Intervista a danny bianchi per il singolo come due passeggeri

Come Due Passeggeri è il primo singolo estratto da “Chronophobia”, il nuovo disco di Danny Bianchi, artista poliedrico milanese di base a Vienna (Austria).

Lo abbiamo intervistato per scoprire di più su di lui e sul singolo.

Siamo su Ascolta La Musica. Cosa deve aspettarsi un ascoltatore che si avvicina per la prima volta alla tua musica?

Brani melodici e leggeri ma non scontati.

Se dovessi scegliere un genere con cui identificarti quale sceglieresti?

Direi un mix tra pop e cantautorato con influenze anche rock e psichedeliche, se vogliamo.

Il tuo singolo affronta temi molto interessanti. Parlaci di come è venuto sù questo tuo lavoro.

Il brano in sostanza è una presa di coscienza a posteriori del fatto che, spesso, le persone che ci circondano, colleghi di lavoro, amici più o meno stretti, partner, ecc., sono come dei compagni di viaggio che non necessariamente vanno verso la nostra stessa destinazione, magari scendono prima o dopo di noi. Il brano é una riflessione dopo essersi resi conto di questa dinamica.

Tornando sull’argomento dell’ascolto. Quali sono le composizioni musicali alle quali ti ispiri per comporre la tua musica?

Ascolto molto pop/new wave britannico e cantautorato italiano soprattutto degli anni 80; il più delle volte traggo ispirazione da questi generi.

Siamo in un momento storico nel quale l’ascolto “liquido” ha vinto sull’ascolto “fisico”, infatti gli stream contano molto più delle copie vendute. Cosa pensi riguardo questa rivoluzione tecnologica che ormai da diversi anni ha travolto tutti gli attori della filiera musicale?

Lo stream di per se é comodo, basta un clic per ascoltare ciò che si vuole; il problema é che la musica rischia di banalizzarsi, dato che si é tentati di passare al prossimo brano o album anche solo dopo 4 secondi di ascolto. Questo purtroppo svaluta molto il lavoro del cantautore che magari con le sue composizioni non desidera solo intrattenere ma comunicare degli ideali.

Un altro avvento che sicuramente ha radicalmente cambiato il modo di fare e di comunicare la musica è stata la nascita dei social media. Difatti per molte band emergenti non conta più quanto si suona live ma quante views o streams si fanno online. Cosa pensi riguardo questo ulteriore cambio di paradigma che ha relegato la musica dietro uno schermo?

Credo che ognuno possa presentare più facilmente il proprio lavoro e che sia molto più semplice farsi ascoltare o avere visibilità. Il rischio che pero´ si corre é la totale saturazione del panorama musicale. Ad ogni modo, questa é la nostra epoca, volenti o nolenti.

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