E’ tutta una questione di Resilienza – Intervista al Cantautore Giuseppe Izzo

PEPPINO-IZZO-NEW

Giuseppe Izzo è un cantautore indie-alternative. Nasce a Maddaloni, in un paese in provincia di Caserta nel 1989. Si laurea in Industrial Design ma a 25 anni decide di cominciare a studiare musica. Dopo aver conseguito un diploma in Canto Moderno presso il VMS di Milano a novembre del 2019 comincia il suo progetto come cantautore,
volto ad esaminare vari aspetti della mente prima di raggiungere una piena consapevolezza spirituale grazie all’album che distribuirà in autunno.
Ad oggi sono 3 i brani distribuiti e realizzati grazie alla collaborazione con il suo amico Mathis Carion: Castelli in Aria, Psyche (in collisione) e Tic Tac.

Domenica 17 Aprile 2020 è uscito TIC TAC, un singolo in formato EP con tre versioni (radio edit, orchestrale e dancefloor)

Abbiamo scambiato 4 chiacchiere con Giuseppe per conoscerlo meglio.
Ecco la nostra intervista:

1) Il 17 Aprile è uscito “Tic Tac”, un Singolo a forma di EP. Ce ne parli un po’? Com’è nato? Come sta andando?
Tic Tac nasce dall’esigenza di voler parlare di una delle capacità che ritengo sia alla base della sopravvivenza umana ed è per l’appunto: la Resilienza Da qualche anno mi sono avvicinato alla filosofia orientale ed ho sempre meditato su una costante presente nella mia vita: un cambiamento ogni 5 anni frutto di un arduo lavoro su me stesso. Perchè molte volte è importante fermarsi per capire se la direzione che si sta seguendo sia davvero quella più vantaggiosa in termini di benessere e dato che noi ogni mattina possiamo rinascere e decidere in base alla nostra task list le priorità. Tutti il percorso verte dalla necessità di voler affrontare argomenti chiave che aiutino soprattutto i profani a comprendere cosa siamo realmente partendo dalla mente sino ad arrivare allo spirito. Ritengo questa quindi come la fase 3. Comincia tutto con il primo step chiamato Castelli in Aria, per arrivare a Psyche ed infine Tic Tac realizzato non a caso in 3 versioni per avvalorare l’universalità del messaggio. Avevo già deciso a monte del progetto di inediti le varie date di rilascio per ognuno, dato che credo molto anche nella simbologia. Una canzone sulla resilienza non poteva non uscire che a Pasqua (la versione radio ha anticipato di qualche giorno l’EP) giorno della Risurrezione dell’uomo più Influente della Storia. Il fatto che possa sembrare un tema attualissimo per via dello status di quarantena in cui attualmente ci troviamo è soltanto un caso, anche se io non credo al caso 🙂 Al momento il singolo ha avuto la maggior parte dei riscontri positivissimi ed ho lanciato iniziative sui social per favorire la disseminazione coinvolgendo anche altri artisti locali. In termini numerici siamo sui 35.000 ascolti.


2) Qual è la tua mission nella musica?
Quello che realmente conta è essere se stessi, credibili ed emozionare. La musica mi ha cambiato, ha risvegliato il mio lato umanistico dopo un lungo percorso scientifico e mi ha permesso di tornare ad osservare e comprendere. Per me cantare è entrare in contatto diretto con l’anima e quando questo avviene il pubblico lo percepisce. La mia mission è dunque emozionare il numero più vasto possibile di anime ed allo stesso tempo dare messaggi importanti legati alla consapevolezza d’essere sempre in termini di esperienze personali. Mi sono sempre definito un dottore di anime ed è per questo che dato che la musica mi ha curato voglio fare lo stesso con chi mi ascolta seppur so perfettamente che 1 ora o 2 non bastano.


3) Da quanto tempo esiste progetto musicale “Giuseppe Izzo”?
Giuseppe Izzo esiste ufficialmente da circa 5 mesi con l’uscita di Castelli in Aria a Novembre 2019. Possiamo definirlo in fase di lancio.

4) Qual è stato l’episodio più bello legato alla tua attività musicale?
La mia attività musicale più bella è sicuramente antecedente al progetto, ma può aver dato il LA alla mia determinazione a continuare questa strada. Nel Gennaio 2015 mi sono ritrovato su uno dei palchi più difficili della tv dinanzi a circa 500 persone e 4 giudici seduti su delle poltrone rosse che mi ascoltavano al buio. In soli 90 secondi di performance dovevo convincerli a premere un pulsante rosso presente sulle loro poltrone e girarsi. Cheryl Porter con cui ho avuto il piacere di fare qualche lezione ascoltando questa storia esclamò: “Figo!” Ebbene si perchè erano passati soltanto 6 mesi da quando ho deciso di cominciare a studiare canto ad essermi ritrovato a partecipare alle Blind Audition di The Voice of Italy. Non ho mai avvertito ansia durante le varie fasi di preparazione al talent, ma nell’istante in cui mi hanno dato il microfono in mano e detto di avviarmi verso il corridoio che portava al palco il mio cuore ha cominciato a battere come non mai. Dentro di me sapevo che era un’opportunità che non potevo assolutamente perdere in primis per far capire chi ero ed il valore che aveva per me la musica e la canzone che stavo interpretando in quel momento. Ebbene sì sono riuscito come un funambolo a mantenere il giusto equilibrio tra emozione e performance gestendo l’ansia ed è lì che ho capito quante cose belle avrei potuto creare. Volete sapere com’è andata? Beh vi lascio il video 🙂 Performance Blind Audition 2015


5) Prossimi Impegni?
Al momento è sicuramente difficile preventivare qualcosa, sto cercando di concentrarmi sul “qui ed ora”, ma posso dirvi che sto cercando di essere più presente sui social e quindi ospite anche in alcune dirette organizzate da radio locali o agenzie di eventi.



