“Come Torino Dall’Alto”: Sire omaggia la sua città descrivendo la forza di ricominciare dalle delusioni della vita nel singolo che anticipa il suo primo disco

“Come Torino Dall’Alto”, il nuovo singolo dell’artista torinese Sire, descrive la fine di un amore intenso e controverso tanto quanto le emozioni che il capoluogo piemontese è capace di trasmettere ai suoi abitanti. 

Guarda il videoclip ufficiale.

E’ un brano dal significato agrodolce, come la bellezza di Torino: così come la città, anche la fine di una relazione importante porta ad emozioni contrastanti, con un fascino intenso nascosto anche nelle giornate più fredde e cupe.

“Penso che, dopo la fine di una storia d’amore, ci siano due tipi di persone: chi di fronte alla paura torna indietro e chi invece non si lascia fermare. A questi ultimi rivolgo il messaggio della canzone: così come Torino, non ci si lascia spaventare anche dai momenti più cupi, affrontandoli senza mancanza o tristezza, non mollando mai” ci dice Sire riguardo il nuovo lavoro.

Il videoclip, diretto e montato dall’artista in collaborazione con Relia ed girato nei luoghi più significativi di Torino, descrivere la natura di quelle persone che vivono la paura infondata di star male e reagiscono mollando tutto: la storia, ispirata ad una conoscenza realmente avuta dall’artista, di una modella (interpretata da Erika Granvillano) che, per quanto soddisfatta del suo mestiere e della sua vita, decide di abbandonarsi e tentare il suicidio nel Po’. 

“Come Torino Dall’Alto”, scritto da Sire e prodotto registrato, mixato e masterizzato da Benetto Bianco (aka 808er), è online con il nuovo videoclip su YouTube e su tutti i principali canali di streaming e download online ed anticipa il nuovo disco dal titolo “Savio”.

[Ufficio stampa 0371 Music Press]

BIOGRAFIA ARTISTA – SIRE

Savino Riontino (in arte Sire) è un rapper italiano classe 1993.
Comincia a far musica all’età di 11 anni suonando chitarra, tastiere ed avvicinandosi al mondo della produzione musicale.

Originario di Trani (BT), dopo essersi trasferito a Torino produce il “Fate Largo Mixtape” [2013] ed il “Mostro EP” [2015].

Nel 2018 arriva il sodalizio con Sparo Parole Records e pubblica il suo primo disco dal nome “Finto”, autoprodotto e registrato presso RKH Studio di Torino, con cui riscuote ottimi riscontri sia dal vivo (arrivando su palchi importanti come il Piper di Roma), sia online (supera i 50mila streaming Spotify).

Nel 2019 pubblica i due singoli “F@ck” ed “Alaska”.
A gennaio 2020 il singolo “Come Torino Dall’Alto” anticipa il nuovo disco “Savio”.

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Bardo: Intervista per il nuovo singolo fosso.

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E’ online il videoclip di “Fosso”, singolo di debutto del cantautore Lorenzo Fusco, in arte Bardo, di cui abbiamo già parlato in un nostro recente articolo.

Guarda il videoclip ufficiale.

Sentiamo cosa ha da dirci l’artista in questa nuova intervista.

“Bardo” è il nome d’arte del tuo nuovo progetto nonché lo pseudonimo che ti rappresenta. Parlaci di questa nuovo viaggio che hai scelto di intraprendere.
Bardo è un progetto cantautorale che nasce dall’esigenza di raccontare in maniera più intima le proprie esperienze e il proprio punto di vista sul mondo e su quello che poi succede nelle vite di chiunque. La scelta di un cammino cantautorale è dovuta anche al sound che iniziavano ad avere alcune canzoni, che avevano più un anima acustica/blues rispetto a quella rock  che ha contraddistinto i miei brani passati.

Dalla tua biografia si nota che hai fatto molti concerti in Italia. Hai mai avuto esperienze all’estero? Se si, quali sono le differenze che noti rispetto al nostro paese?
Si, mi è capitato di suonare all’estero e posso dire che l’artista all’estero è più rispettato. Il pubblico partecipa ai live solo per il piacere di ascoltare nuova musica e conoscere nuovi gruppi o nuovi cantautori e c’è più partecipazione. 

Il tuo nuovo singolo è scritto in lingua italiana. Hai mai pensato di scrivere anche in inglese?
Si, ma mi riesce meglio in italiano. 

“Fosso” è il titolo del tuo nuovo singolo. Cosa rappresenta la metafora del “mostro”?
Il “mostro” rappresenta un senso di colpa e contemporaneamente di rabbia. Un senso di pressione sulla gabbia toracica che provoca ansia e paure. Un peso che devi lanciare via, uno sfogo che devi urlare ma che rimane sempre li dentro.

