[Recensione] Luis Leo – Dell’essere liberi (La Sete Dischi 2018)

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Luis Leo ha dalla sua parte indubbiamente la melodia. Ci presenta infatti un disco davvero godibile dalla prima all’ultima traccia che scorre via veloce. 9 tracce che convincono al primo ascolto soprattutto per i ritornelli e il sound: un pop rock un po’ anni 90, ma non troppo, arricchito da suoni elettronici più moderni. Dell’essere liberi, questo il titolo dell’album fuori dal 5 Gennaio 2018 per La Sete Dischi, merita davvero una chance in un panorama indipendente italiano che sempre più spesso ultimamente pecca un po’ di assomigliare troppo a se stesso con gli esordienti che si limitano a ricreare una ricetta che sembra funzionare al momento senza cercare mai di cambiare. Luis Leo no. Ha trovato il suo stile che lo rende riconoscibile e unico. Sicuramente è merito dell’esperienza che il nostro Leonardo Borrelli, questo il nome di colui che si cela dietro il progetto Luis Leo, avrà accumulato negli anni quando era chitarrista e compositore del gruppo indie Mersenne, con cui ha pubblicato con Urtovox “Stolen Dresses” nel 2005, preceduto da un EP autoprodotto, “Fishes Say Blu Blu”, nel 2003.

Speriamo che gli ascoltatori si accorgano di lui, ma siamo fiduciosi anche perché nel disco sono presenti diversi grandi singoli che potrebbero sbancare. Sicuramente la ballata “Non voglio più parlar d’amore” è uno di questi, ma anche “Non si tornerà”, “Io resterò” e “Ciò che vuoi” sono molto belle.

Cristina Bucci

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