ASCOLTA TIC TAC
spoti.fi/2VxNuKZ

https://youtu.be/R8-XEnpebsQ
https://apple.co/355lL8E
https://www.deezer.com/it/album/136447502

CONTATTI
https://www.instagram.com/giuseppeizzofficial
https://www.facebook.com/GiuseppeIzzoOfficial
https://genius.com/artists/Giuseppe-izzo

https://linktr.ee/giuseppeizzo

Pubblicità

Ascolta Tic Tac, il nuovo singolo del Cantautore Giuseppe Izzo

chitarra
Giuseppe Izzo
è un cantautore indie-alternative. Nasce a Maddaloni, in un paese in provincia di Caserta nel 1989. Si laurea in Industrial Design ma a 25 anni decide di cominciare a studiare musica. Dopo aver conseguito un diploma in Canto Moderno presso il VMS di Milano a novembre del 2019 comincia il suo progetto come cantautore,
volto ad esaminare vari aspetti della mente prima di raggiungere una piena consapevolezza spirituale grazie all’album che distribuirà in autunno. Ad oggi sono 3 i brani distribuiti e realizzati grazie alla collaborazione con il suo amico Mathis Carion:
Castelli in Aria, Psyche (in collisione) e Tic Tac.

Domenica 17 Aprile 2020 è uscito TIC TAC, un singolo in formato EP con tre versioni (radio edit, orchestrale e dancefloor)

ASCOLTA TIC TAC
spoti.fi/2VxNuKZ

https://youtu.be/R8-XEnpebsQ
https://apple.co/355lL8E
https://www.deezer.com/it/album/136447502

CONTATTI
https://www.instagram.com/giuseppeizzofficial
https://www.facebook.com/GiuseppeIzzoOfficial
https://genius.com/artists/Giuseppe-izzo

https://linktr.ee/giuseppeizzo

Vivo la Musica a 360° – Intervista al Cantautore Enzo Beccia

Foto 2
Alti e bassi” è l’ultimo album del cantautore e chitarrista Enzo Beccia uscito il 20 Marzo 2020 per la Caffellatte Produzioni Musicali. Otto brani che raccontano gli “Alti e bassi” della vita, con influenze del grande cantautorato italiano, ma anche sonorità pop, jazz, etniche.

Un viaggio sulle montagne russe emotive che ognuno sperimenta e che un artista vive in modo amplificato: i successi e i fallimenti, il pessimismo depressivo e l’ottimismo onnipotente. Un percorso musicale alla ricerca, forse vana, dell’equilibrio emotivo. Perché le emozioni sono vita.

Domenica 26 Aprile è uscito il Videoclip del brano che chiude il disco dal titolo “I Puntini di Sospensione”

Abbiamo fatto 4 chiacchiere con Enzo in occasione del suo nuovo video.

ECCO L’INTERVISTA:

1) Il 20 Marzo è uscito il tuo nuovo disco “Alti e Bassi”, ce ne parli un po’? Com’è nato? Come sta andando? Il disco è uscito il 20 marzo in piena quarantena, ho pensato che non ci fosse bisogno di posticipare l’uscita, anzi credo che in tempi come questi ci sia sempre più bisogno di ascoltare nuova musica. Il disco racconta in otto brani gli “Alti e bassi” della vita, un viaggio sulle montagne russe emotive che ognuno sperimenta e che un artista vive in modo amplificato: i successi e i fallimenti, il pessimismo depressivo e l’ottimismo onnipotente. Un percorso musicale alla ricerca, forse vana, dell’equilibrio emotivo. I miei dischi, di solito, nascono tutti nello stesso modo: si parte dalla mia stanza della musica, dove cerco di mettere ordine alle mie idee musicali o ai testi di Fiorenza Sasso, la mia paroliera di fiducia, per poi passare in un vero studio a registrare tutto. Per questo disco ho scelto di collaborare con il Nolo Recording Studio di Matteo Gilli e Niccolò Polimeno. Vi dico la verità: ci siamo divertiti un sacco ad arrangiare e registrare tutto come si faceva una volta, con tanti musicisti davvero bravi. Il mix e mastering è stato affidato alle sapienti mani di Paolo Iafelice. Come sta andando? Be’ è presto per dirlo, però rispetto agli altri due miei dischi sto notando più attenzione e questo è un buon inizio.

2) Qual è la tua mission nella musica? Io vivo la musica a 360 gradi, non sono solo un cantautore, insegno chitarra, produco, suono e cerco di fare tutto quello che posso per sopravvivere con la musica. Ecco, forse banalmente è questa la mia mission!

3) Da quanto tempo esiste progetto musicale “Enzo Beccia”? Il progetto cantautorale esiste già da un bel pezzo, anche se ho prodotto solo 3 dischi a mio nome. Nasco come chitarrista, ho suonato in tanti gruppi, ma poi ho sentito il bisogno di fare di più e ho scoperto il canto, anche se non mi reputo un grande cantante… Ma piano piano si cresce!