Quali sono gli artisti italiani o internazionali che reputi siano per te fonte di ispirazione a livello musicale?
Ce ne sono tanti. Tra quelli internazionali Bruce Springsteen, Bob Dylan, Hendrx; tra quelli italiano ci sono Pino Daniele, i Negrita, Ligabue, Lucio Dalla, Britti…

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sicuramente suonare il più possibile; organizzeremo dei live e presto avremo le date che pubblicherò sui vari social. E poi uscirà un nuovo singolo al quale già sto lavorando.

BIOGRAFIA BARDO

Bardo, pseudonimo di Lorenzo Fusco, è un progetto cantautorale italiano che nasce nel Marzo del 2019 dall’esigenza di raccontare le proprie esperienze e il proprio punto di vista sul mondo. 
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Nato a Maddaloni (CE) il 26 marzo del ‘90, il cantautore casertano inizia a scrivere canzoni all’età di 16 anni. La sua carriera artistica parte nel 2008 entrando a far parte della rock band Effe16 (della quale è stato ed è ancora cantante, autore e compositore) con la quale ha partecipato a numerosi festival in tutto il paese, arrivando a suonare anche a “Sanremo Off 2011” e vincendo lo ”Insomnia Music Contest 2015”.

Con all’attivo un disco e centinaia di concerti in giro per il paese, nel gennaio 2020 Bardo, che significa “musicista itinerante dall’atteggiamento sprezzante”, imbraccia la sua chitarra e cerca l’esperienza musicale da solista pubblicando il suo primo singolo “Fosso”, un brano acustico dalle sonorità rock e influenze blues.

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Intervista a Granelli per il nuovo singolo “ho un cane anche io”

Torniamo a parlare di Granelli, artista bergamasco online con il singolo “Ho Un Cane Anche Io”, che si racconta in una nuova intervista.

Guarda il videoclip ufficiale

Parlaci del tuo percorso artistico. Chi è Giorgio Granelli?
Giorgio Granelli è un grande appassionato di musica rock e pop. Ho sempre sentito l’urgenza di dire certe cose attraverso la musica. Mauro Ghilardini, che ho incontrato 5 anni fa, mi ha spronato a credere nella mia scrittura, e da lì non ho più smesso. Ho iniziato a pensare più in grande nel 2018, quando ho registrato “Partiamo” al Reparto Elettroacustica di Ardesio: un paesino nell’alta Val Seriana dove la fibra ottica non arriva. Luca Balduzzi ha arrangiato il tutto insieme a me, facendo luce sul mio mondo a cavallo tra il pop, l’indie e qualche chitarrona. Oggi ho una band e un repertorio di 10 canzoni originali, più altre in fase di scrittura.

“Ho un cane anch’io” è un titolo tanto “semplice” quanto evocativo. Cosa ti ha spinto a voler utilizzare proprio questa metafora?
Il cane è un animale che ci fa compagnia. Già nella bellissima “Nessuno vuole essere Robin”, Cesare Cremonini lo utilizza come metafora di solitudine privata. Io ho provato a utilizzarlo come paradosso della nostra società. Il cane è uno status-symbol, come il bulldog francese di Chiara Ferragni; ma per il senzatetto è l’unica fonte di amore incondizionato, senza pregiudizi. Il denominator comune è l’assenza di connessione umana, che il cane si trova suo malgrado a sostituire.

All’interno del tuo nuovo singolo si mettono a paragone classi sociali diverse per arrivare alla conclusione che non si dovrebbe mai perdere la solidarietà nei confronti del prossimo. Secondo te quanto di questa situazione è dovuto alla vittoria dell’immagine sul sentimento e sulle emozioni?
Vedo la corsa all’immagine perfetta più come effetto, che non come causa del deterioramento dei sentimenti. Il mondo ci dice che per essere vincenti dobbiamo essere virili, forti, vincenti in senso quasi agonistico. Un’immagine allineata a questi canoni è parte del biglietto da visita richiesto.

Durante l’ascolto del tuo brano si nota fin da subito un’avversione nei confronti della tendenza ad etichettare. Nel mondo di oggi si vive spesso come etichette di qualcun altro, secondo te questo status quo è dovuto alla continua e irreversibile virtualizzazione della società e delle relazioni?
Non sono avverso alle etichette in senso assoluto, perché possono facilitare la comprensione delle cose. Diciamo che se decidessi di avvicinarmi stilisticamente a un altro artista lo farei cercando di non tradire me stesso. I social sono talmente saturi che con mille o 100mila follower sei comunque un mezzo-sconosciuto. Tanto vale provare a offrire qualcosa di diverso dallo standard più gettonato, se ce n’è uno. Non vedo la tecnologia come il problema principale, quanto gli obiettivi dietro il suo utilizzo.

