Pietropaoli (chitarre, mandola), Dario Esposito (batteria), Antonio Merola (tamburello), il tutto mixato da Eugenio Vatta nel suo nuovo studio romano.
ACQUISTA CAFFÈ FORTUNA
CD Baby – http://cdbaby.com/cd/traindeville3
iTunes – https://itunes.apple.com/us/album/caffè-fortuna/1306916810?ign-mpt=uo%3D4
Hearnow – https://traindeville.hearnow.com/
Biografia
A Roma i due si sono esibiti in svariate manifestazioni estive, serate di comicità, danza e poesia, mercatini, presentazioni di libri e mostre artistiche oltre a tante altre situazioni di strada e di festa. I componenti del duo provengono dalle più varie esperienze musicali, dalla storica formazione gypsy-folk-rock Nuove Tribù Zulu alla tradizione romana rielaborata da Ardecore e BandaJorona, fino al klezmer del Dragan Trio, agli scatenati ottoni della street band Titubanda e alle collaborazioni con attori, giocolieri e danzatori: percorsi che si sono spesso intersecati creando nuove sonorità e affascinanti suggestioni narrative. Con il primo cd Shadows and lights il percorso del gruppo si è arricchito di nuove sonorità: bouzouki e violino, ukulele e chitarra acustica impreziosiscono composizioni originali in italiano, inglese e spagnolo per un appassionante nuovo capitolo del viaggio dei due musicisti, già attivi da molti anni sulla scena folk-rock romana. Il disco è stato incluso nella lista dei migliori dischi indipendenti usciti a Roma nel 2015 da Romasuona.it e nella lista dei 30 cd italiani indie segnalati dal MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti). Il secondo disco, Caffè Fortuna, coprodotto tramite una campagna di crowdfunding e uscito a dicembre 2017, contiene dieci brani originali in italiano e inglese oltre a due brani tradizionali: una versione molto particolare di Maremma Amara e il classico balcanico Ajde Jano.

CONTATTI
Sito web – www.traindeville.com
Facebook – www.facebook.com/traindeville
Canale YouTube – https://www.youtube.com/channel/UCphX3MOsSXAz185Ha1B9L0Q

[Recensione] Luis Leo – Dell’essere liberi (La Sete Dischi 2018)

cover_jpg

Luis Leo ha dalla sua parte indubbiamente la melodia. Ci presenta infatti un disco davvero godibile dalla prima all’ultima traccia che scorre via veloce. 9 tracce che convincono al primo ascolto soprattutto per i ritornelli e il sound: un pop rock un po’ anni 90, ma non troppo, arricchito da suoni elettronici più moderni. Dell’essere liberi, questo il titolo dell’album fuori dal 5 Gennaio 2018 per La Sete Dischi, merita davvero una chance in un panorama indipendente italiano che sempre più spesso ultimamente pecca un po’ di assomigliare troppo a se stesso con gli esordienti che si limitano a ricreare una ricetta che sembra funzionare al momento senza cercare mai di cambiare. Luis Leo no. Ha trovato il suo stile che lo rende riconoscibile e unico. Sicuramente è merito dell’esperienza che il nostro Leonardo Borrelli, questo il nome di colui che si cela dietro il progetto Luis Leo, avrà accumulato negli anni quando era chitarrista e compositore del gruppo indie Mersenne, con cui ha pubblicato con Urtovox “Stolen Dresses” nel 2005, preceduto da un EP autoprodotto, “Fishes Say Blu Blu”, nel 2003.

Speriamo che gli ascoltatori si accorgano di lui, ma siamo fiduciosi anche perché nel disco sono presenti diversi grandi singoli che potrebbero sbancare. Sicuramente la ballata “Non voglio più parlar d’amore” è uno di questi, ma anche “Non si tornerà”, “Io resterò” e “Ciò che vuoi” sono molto belle.

Cristina Bucci

Tesha presenta Let Me Cry, il singolo che anticipa il nuovo album

Tesha_LD_043

Emanuele “Tesha” Scardino inizia già da bambino a calcare i palchi di svariati pub a Milano seguendo le orme della famiglia, con il padre batterista e cantante e la sorella cantante, innamorandosi della musica Italiana. In quarta elementare entra far parte del Coro del Duomo di Milano dove per anni ricopre il ruolo di solista sotto la guida di Monsignor Luciano Migliavacca. Durante le scuole superiori inizia il suo girovagare artistico: è da questo momento che al suo bagaglio di musica Italiana si aggiungono altri generi musicali come Rap, R&B, Rock e Soul music, il tutto portato in scena con varie formazioni, dal duo acustico a gruppi elettrici. Proprio con un gruppo elettrico, i Mukkarasta, inizia a proporre le sue canzoni, molto influenzate dal suo background e da quello che la vita gli dona. LASCIAMI GRIDARE è la prima canzone che scrive dopo la tragica scomparsa di un giovane caro amico, ed è la canzone che, durante i suoi Live, non manca mai. 
 Nella sua carriera troviamo anche il teatro: partecipa infatti alla messa in scena di A CHORUS LINE. Da solo suona in molti locali milanesi, feste private e matrimoni, eseguendo classici repertori da piano bar senza però dimenticare le sue canzoni e le sue origini. Un’innata predisposizione musicale lo rende poli-strumentista: suona infatti pianoforte, chitarra, basso e batteria, tutti da autodidatta.

Nel Novembre 2016 pubblica il suo primo album solista che si intitola proprio come la sua prima canzone “LASCIAMI GRIDARE”, per chiudere un cerchio aperto molti anni prima. Questo album è un viaggio che attraversa tutta la vita di Tesha e questo lo si può capire per la diversità di generi nella track list. Si passa infatti dal pop italiano, al rock degli anni delle superiori, ad un più maturo soul fino ad un sempre presente rap. Nota sempre presente è la composizione dei testi che parlano sempre della sua vita, come in “RICORDERAI” – canzone dedicata alla moglie o in “BENVENUTA ELEONORA” – brano scritto in occasione della nascita di sua figlia.

Il futuro discografico sembra essere ben delineato nella mente di Tesha. E’ infatti in lavorazione il secondo album che sarà un po’ meno eterogeneo e più incentrato sul SOUL e l’RnB senza denigrare il vecchio ed amato RAP. Un’idea di quello che verrà presentato nel nuovo album lo potremo vedere dal 5 dicembre con il nuovo singolo, “LET ME CRY”, primo brano scritto in inglese e che conclude definitivamente la saga “LASCIAMI GRIDARE”. Dopo il brano originale Rock con un assolo di chitarra molto importante e la versione Rap prodotta da DELETERIO, l’ultimo capitolo è la versione inglese sempre in chiave Hip Hop, ma in una versione molto più intima. Anche il video proposto è molto meno “street” del primo ma molto più emozionale.

GUARDA IL VIDEO DI “LET ME CRY”
https://youtu.be/mCN2x3ky-HU

ASCOLTALO SU SPOTIFY
http://spoti.fi/2zOlGpn

CONTATTI

www.tesha.org
www.facebook.com/TeshaScardino
www.youtube.com/TeshaScardino

www.instagram.com/tesha_scardino
http://spoti.fi/2ynxWMH