4) Qual è stato l’episodio più bello legato alla tua attività musicale? Anni fa suonavo con gruppo molto forte, i Monopolio di Stato, e grazie a loro ho arricchito il mio curriculum di tante belle esperienze. Una su tutte è stata quando abbiamo suonato in piazza Duomo a Milano davanti a 50 mila persone prima dell’immenso Sting.


5) Prossimi Impegni?
Come prima cosa uscire di casa! Poi riprendere con una vita più o meno normale e tornare presto a suonare dal vivo. Ho un disco tutto nuovo da suonare in giro.

Grazie mille Enzo!

GUARDA IL VIDEO “I PUNTINI DI SOSPENSIONE”
https://youtu.be/NXa8gmceooo

ASCOLTA IL DISCO “ALTI E BASSI”
https://album.link/99Bkq7hSGMnS9


CONTATTI
CAFFELATTE produzioni musicali
+39 3477635920 +39 0287392133
www.facebook.com/caffelatteproduzionimusicali
caffelatteproduzioni@gmail.com

LINK ENZO BECCIA:

*sito: www.enzobeccia.it

*Spotify: https://open.spotify.com/album/5l7V3fLy4ylqu0qxmmEAod?si=18UDDNDcRVyJ4XxVQStw4A

*Bandcamp: https://enzobeccia.bandcamp.com/releases

*Soundcloud: https://soundcloud.com/enzobeccia/sets/alti-e-bassi

*Facebook: https://www.facebook.com/enzo.beccia

*Twitter: https://twitter.com/BecciaEnzo

*Instagram: https://www.instagram.com/enzo_beccia

*Youtube: https://www.youtube.com/enzobeccia

I Puntini di Sospensione, il nuovovideo del cantautore Enzo Beccia

Copertina - I puntini di sospensione

“Alti e bassi” è l’ultimo album del cantautore e chitarrista Enzo Beccia uscito il 20 Marzo 2020 per la Caffellatte Produzioni Musicali. Otto brani che raccontano gli “Alti e bassi” della vita, con influenze del grande cantautorato italiano, ma anche sonorità pop, jazz, etniche.

Un viaggio sulle montagne russe emotive che ognuno sperimenta e che un artista vive in modo amplificato: i successi e i fallimenti, il pessimismo depressivo e l’ottimismo onnipotente. Un percorso musicale alla ricerca, forse vana, dell’equilibrio emotivo.
Perché le emozioni sono vita.

Domenica 26 Aprile è uscito il Videoclip del brano che chiude il disco dal titolo “I Puntini di Sospensione”

GUARDA IL VIDEO “I PUNTINI DI SOSPENSIONE”
https://youtu.be/NXa8gmceooo

ASCOLTA IL DISCO “ALTI E BASSI”
https://album.link/99Bkq7hSGMnS9

CREDITS DISCO

Testi di Fiorenza Sasso – Musiche di Enzo Beccia

Enzo Beccia: voce, chitarre, cavaquinho
Stefano Ambrosioni: cori
Giovanni Doneda: basso
Pietro Gregori: batteria
Sabina Vercesi: flauto
Massimo Marcer: tromba e flicorno
Rudi Manzoli: sax tenore e baritono
Stefano Ivan Scarascia: wurlitzer, hammond e piano
Niccolò Polimeno: chitarre, mandolini e cori
Matteo Gilli: percussioni

Prodotto e registrato al Nolo Recording Studio
da Enzo Beccia, Matteo Gilli e Niccolò Polimeno
Mixato e masterizzato da Paolo Iafelice
Foto di copertina Matteo Gilli

Enzo Beccia racconta così il suo lavoro “Alti e bassi”:

Tutti viviamo sulle montagne russe delle emozioni, ma forse noi musicisti le viviamo un po’ esasperate, o semplicemente vogliamo gridarle al mondo. Allora ho creato canzoni che dessero voce a questa altalena emotiva, mentre Fiorenza Sasso ha messo le parole per dire come ci si senta a scendere nel buio e a ritornare verso la luce. In questo album si toccano tante esperienze umane, anche quella della depressione, che per molti è un doloroso tabù. Eppure c’è anche irrefrenabile allegria, c’è ottimismo e voglia di superare qualsiasi difficoltà, perché “Non si diventa duri, ma esperti di delusioni”, come canto nel disco, “Non ti stupire se poi alla fine, siamo noi i nostri eroi”.

BIOGRAFIA:
Enzo Beccia inizia la sua carriera come chitarrista nel 1998. Crea band di ogni genere (Masnada, Monopolio di Stato, Equidistratti, Trio Tascabile), affinando nel tempo le proprie doti di compositore. Dal 2005 si dedica all’insegnamento e alla produzione musicale; nel 2013 pubblica il metodo “Il Mondo è una chitarra”, in collaborazione con Fiorenza Sasso. Negli anni vince numerosi premi, tra cui Premio De Andrè, Cornetto Free Music Festival, Rock targato Italia, Pivi, “Miglior Testo” al Concorso Sottotoni. Si esibisce sui palchi di tutta Italia, aprendo i concerti di alcuni Big (Sting, Negromaro, Mattafix, Roy Paci, Gianna Nannini, Edoardo Bennato, Tonino Carotone, Alex Britti…). Nel 2016 pubblica “Canzoni senza etichetta”, nel 2018 “Per chi viaggia leggero” e nel 2020 “Alti e bassi”.