Dopo l’uscita di questo singolo hai in programma una serie di date? Quando potremo ascoltarti live?
Lavori in corso. Vi tengo aggiornati sui miei canali social. L’attesa verrà ripagata!

 Hai già delle idee per la scrittura di nuovi brani? Quali sono in questo senso i tuoi progetti futuri?
Scrivo saltuariamente, ma appena ho un’idea la butto giù. Ne usciranno delle altre molto presto.

BIOGRAFIA ARTISTA – GRANELLI

Attraverso la musica parlo di sentimenti e problematiche sociali, astraendoli su più livelli di lettura. Il quotidiano cede spesso il passo a un lessico imprevedibile con metriche sghembe; armonia e melodia non rinunciano all’amabilità di un cantautorato ora pop, ora alternativo.”

Giorgio Granelli, in arte Granelli, nasce a Bergamo nei primi anni ’90.

Un primo approccio musicale è dato dal sax contralto, che poi decide di abbandonare in favore della chitarra elettrica e, con l’arrivo dello strumento armonico, a 16 anni scrive la prima canzone in inglese. Il suo gusto musicale si radica nella new wave dei The Cure e nei brani più melodici degli Smashing Pumpkins. Le prime sperimentazioni in italiano nascono dall’incontro con Mauro Ghilardini al CdPM.

A Natale 2017 pubblica il primo singolo arrangiato con Luca Balduzzi, “Anchesenoncisei tu”, che totalizza in quella stagione oltre 2,000 visualizzazioni su YouTube. Nel 2018 autoproduce con mix e master di Diego Bergamini (già fonico per Afterhours, Antonella Ruggiero, Cristina Donà) il suo primo EP “Partiamo”, esaurito nella tiratura di copie fisiche. Il 31 maggio e il 22 luglio 2019 escono “Dove” e “Desirée”, due nuovi singoli, accompagnati per la prima volta da video ufficiali realizzati in collaborazione con RKH (Torino).

Nel gennaio del 2020 torna con il nuovo singolo “Ho Un Cane Anche Io”.

LINK SOCIAL GRANELLI

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L’era della “concentrazione zero” | Intervista ai Bozoo

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Bozoo è un progetto artistico sperimentale nato nel 2019. I brani hanno diverse influenze che rendono conto dei diversi background dei membri del gruppo. Tutti i pezzi sono composti dal bassista\contrabbassista Marco Benedetti mentre i testi, e la loro interpretazione, sono opera della mente artistica dell’eclettico Alessandro Gonfiantini. Il primo singolo, bird, uscito a dicembre del 2019, permette al gruppo di poter iniziare un mini-tour promozionale in Toscana. Il video-animazione del singolo bird è stato creato in collaborazione artistica con Tamara Degradè la quale ha disegnato il video sperimentale ispirandosi al testo di Alessandro Gonfiantini. Autenticità è la “firma” di questa band che non tarderà a far sentire la propria voce.
Il 10 Febbraio 2020 esce il nuovo singolo “Mayday”

Il brano e’ stato scritto da Marco Benedetti e Alessandro Gonfiantini Il video e’ stato girato da Alessio Lucarini, montaggio di Marco Benedetti.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con loro per conoscerli meglio!

1) Avete rilasciato da poco un nuovo singolo. Si sente tanta energia in questo pezzo. Qual è la vostra mission nella musica?

Essenzialmente cerchiamo di mantenere alta l’attenzione in chi ascolta i nostri pezzi: oggettivamente è una missione molto difficile nell’era della “concentrazione zero”, ma pensiamo che sia comunque importante provarci.


2) Il Singolo anticipa un album?

No, ma stiamo lavorando ad un EP. Abbiamo registrato questo singolo e quello precedente, Bird, nello stesso giorno e con pochissime sovraincisioni (praticamente sono stati due brani registrati in presa diretta). Nel prossimo lavoro invece ci sarà una produzione più studiata e con diversi ospiti del giro jazzistico toscano.


3) Da quanto tempo esiste la vostra band?

I Bozoo nascono alla fine del 2017 grazie a Marco Benedetti, bassista jazz, che in questo progetto ha voluto dare sfogo alla sua vena compositiva rock scrivendo tutti i brani e gli arrangiamenti; per quanto riguarda i testi, invece, Marco si è affidato all’amico Alessandro Gonfiantini (voce, chitarra).


