gli helen burns raccontano il singolo mindglass.

Gli Helen Burns sono online con il nuovo singolo Mindglass, di cui vi avevamo parlato nei giorni scorsi. Li abbiamo intervistati per farci raccontare questo loro lavoro. 

La scelta di cantare il brano a due voci è quantomeno curioso sotto il punto di vista dell’interpretazione, nel ritornello è chiara questa differenza: una voce esprime rabbia, l’altra apatia. Perché questa scelta?

Volevamo che il brano avesse dinamicità, ci piaceva l’idea che il ritornello fosse lanciato da un bridge mistico e psichedelico, la voce bassa di Edoardo ci è sembrata perfetta. Il fatto che questa voce ripeta solo una frase più volte non è un caso, ti entra in testa o magari è qualcosa che hai già in testa e ti tormenta. Non la definirei vera e propria apatia, piuttosto potremmo parlare di paranoia e accumulo di tensione che arrivati al culmine esplodono con il ritornello, che sì, contiene tanta rabbia.

Il brano ha un testo molto criptico ma soprattutto libero di essere interpretato dagli ascoltatori: è stato complicato riuscire a creare un pezzo che potesse mettervi d’accordo tutti?

No, noi cinque abbiamo la fortuna di essere legati da un’alchimia fortissima, ci conosciamo, ci rispettiamo e ci capiamo bene come persone e come artisti. Capita magari che in un momento particolare uno di noi abbia bisogno di spazio per dire qualcosa, quello che facciamo è ascoltarci a vicenda, cercare di capirci e fare in modo di poter esprimere quello che proviamo con la musica. Prima di ogni cosa noi cinque siamo amici, ci confidiamo, ci supportiamo e abbiamo anche la fortuna di poter trasformare quello che pensiamo in musica, cosa chiedere di più?

Il video di Mindglass attira molto l’attenzione: le scene si susseguono con cadenza regolare durante tutto il video mentre nel ritornello accelerano: come mai un video così particolare?

Ci piaceva l’idea di raccontare una storia che trasmettesse questo senso di inadeguatezza, volevamo creare dei personaggi che fossero veri e che suscitassero emozioni nello spettatore. Abbiamo spiegato al regista quello che avevamo in mente e lui ha cominciato a scrivere la sceneggiatura. Abbiamo lavorato a stretto contatto con lui, dandogli indicazioni per tutta la durata dei lavori, tenevamo molto al fatto che venisse come volevamo. Devo dire che Giancarlo (il regista) è riuscito a comprendere molto bene il nostro modo di vedere le cose e ha fatto un ottimo lavoro, anche se tutt’ora pure lui si chiede cosa significhino le sfere. Noi siamo molto contenti del risultato, il video si sposa perfettamente con la musica e le nostre idee.

Il testo lascia intendere una qualche difficoltà ad integrarsi nella società quotidiana, un senso di alienazione che molti hanno provato almeno una volta, ripetendo spesso la frase “For ambition or inattention, they don’t know that she was in the question”. A chi o cosa vi riferite con “she”? Chi o cosa è “lei”?

A questo punto ti rigiro la domanda, chi o cosa è “lei” per te? E’ abbastanza chiaro che c’è un riferimento personale in questa frase, come in altre parti del testo, ma se avessi voluto renderlo esplicito non pensi che l’avrei fatto nella canzone? Ci piace pensare che ognuno possa dare il suo significato a quel “lei”, io ovviamente ho il mio, mi perdonerai, ma me lo tengo stretto. 

Riascoltando questa canzone, ha per tutti voi lo stesso significato o ognuno dà ad essa una propria interpretazione personale?

Ci conosciamo bene, in linea generale ognuno di noi sa cosa passa per la testa all’altro in un determinato momento. Parliamo molto dei nostri problemi, delle nostre gioie e dei nostri dolori quindi ci comprendiamo. In ogni caso Mindglass è il risultato del lavoro di 5 teste, ci siamo tutti all’interno di questo brano ed è quindi chiaro che significa qualcosa per ognuno di noi, non necessariamente la stessa.

Quali sono i vostri progetti futuri? Potremo presto ascoltare nuovo materiale?

Stiamo continuando a lavorare e abbiamo già molta roba in cantiere, speriamo di farvela ascoltare il prima possibile, restate connessi!

Helen Burns è un progetto inedito attivo come band dal 2016 nel territorio catanese.

Nata dalla passione per la musica tra i banchi del liceo da Edoardo Buccheri (basso) e Walter Leotta (chitarra), la formazione si concretizza con l’arrivo di Sebastiano Musco (chitarra, Domenico Failla (cantante) e Gabriele Messina (batteria).

Grandi sognatori e ricchi di ambizione, gli Helen Burns fin dalla nascita del progetto investono molto tempo nella scrittura di brani inediti. Il loro sound alternative rock è caratterizzato da ricerca e sperimentazioni di nuovi suoni e strutture melodiche partendo da influenze di progetti internazionali come Arctic Monkeys, Radiohead e Red Hot Chili Peppers. 

Ad aprile 2019 sono tra gli 8 finalisti della 32esima edizione di Sanremo Rock nella categoria rock con l’inedito “Do You Wanna Go Back To 90’s?”, proseguendo poi con successo le partecipazioni a vari contest, tra cui European Social Sound 4U (terzo posto), Music Con-Te-St (premio miglior inedito), e Ruvido Fest (premiati come vincitori del contest da Luca Madonia), dedicandosi successivamente alla stesura di nuovi brani inediti.

A febbraio 2020 pubblicano il nuovo singolo Mindglass.

LINK SOCIAL HELEN BURNS:

Instagram: https://www.instagram.com/helenburnsofficial/ 
Facebook: https://www.facebook.com/HelenBurnsOfficial/
YouTube: https://www.youtube.com/channel/UC8o3OME5aiQTNEK12DQe0bQ/

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...