CONTATTI
CAFFELATTE produzioni musicali
+39 3477635920 +39 0287392133
www.facebook.com/caffelatteproduzionimusicali
caffelatteproduzioni@gmail.com

LINK ENZO BECCIA:

*sito: www.enzobeccia.it

*Spotify: https://open.spotify.com/album/5l7V3fLy4ylqu0qxmmEAod?si=18UDDNDcRVyJ4XxVQStw4A

*Bandcamp: https://enzobeccia.bandcamp.com/releases

*Soundcloud: https://soundcloud.com/enzobeccia/sets/alti-e-bassi

*Facebook: https://www.facebook.com/enzo.beccia

*Twitter: https://twitter.com/BecciaEnzo

*Instagram: https://www.instagram.com/enzo_beccia

*Youtube: https://www.youtube.com/enzobeccia

Vorrei: la voglia di evadere e di essere se stessi raccontata nel nuovo singolo dei Karma Creep.

“Vorrei”, il nuovo singolo dei Karma Creep, è una canzone moderna che affronta e sottolinea in modo crudo e diretto il peso della pressione sociale e circostanziale alla quale tutti noi siamo soggetti giorno per giorno.


Da questa consapevolezza nasce la necessità di evasione di cui il testo racconta. La volontà di evadere diventa infatti il tema principale del brano e si contrappone con forza a tutta quella serie di approcci nocivi quali il pregiudizio ed il perbenismo, con l’obiettivo di far riflettere su se stessi e sulle proprie aspirazioni. 

“Vorrei è una canzone primordiale, schietta e senza fronzoli con riff graffianti come quando si urla e ritmo sinusale come il cuore che pulsa. È l’espressione del desiderio, la ricerca spasmodica di ciò che ti fa stare bene. È voglia di libertà, di rompere le catene che soffocano l’istinto” ci dicono i Karma Creep riguardo il loro nuovo singolo.

Il videoclip – girato da Francesco Fontana – alterna due location differenti: da un lato il Babila Hostel&Bistrot di Milano, dall’altro l’arena del parco La Cava di Paderno Dugnano (MI). Rappresenta l’esatta manifestazione dell’incatenamento che tutti noi giornalmente viviamo, misto alla continua voglia di evasione. L’alternanza delle location durante lo scorrere del video rappresenta infatti la dicotomia tra l’esterno che ci forza a chiuderci in noi stessi, visti i continui condizionamenti ai quali siamo sottoposti, e il nostro “interno” che ci spinge a “vivere senza freni”. 

Il brano è stato scritto e musicato da Simone Villani, Jessica Mela, Davide Gallea, Rebecca Mano e Carlo Capretta. Produzione, mix e mastering sono stati curati da Marco Fapani presso 0371 Music Studio ed è disponibile online con videoclip su Youtube e sui principali digital stores dal 17 aprile 2020. 

Karma Creep – Biografia Band

I Karma Creep sono una band milanese nata nel 2017 da un intreccio di amicizie e conoscenze accomunate dalla passione per la musica.

Denominatore comune è l’amore per la musica come massima forma di espressione e libertà. Il loro primo EP “Segnali” esce nel novembre 2017 ed è un misto di canzoni scritte sia in italiano che in inglese che spaziano dal pop-rock all’alternative-rock.

Nel corso di questi anni si sono esibiti in club e palchi di riferimento sia per la scena indipendente milanese e nazionale (tra cui Legend club, Alcatraz e Teatro Ariston), sia con esperienze live all’estero, l’ultima delle quali li ha visti impegnati in un tour a Londra nel mese di ottobre del 2019. 

L’affiatamento sempre crescente tra i membri del gruppo catalizza sia l’evoluzione del loro rapporto che delle loro produzioni, sempre con l’obiettivo di trasportare l’ascoltatore nel proprio universo di emozioni. 

Questa evoluzione è condensata nel loro nuovo singolo “Vorrei” che anticipa l’uscita del loro prossimo lavoro discografico prevista per il mese di ottobre 2020.

LINK SOCIAL BAND:

Facebook: https://www.facebook.com/KarmaCreepMusic/
Instagram: https://instagram.com/karmacreepmusic?igshid=x76ysarh4ic6
Spotify:  https://open.spotify.com/artist/6vpSzrR1QPZXzQ32Q8Z2r8

Scrivo canzoni come forma di auto-terapia… INTERVISTA @Le Rose e il Deserto

unnamed (1)

Un terzo” è interamente composto da Luca Cassano ed è il singolo che anticipa l’EP “Io non sono sabbia” in uscita a fine maggio.

L’intero EP è stato arrangiato, suonato, registrato e mixato presso le Manifatture Morselli Recording di Modena.


Le rose e il deserto é il nome del progetto artistico di Luca Cassano, cantautore classe 1985, calabrese di nascita, milanese per professione. Come un Tuareg, Luca osserva le dune metropolitane alla ricerca delle poesie che spontaneamente affiorano dalle sabbie della sua immaginazione. Il testo è al centro della sua ricerca: il suo interesse è nei suoni e nelle immagini che le parole da sole, anche senza musica, sono in grado di evocare.

Abbiamo fatto 4 chiacchiere con Luca in occasione dell’uscita del Singolo e del nuovo EP previsto a fine Maggio.

1) Hai rilasciato da poco un nuovo singolo. Si sente tanta energia in questo pezzo. Qual è la tua mission nella musica?
Oddio che domanda difficile 😀 No, io non ce l’ho una missione. Scrivo canzoni come forma di auto-terapia. Scrivere (sia brevi poesie che testi più lunghi, per canzoni) mi aiuta a guardare in faccia aspetti della mia vita e del mio carattere da cui altrimenti scapperei.

