Scrivere in qualunque momento anche a lavoro, intervista alla band cantautorale Zerella

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Zerella non è solo il cognome eufonico di Ciro, cantautore classe ’93 cresciuto tra i dischi e le cassette della sua vecchia casa, ma anche una vera e propria band cantautorale. Dalla penna e dalla chitarra di Ciro vengono fuori delle canzoni nude ed intime che vengono poi vestite insieme alla band in sala prove. La band si completa con Alessio Vito (chitarre e cori), Gianluigi Pilunni (basso) e Remo Radica (batterie, tastiere). L’attenzione sul progetto cresce con il passare del tempo grazie all’apertura dei concerti di artisti come Gazebo Penguins, Giorgio Ciccarelli, Giorgio Canali e Marlene Kuntz.

Sotto casa tua il disco d’esordio, in uscita il prossimo Aprile per Seahorse  Recordings e distribuito Audioglobe, affonda le radici nella canzone d’autore italiana, nel rock d’ oltremanica anni 90 e nelle influenze pop del nuovo millennio.

 Un disco diretto, intimo e che racconta pregi, difetti ed avventure del quotidiano ma anche storie che vengono da lontano.

Ecco la nostra intervista alla band in occasione dell’uscita del disco.

1) Parlateci del vostro nuovo disco.
Sotto casa tua è il nostro disco d’esordio, doveva essere un ep ed invece eccoci qui a coccolare il nostro primo album. Pensiamo sia un disco molto trasversale, capace di unire più correnti musicali attraverso lo stile di scrittura di Ciro che è piuttosto personale nonostante abbia dei richiami a diversi cantautori da Piero Ciampi a Vasco Brondi fino a Neil Young. Ci piace pensarlo come punto di incontro tra rock, cantautorato e indie. Ci sono tante chitarre e tanti strumenti suonati tutti dal vivo, di elettronico c’è poco o è ben nascosto. Oggi come oggi sembra paradossale ma puntare sulle chitarre anziché su loop e synth è diventato anticonvenzionale. Sotto casa tua è una creatura che parla di storie personali (Via Vittorio Veneto, Chimica degli Elementi, Santiago Bernabeu, Prenderti o Perderti) appartenenti alla cultura popolare (Hanno Preso Bob Dylan, Brasile 1958) oppure scritti con una chiave di lettura esterna (Terraboa, L’attore, Nico).

2) Come vi siete avvicinati alla musica?
Tutti o quasi si avvicinano alla musica ai tempi del liceo ed è stato così anche per noi. Poi, alcuni pezzi del puzzle si completano con il tempo, ascoltare e studiare la musica resta una cosa fondamentale.

3) La musica può essere un lavoro vero nel 2018?
Al di là di frasi fatte e retoriche, può esserlo. Bisogna però non essere ossessionati ed impegnarsi a trovare momenti e lavori alternativi che possano aiutarci ad investire nella musica. Non è facile emergere e bisogna essere attenti nella gestione degli spazi. È un piacere ed un sacrificio investire sulla musica, ma bisogna fare le cose senza pretendere che ci sia un ritorno a tutti i costi.

4) Quali sono i vostri progetti futuri?
Ti rispondo io, (Ciro) fregiandomi per un attimo del mio ruolo di band leader.
Sicuramente suonare dal vivo questo disco è la priorità, poi procederemo a sistemare un po’ di cose; nel frattempo se c’è spazio per scrivere, continuerò a farlo. Scrivo in qualunque momento e in qualsiasi modo. Mi è capitato di essere ispirato una volta a lavoro, ed ero in cantina, lavorando sui vini – sono corso in bagno ho aperto il registratore vocale ed ho tirato giù melodia e parole che erano venute fuori.

 

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