4) Qual è stato l’episodio più bello legato all’attività della band? Prossimi Impegni?

Abbiamo creato un piccolo tour di quattro date in Toscana: il 15/02/2020 saremo a Forte dei Marmi (Public House 42), il 20/02/2020 a Pistoia (Ozne), il 21/02/2020 a Colle di Val d’Elsa (1001 a.s.d), il 27/02/2020 a Prato (Wallace).

GUARDA IL VIDEO di “MAYDAY”
https://youtu.be/19ldqjw_LXo

VIDEO PRIMO SINGOLO BIRD
https://youtu.be/zX0cN2TTZt8

Componenti del gruppo:

Alessandro Gonfiantini – voce e chitarra

Marco Benedetti – basso

Andrea Baroni – chitarra

Alessandro Lucarini – batteria

CONTATTI:

Instagram: https://www.instagram.com/bozooband/

Facebook: www.facebook.com/bozooband

Spotify: https://open.spotify.com/artist/03zWLq7tsnQprXSmb1C1Tv?si=IVHGNlSyTDKz4WM7t14veQ

Bandcamp: https://bozoo.bandcamp.com/releases

YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCaaD3FLJFIGrNxReRXlAdOw?view_as=subscriber

 

Mayday è il nuovo video dei Bozoo

Bozoo_

Bozoo è un progetto artistico sperimentale nato nel 2019. I brani hanno diverse influenze che rendono conto dei diversi background dei membri del gruppo. Tutti i pezzi sono composti dal bassista\contrabbassista Marco Benedetti mentre i testi, e la loro interpretazione, sono opera della mente artistica dell’eclettico Alessandro Gonfiantini. Il primo singolo, bird, uscito a dicembre del 2019, permette al gruppo di poter iniziare un mini-tour promozionale in Toscana. Il video-animazione del singolo bird è stato creato in collaborazione artistica con Tamara Degradè la quale ha disegnato il video sperimentale ispirandosi al testo di Alessandro Gonfiantini. Autenticità è la “firma” di questa band che non tarderà a far sentire la propria voce.
Il 10 Febbraio 2020 esce il nuovo singolo “Mayday”

Il brano e’ stato scritto da Marco Benedetti e Alessandro Gonfiantini Il video e’ stato girato da Alessio Lucarini, montaggio di Marco Benedetti

GUARDA IL VIDEO di “MAYDAY”
https://youtu.be/19ldqjw_LXo

VIDEO PRIMO SINGOLO BIRD
https://youtu.be/zX0cN2TTZt8

Componenti del gruppo:

Alessandro Gonfiantini – voce e chitarra

Marco Benedetti – basso

Andrea Baroni – chitarra

Alessandro Lucarini – batteria

CONTATTI:

Instagram: https://www.instagram.com/bozooband/

Facebook: www.facebook.com/bozooband

Spotify: https://open.spotify.com/artist/03zWLq7tsnQprXSmb1C1Tv?si=IVHGNlSyTDKz4WM7t14veQ

Bandcamp: https://bozoo.bandcamp.com/releases

YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCaaD3FLJFIGrNxReRXlAdOw?view_as=subscriber

Bardo: “Fosso” e’ il singolo d’esordio da solista.

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E’ online il videoclip di “Fosso”, singolo di debutto del cantautore Lorenzo Fusco, in arte Bardo. 

Guarda il videoclip ufficiale.

“Fosso” racconta una storia di cui noi tutti almeno una volta siamo stati protagonisti. Una storia in cui si dà tutto e alla fine si riceve solo la consapevolezza che il vuoto rimasto tarderà ad andar via. 

Il videoclip ha come obiettivo quello di tirar fuori una fotografia di chi è l’artista e quali sono le sensazioni che prova, infatti possiamo notare come la sceneggiatura, la scelta delle ambientazioni, delle luci e quant’altro rimandino a quella sorta di “Fosso emotivo” che l’artista vuole raccontare. 

Il videoclip è stato realizzato da Lorenzo in collaborazione con Alessio Bucciero ed è stato interamente girato il 31 agosto 2019 a Caserta. 

“Fosso è uno stato d’animo, una condizione di impotenza, un vuoto interiore che bene o male tutti abbiamo provato quando un amore è impossibile da vivere, ma che al contempo non riesce ad andar via; Fosso parla di un mostro che l’assenza di quest’amore genera e che cerchi di buttare fuori con un urlo, ma che alla fine si incastra e ti sovrasta.” ci dice Bardo.

Il brano, musicato e prodotto interamente da Bardo e arrangiato con Dario Crocetta, Fosso è online su Youtube e sui migliori digital store dal 27 gennaio. 