2) Il Singolo anticipa un album?
Si, “Un terzo” è il singolo che anticiperà il mio EP d’esordio, che si chiamerà “Io non sono sabbia”, la cui uscita è prevista per la tarda primavera 2020 per PFMusic. Saranno cinque canzoni (compresa “Un terzo”) in cui io e Stefano Morselli delle Manifatture Morselli Recording di Modena (dove il disco è stato arrangiato e registrato) abbiamo cercato di coniugare il mio gusto per il cantautorato classico (De Gregori fra tutti) con il suo gusto più moderno, tendente all’elettro-pop. A voi e ai vostri lettori decidere se ci siamo riusciti e con che qualità.

3) Da quanto tempo esiste ”Le rose e il deserto”?
Le rose e il deserto sono nate nel Luglio 2018, quindi da ormai quasi due anni, quando ho deciso di intraprendere un percorso musicale tutto mio, fatto di chitarra e voce e le mie canzoni. Prima scrivevo e cantavo per “Il quinto piano”, un quartetto che non ha mai pubblicato nulla, nonostante il tanto impegno profuso (alcuni pezzi de Le rose e il deserto, fra cui “Un terzo”, sono nati per Il quinto piano). Prima ancora cantavo cover nel duo “Citofonare Colombo” con il mio coinquilino di allora. Diciamo che Le rose e il deserto sono ufficialmente nate nel Luglio 2018 ma la strada per arrivarci ho iniziato a percorrerla dal 2014.


4) Qual è stato l’episodio più bello legato alla tua attività musicale?
Sicuramente una serata in un piccolo club a Ferrara, il Korova Milk Bar, nell’ambito della splendida rassegna “Il silenzio del cantautore”. Un concerto senza amplificazione, il locale pieno di gente attenta e l’ultima canzone, come da tradizione della rassegna, suonata seduto sul bancone (c’è anche un video su youtube). E poi anche l’incontro con tanti meravigliosi artisti i cui concerti ho avuto la fortuna e il piacere di aprire: Gnut, The Niro, Sandro Joyeux, Federico Sirianni, i Kutso…

5) Prossimi Impegni?
Difficile a dirsi in questo momento di grandi incertezze. Sicuramente a breve (non è ancora stato deciso quando) uscirà l’EP “Io non sono sabbia”, che dovrebbe essere accompagnato da un tour promozionale. Speriamo l’emergenza rientri in fretta.

ASCOLTA IL SINGOLO
Spotify – https://open.spotify.com/track/5iJRmmsbrBQGiLklFTPoVH?si=1KtdDJQnRMyk5EyarVB74Q
Youtube – https://www.youtube.com/watch?v=k1uOSjHzqPY


CONTATTI
https://www.facebook.com/leroseeildeserto
https://www.youtube.com/channel/UCwMeiPcJVWIiEFoFU-29dfw
leroseeildeserto@gmail.com

Intervista a mpm producer per il singolo reborn.

Benvenuto su Ascolta La Musica! Il tuo ultimo singolo “Reborn” è online, cosa deve aspettarsi un ascoltatore che si avvicina per la prima volta alla tua musica?

Ciao! Deve probabilmente approcciarsi con una mentalità aperta. La musica di oggi è in gran parte basata su beat, con poche variazioni a livello di arrangiamento.

Inserire strumenti “inaspettati” in certe parti potrà sembrare la cosa più strana del mondo ad alcuni, ma dopo qualche ascolto, penso che si potrà percepire una piccola ventata di novità

Se dovessi scegliere un genere con cui identificarti quale sceglieresti dato il sound del tuo ultimo singolo? 

Una sorta di punk rock nuovo.
All’estero abbiamo esempi come Fever 333, Enter Shikari.
Alcuni pezzi potranno sembrare molto diversi tra loro; il filo conduttore saranno le chitarre e le batterie veloci, inseriti in contesti diversi.

Reborn affronta temi molto interessanti. Parlaci del processo creativo che ti ha portato alla sua composizione: 

Ho trovato un beat di Kato on the track che mi ha fulminato al primo ascolto.
Dovevo assolutamente sfruttarlo!
Da lì mi sono ingegnato su come farci qualcosa in linea coi tempi ma aggiungerci una variante inusuale per quel tipo di sound.
E’ stato uno dei primi pezzi; da lì ho avuto l’idea di estendere la cosa condensando diverse contaminazioni per un primo EP.

Tornando sull’argomento dell’ascolto. Quali sono le composizioni musicali alle quali ti ispiri per comporre la tua musica?

Ascolto molta musica. Mi piacciono le cose attuali (trap, elettronica, dubstep), ma i miei anni del liceo bussano costantemente alla porta, ricordandomi un sacco di belle band…

Nel mio progetto, ricerco una contaminazione tra “produzione” (quindi idee sviluppate in studio) e arrangiamento in senso classico (strumenti suonati).

Ci sono progetti interessanti che hanno sposato questa tendenza anche a livello mainstream (uno su tutti Twenty one pilot,se si pensa che sul palco appaiono a malapena in due, ma dalle casse esce un sacco di altra roba).
Ho cercato di farlo a mio modo.

Siamo in un momento storico nel quale l’ascolto “liquido” ha vinto sull’ascolto “fisico”, infatti gli stream contano molto più delle copie vendute. Cosa pensi riguardo questa rivoluzione tecnologica che ormai da diversi anni ha travolto tutti gli attori della filiera musicale? 

