Galea racconta il nuovo singolo te’

Prodotto da Cosimo Cirillo (Atlas Palace) al New Born Records Studio, Tè è un brano dalle sonorità acustiche che parla di promesse e di tentativi, di nuovi inizi e speranze di cambiamento.

Fuori per Mamma Dischi e distribuito con Artist First dal 22 Novembre su Spotify e sulle principali piattaforme digitali, “Tè” è il secondo singolo di Galea, dopo l’esordio “Diverso” uscito la scorsa estate.

Ascolta Tè su Spotify https://spoti.fi/2rbiyEM

Ecco le parole dell’artista riguardo il suo ultimo lavoro.

“Tè” è il tuo secondo singolo, parlaci di questo nuovo brano.

“Tè” nasce dalle ceneri di un’altra canzone, la seconda che abbia mai scritto. Si chiamava “Stavolta”, l’ho scritta quando avevo 16 anni. Un anno dopo avevo deciso di scartarla, mi sembrava troppo immatura, ma sentivo che c’era qualcosa in quel brano che valeva la pena conservare. Poi un giorno mia madre, come quasi ogni pomeriggio invernale, entra in camera mia e mi chiede “Claudia, ci facciamo un tè?” e di lì è nata “Tè”.

A livello di sound il tuo nuovo singolo è molto distante dal tuo brano d’esordio “Diverso”. Come mai hai scelto di sviluppare “Tè” in modo così differente?
“Diverso” è la canzone più pop del mio repertorio, per questo motivo richiedeva un sound che fosse coerente con l’essenza stessa del brano. “Tè”, al contrario, è una delle più scure e intime e in linea generale rispecchia un po’ di più quello che ho in mente per i progetti futuri.

Affacciarsi alla scena musicale odierna non è di certo semplice per i cantautori che scelgono di dare importanza ai messaggi contenuti nei loro testi come fai tu. Cosa ne pensi della situazione musicale italiana di oggi?
Penso che un progetto convincente possa trovare il suo posto nella scena musicale. Oggi gli incentivi per gli emergenti non mancano, sono tante le situazioni in cui poter promuovere e presentare il proprio lavoro e sono positiva a riguardo.

Tra gli artisti del panorama nazionale e internazionale ce ne sono alcuni in particolare a cui ti ispiri durante la composizione dei tuoi brani?
Rispondere a questa domanda non è facile, perché se mi ispiro a qualcuno non lo faccio consapevolmente. Sicuramente, però, subisco l’influenza di ciò che ascolto. Ad esempio, ho scoperto Calcutta, i Cani, Colapesce, Maria Antonietta più o meno nel 2016 e da lì è nato lo stimolo a scrivere in italiano (ho cominciato dall’inglese). Poi ascolto con piacere la “nuova generazione” di indie rock femminile americano (vedi Snail Mail, Lucy Dacus ecc).

Nonostante la giovanissima età hai già raggiunto diversi traguardi. Quali sono i tuoi progetti futuri?
Adesso sto lavorando all’album, che uscirà nel 2020. Sono molto emozionata perché conterrà molte delle canzoni che suono in camera e in giro da anni e non vedo l’ora di dare loro un’impronta definitiva.  

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