BIOGRAFIA BARDO

Bardo, pseudonimo di Lorenzo Fusco, è un progetto cantautorale italiano che nasce nel Marzo del 2019 dall’esigenza di raccontare le proprie esperienze e il proprio punto di vista sul mondo. 
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Nato a Maddaloni (CE) il 26 marzo del ‘90, il cantautore casertano inizia a scrivere canzoni all’età di 16 anni. La sua carriera artistica parte nel 2008 entrando a far parte della rock band Effe16 (della quale è stato ed è ancora cantante, autore e compositore) con la quale ha partecipato a numerosi festival in tutto il paese, arrivando a suonare anche a “Sanremo Off 2011” e vincendo lo ”Insomnia Music Contest 2015”.

Con all’attivo un disco e centinaia di concerti in giro per il paese, nel gennaio 2020 Bardo, che significa “musicista itinerante dall’atteggiamento sprezzante”, imbraccia la sua chitarra e cerca l’esperienza musicale da solista pubblicando il suo primo singolo “Fosso”, un brano acustico dalle sonorità rock e influenze blues.

LINK ARTISTA:
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Intervista esclusiva ad alex afilani per il suo ultimo singolo “a fine mese”.

Dopo aver già parlato di lui qualche tempo fa in un nostro articolo, torniamo a confrontarci con Alex Afilani, interessante artista romano online con il suo primo singolo “A Fine Mese” pubblicato per l’etichetta romana Beat Up, che si racconta alla luce del suo lavoro d’esordio.

Guarda il videoclip di A Fine Mese.

“A fine mese” è adesso online, cosa provi ogni volta che condividi col pubblico esterno i tuoi brani?

‘’Capita spesso che mi facciano questa domanda, anche tra amici quando durante le serate parte la mia canzone dalla playlist di qualcuno. Direi che la vivo con naturalezza, poiché questo mi dà l’impressione di aver definito un mio personale ruolo, non solo all’interno della stratificazione sociale, ma anche in ambito privato.

Io sono quello che racconta, il narratore o il canzonettaro, per cui succede che le persone mi raccontino delle cose e le ritrovino poi nelle canzoni che scrivo: per me questo è il senso della condivisione, vivere attraverso la musica mille e mille vite che non mi sono concesse.’’

Sappiamo che prima lavoravi con la band “Stato Mentale Alterato”, cosa ti ha portato ad intraprendere la carriera da solista? 

‘’La necessità di definire un mio personale linguaggio musicale e di slegarmi dalle etichettature a cui le band vanno incontro con più facilità rispetto agli artisti solisti.

Dalla band ci si aspetta innanzitutto un sound, mentre dal cantautore un linguaggio: questo mi permette, essendo anche compositore, di definire intorno al mio linguaggio una maggiore elasticità musicale e dare sfondo alla mia trasversalità.’’

Dalla tua biografia si evince che sei un artista completo, ad esempio hai anche vinto un premio in un festival di poesia. I processi creativi da te utilizzati sono gli stessi sia che tu componga poesie sia che tu faccia musica? 

‘’Generalmente non ho un processo creativo, mi lascio andare nel momento della composizione, dopodichè ci torno a lavorare su per definire quanto fatto. Probabilmente scrivo poesie con la musica in testa e canzoni con la poesia nei pensieri, tuttavia nel singolo ‘’A Fine Mese’’ ho ragionato principalmente da musicisti e poi da paroliere.’’

Cosa possiamo aspettarci dopo “A fine mese”? puoi darci qualche anticipazione su un futuro nuovo singolo o album? 

‘’Valuterò in base al tipo di seguito che questo singolo mi lascerà. Ho un’idea notevole per il mio primo disco in studio che non rivelerò, tuttavia prima di questo  album penso di sviluppare un altro singolo che mi faccia da ponte tra queste due esperienze.’’

I temi sociali affrontati in “A fine mese” sono molto attuali e molta gente potrebbe rispecchiarsi nel testo. Nel tuo caso è autobiografico? 

‘’Vivo nelle case popolari, nella periferia di Nettuno, che è la provincia più periferica a sud di Roma.’’

Cosa vorresti trasmettere con la tua musica alla gente che ti ascolta?

‘’Che l’artista non è un uomo su un palco in cerca di applausi e consenso, ma una maschera di carnevale che nasconde il dolore nero e lo restituisce a colori.

La condivisione dei sentimenti di disagio più profondi è la materia dell’artista, io vorrei che la gente capisse che la criticità del vivere va affrontata con creatività e che nell’ultimo dei nostri giorni possiamo ancora piantare un seme.