Onestamente, sono molto contento, sia da musicista che da ascoltatore.

E ve lo dice uno che amava andare a comprarsi il disco.
Ho almeno trenta dischi originali solo nella mia macchina.

Certo, apprezzare le grafiche era una bella cosa, ma ho sempre pensato che la cosa più importante fosse la musica.
E l’idea che si possano esplorare intere discografie con un click, non ha prezzo.
Poi, diciamoci la verità… questa facilità ,spesso, si traduce in un NON approfondimento. Quanti di noi ascoltano scoprono degli artisti e vanno a conoscere i loro dischi a ritroso?
Ma da poco ho scoperto un disco dei Korn di dieci anni fa che non avevo mai ascoltato…
Non avrei mai potuto farlo senza lo streaming.
Da musicista poi sono ancora più contento.
Una volta capito che veramente non c’è più bisogno di impazzire per far uscire un tuo prodotto, e che puoi avere il tuo piccolo negozietto senza contratti più o meno inutili

Che dire, fantastico!

Un altro avvento che ha sicuramente ha radicalmente cambiato il modo di fare e di comunicare la musica è stata la nascita dei social media. Difatti per molte band emergenti non conta più quanto si suona live ma quante views o streams si fanno online. Cosa ne pensi di questo ulteriore cambio di paradigma che ha relegato la musica dietro uno schermo?

Qui invece, ho dei sentimenti molto contrastanti (domanda interessante, c’è anche un singolo in arrivo proprio sull’argomento…).
Da “fruitore” (dato che ai giorni nostri è inverosimile non avere NESSUN social), mi vedo frustrato nel constatare che tantissime persone che non hanno assolutamente nulla da dire a un pubblico…hanno spesso un pubblico più ampio di chi dovrebbe averlo!
La sensazione è che improbabili modelle, influencer improvvisati abbiano più consensi di musicisti, attori, artisti , sportivi…

Da musicista invece, pur combattendo l’enorme concorrenza, riscontro che è molto più facile arrivare nei monitor (e quindi alle orecchie) di tanti nuovi potenziali ascoltatori.
Certo, ci sarà meno interesse generale a soffermarsi sulla tua canzone, ma meglio di niente.
Sono comunque convinto che l’esperienza di un concerto resti molto più intensa e  “fidelizzante”, e infatti mi risulta che gli introiti maggiori per la maggior parte dei musicisti siano ancora quelli dei live
Credo che nel 2020 sia quindi meglio far girare il più possibile la propria musica e pensare a delle date solo in un secondo momento.

Reborn anticipa l’uscita di un EP, cosa possiamo aspettarcI? A livello musicale sarà sulla stessa scia del nuovo singolo? 

A livello musicale sarà abbastanza vario. Il filo conduttore sarà dato da chitarre elettriche e ritmi punk rock, ma inseriti in situazioni e arrangiamenti diversi. Provare per credere!

Le Rose e il Deserto presenta il nuovo singolo “Un Terzo”

unnamed

“Un terzo” è interamente composto da Luca Cassano ed è il singolo che anticipa l’EP “Io non sono sabbia” in uscita a fine maggio.

L’intero EP è stato arrangiato, suonato, registrato e mixato presso le Manifatture Morselli Recording di Modena.
ASCOLTA IL SINGOLO
Spotify – https://open.spotify.com/track/5iJRmmsbrBQGiLklFTPoVH?si=1KtdDJQnRMyk5EyarVB74Q
Youtube – https://www.youtube.com/watch?v=k1uOSjHzqPY

Le rose e il deserto é il progetto solista di Luca Cassano, cantautore classe 1985, calabrese di nascita, milanese per professione. Come un Tuareg, Luca osserva le dune metropolitane alla ricerca delle poesie che spontaneamente affiorano dalle sabbie della sua immaginazione. Il testo è al centro della sua ricerca: il suo interesse è nei suoni e nelle immagini che le parole da sole, anche senza musica, sono in grado di evocare. Le rose e il deserto è un progetto con due anime. Da un lato l’esigenza di esternare le proprie inquietudini, le paure e le passioni, il rapporto con i propri genitori, l’amore/odio per la realtà in cui si vive. Dall’altro lato la voglia di gridare contro le ingiustizie che quotidianamente osserviamo.

Una parte di queste visioni desertiche è confluita nell’EP “Io non sono sabbia” la cui uscita è prevista a fine Maggio 2020. Le cinque canzoni che compongono “Io non sono sabbia” uniscono una ricerca per il testo marcatamente cantautorale ad arrangiamenti dalle influenze pop ed elettroniche nati dalla collaborazione con le Manifatture Morselli Recording di Modena, dove l’EP è stato arrangiato e registrato.

CONTATTI

https://www.facebook.com/leroseeildeserto
https://www.youtube.com/channel/UCwMeiPcJVWIiEFoFU-29dfw
leroseeildeserto@gmail.com

Gli Zuth raccontano il nuovo singolo “La Cosmonautica”, title track del disco già online.

Torniamo a parlare con gli Zuth, interessante band marchigiana, che ci racconta La Cosmonautica, nuovo singolo e title track del disco che sta raccogliendo approvazione da critica e pubblico.

Siamo su “Ascolta la musica”. Cosa deve aspettarsi chi si accinge ad ascoltare il vostro nuovo singolo “La Cosmonautica”?

Sicuramente tanta energia, la stessa con la quale gli astronauti affrontano i viaggi spaziali. Tanto suono, chitarre e riff dirompenti. Un brano un po’atipico per lo standard degli Züth! ma ogni tanto ci piace stravolgere un po’le cose

Il vostro Sound è contaminato da diverse influenze musicali. Potendo scegliere un genere specifico, dove collochereste la vostra musica?

Ci piace prendere vari spunti dai nostri ascolti che comunque sono veramente diversificati. Se dovessimo collocare l’album La Cosmonautica diremo sicuramente Alternative Rock. La parola alternative ci permette comunque di avere un margine abbastanza ampio in fatto di sfumature musicali. Oceano, il nostro primo album era sicuramente Alternative ma con sonorità più leggere verso il pop nostrano.

Quali sono gli argomenti trattati nel resto del disco?

Ci piace considerare La Cosmonautica come un concept album. Ogni canzone ha un filo che la collega alle altre. Sicuramente il tema principale è il viaggio e da questo in ogni brano ne abbiamo trattato un diverso aspetto emotivo. Paura, solitudine, nostalgia ma anche voglia di ricominciare e ricordare sono ciò che per noi meglio rappresentavano il percorso del disco.

Siamo in una realtà musicale in cui l’ascolto è diventato liquido, sfuggente, privo di supporti fisici. Se doveste identificare un motivo, un quid in più rispetto alla moltitudine di gruppi emergenti che sono oggi sul mercato, cosa pensate vi potrebbe distinguere dagli altri?

Distinguersi dalla massa è molto difficile. Crediamo nella musica che facciamo e ci piace raccontare la nostra visione della vita. Le storie e i protagonisti dei nostri brani sono facilmente impersonificabili da ognuno di noi. Possono farci capire tanto di noi stessi e delle nostre insicurezze.

Un main theme molto forte all’interno del vostro singolo è Il Viaggio, però un viaggio nel quale il protagonista si perde. Non pensate che in una realtà virtualizzata come la nostra, viaggiare possa avere anche un aspetto positivo e formativo?

Come detto in precedenza, ci piace che i nostri ascoltatori vivano le storie che raccontano i nostri brani. Da queste possiamo prendere esempio sia in positivo che negativo. In fondo l’animo delle persone è anche plasmato dagli errori che si possono compiere nel proprio cammino. Tutto fa parte dell’esperienza del vivere.

Già dal primo ascolto si nota che siete una band che rende molto dal vivo. Quando avremo l’opportunità di ascoltarvi live?

Le date invernali sono quasi concluse. Stiamo ora lavorando a portare un nuovo spettacolo per i palchi estivi. Qualcosa di nuovo che ancora non avevamo mai portato su un palco.

Le prossime date del tour promozionale per la Cosmonautica le potete trovare nella nostra pagina Facebook che è in continuo aggiornamento.

Intervista a F-low Cost che ci racconta il singolo la mia storia.

Torniamo a parlare di F-Low Cost e del suo singolo La Mia Storia: ci racconta qualcosa in più sul suo lavoro.

Per te non dev’essere stato facile creare una canzone con un testo così personale. Cos’hai provato durante le registrazioni?
La registrazione del singolo non è stata cosa facile anche se, è venuta one-take (unica registrazione) e per giunta, la prima che abbiamo provato. Quando scandivo quelle parole, alla mente mi venivano in mente delle scene precise, che richiamavano ricordi passati con mio fratello, ricordi di ogni tipo. Dai nostri periodi felici trascorsi insieme al lungo periodo della malattia durato ben due anni. Periodo nel quale gli sono sempre stato vicino supportandolo fisicamente e moralmente in tutta la sua battaglia. Non saprei con certezza dire se l’emozione è più forte quando richiamo il primo o il secondo tipo di ricordi, indubbiamente, è sempre difficile e malinconico farlo, in quanto è tutto terminato in tragedia, non è mai bello ricordare le tragedie.

Che tipo di risposta ti aspetti dalle persone che ascolteranno questo brano?
Sono sicuro che il messaggio arrivi, perchè il messaggio è forte, molto forte e molto spesso, sono proprio i messaggi “forti” con scene e discorsi così crudi che colpiscono più le persone e le rendono vulnerabili e sensibili a queste storie.Sono sicuro di esser stato in grado di far vivere la mia storia in prima persona all’ascoltatore, soprattutto con il video ufficiale uscito su youtube venerdì 13 marzo.

In che modo ti sei avvicinato alla musica e quale percorso hai seguito per arrivare fin qui?
3)La musica è sempre stata la mia “compagna” di infanzia visto che ho passato la prima parte della mia vita completamente in ombra. Sin da piccolo sono stato sempre preso in giro dai compagni di classe che, per via del mio forte sovrappeso, mi hanno sempre messo da parte in quanto non ero ritenuto degno di poter partecipare ai giochi di gruppo. Tutto questo mi ha portato a vivere un periodo profondamente buio fino all’ultimo anno di scuole, anno in cui il mio corpo ha subito un forte cambiamento riportandomi ad una situazione di normopeso (ovviamente grazie ad una corretta alimentazione e all’inizio di un programma d’allenamento in palestra). Le mie giornate non erano felici, non sorridevo come gli altri bambini, non mi sentivo come loro, non mi permettevano di sentirmi come loro mentre, secondo me, un bambino dovrebbe solamente pensare a giocare spensierato. Non avendo amici, avevo comunque bisogno di sfogarmi con qualcuno, con qualcosa… Mi guardavo intorno e non vedevo nessuno, avevo solamente un mucchio di fogli di carta sulla scrivania ed un sacco di penne. Così decisi di buttar giù tutte le mie idee sopra quel maledetto foglio e di confessare a qualcuno tutto il mio malessere interiore. Iniziai a scrivere a cavallo tra l’ultimo anno di scuole elementari e il primo anno di scuole medie, era diventato una specie di rituale, dovevo farlo perché era l’unica cosa che mi faceva stare bene ed io avevo bisogno di stare bene, visto che nulla ormai mi permetteva di provare sensazioni di gioia. Da lì in poi, i miei testi si cominciarono a trasformare in testi scritti in rima visto che comunque la musica rap era l’unica musica che ascoltavo, unica musica al mondo che per essere fatta bene, necessita di rime. Unii quindi la mia passione per la musica rap al mio bisogno di esprimermi, decisi quindi che l’unico modo per sfogarmi sarebbe diventato quello. Ai testi cominciai quindi ad abbinare delle strumentali prese comunemente da youtube e cantare i miei testi scritti in rima sopra quelle basi. Piano piano mi sono “specializzato” capendo cosa fosse la metrica, il flow, il ritmo ecc ecc diventando ciò che sono ora: un ragazzo che da piccolo ha saputo trovare nella musica l’unica mano in grado di estrarmi dal buio, farne tesoro e riuscire a darsi una bella spinta per risalire in superficie dopo aver tocca e vissuto nel fondo per circa 15 anni di vita.

4. Riuscire a mettere nero su bianco le parole che tenevi dentro e ad esprimerti ti ha aiutato ad affrontare questo difficile momento?
Non proprio. Diciamo che mi ha aiutato a dire a tutto il mondo in modo in un unica soluzione chi sono io, ciò che mi è accaduto e soprattutto come ho affrontato la questione. Ho parlato di tutto, sono riuscito in soli 5 minuti di canzone a dire tutto ciò che pensavo, a buttar giù centinaia di parole e di rime e metterle a tempo con una perfetta base che già da sé, ha uno splendido mood. Raccontare una cosa del genere, non aiuta a dimenticare del tutto ciò che è successo. E’ come una ferita, sempre aperta, che nessuno mai allevierà e che mai si potrà chiudere. Parlarne, confidarsi, abbracciare qualcuno o passare del tempo in buona compagnia è solamente un modo temporaneo per distrarsi e non pesarci anche se, quando si torna a casa e si gira la chiave della porta, è inevitabile che la testa vada lì, in quel preciso posto.

Ci racconteresti un po’ il percorso che hai affrontato durante la realizzazione di questa canzone?
Tutto è iniziato perchè la mia intenzione era quella di sfogarmi come mai fatto prima, in modo violento, senza mezzi termini, senza veli, con la massima semplicità e trasparenza. E’ stato un po come avere un megafono ed esser riusciti a parlare con milioni di persone. Ho iniziato quindi con un obiettivo ben preciso e di solito, quando ho l’idea precisa in mente, è semplice terminare un lavoro. Arrivò la sera, si fece buio presto e mi misi immediatamente a scrivere. In 4 ore avevo scritto tutto il pezzo, il giorno dopo mi recai nel mio studio per poterlo registrare. Venne una bomba, mi si illuminavano gli occhi e pregustavo già l’uscita del singolo in tutti i digital stores. Capii però che mancava ancora qualcosa decisi quindi di trasformare le parole in immagini ben precise, reali, da poter vedere su uno schermo. Chiamai subito Nicolò, il mio videomaker, l’idea lo fece impazzire. Ci vedemmo il pomeriggio stesso per scrivere subito una bozza delle scene principali e di cosa volevamo esattamente rappresentare e di cosa volevamo più mettere in risalto. Quel pomeriggio non ci bastò, ci rompemmo la testa ed alla fine trovammo tutte le scene da dover girare. Contattai tutte le figure professionali che dovevano comporre il cast. In poco più di due mesi finimmo il tutto, non è uscito un video ma un vero e proprio film, presente ora su youtube che in sole 3 settimane conta più di 12.000 visualizzazioni. La sera prima dell’uscita del video mandai un messaggio a Nicolò con scritto “Nico, sto puntando forte su questo video, questo video deve esplodere su youtube, deve arrivare a tutti. Ti prometto che faremo minimo 50.000 views”. Il percorso ancora è molto lungo, ma sono sicuro che raggiungeremo quell’obiettivo e ci toglieremo un sacco di soddisfazioni.

Quando potremo ascoltare altre canzoni? Stai già lavorando ad altri brani?
Nel mese di novembre sono volato a Milano per registrare un intero album composto da 12 tracce tutte nuove, con uno stile molto più evoluto rispetto al solito me. Ho utilizzato un vocabolario abbastanza ricercato, ho toccato vari argomenti e chiaramente una traccia è dedicata a mio fratello. Nemmeno nei miei profili social ho rilasciato nulla di ufficiale. Solamente quando mi trovavo a MI facevo qualche storia per far capire dove fossi e cosa stessi facendo ma i miei follower, ancora attendono notizie certe su cosa ho fatto in quei giorni. Per ora voglio che il video vada più in alto possibile, per poi rilasciare a valanga un album intero di 12 tracce ma, non è affatto escluso che come lancio promozionale dell’album, io scelga di prendere una o due di queste tracce e montare un video ufficiale, col mio solito e fidato Nicolò.