i Dreamwalkers raccontano il nuovo singolo iceberg

Intervistiamo la giovane band Dreamwalkers in occasione del nuovo singolo Iceberg.

  1. Siamo su Ascolta La Musica. Cosa deve aspettarsi un ascoltatore che si avvicina per la prima volta alla vostra musica?
    Un approccio fuori dai canoni della musica odierna con una forte voglia di sperimentazione, specialmente per ciò che riguarda i messaggi contenuti nei nostri brani.
  2. Se doveste scegliere un genere con cui identificarvi quale scegliereste?
    Ci rispecchiamo di più nel pop rock, anche se abbiamo comunque altre influenze come l’indie rock e il dream pop.
  3. Il vostro nuovo singolo affronta temi molto interessanti. Parlateci di come è venuto sù questo vostro nuovo lavoro.
    “Iceberg” è un progetto a cui siamo particolarmente legati, nato un giorno di novembre 2019 da un riff del chitarrista che pareva “orecchiabile” e un susseguirsi di evoluzioni tra le parti del brano tra cui infine il tema generale. Ci ha entusiasmato il lavoro del brano su tutti gli aspetti musicali e stilistici che rispecchiano perfettamente il nostro stile, uno fra questi il testo, accattivante, critico e allo stesso tempo “leggero”.
  4. Tornando all’argomento dell’ascolto. Quali sono le composizioni musicali alle quali vi ispirate per comporre la vostra musica?
    L’ispirazione compare dal momento in cui cominciamo a suonare, potremmo definirlo “trasporto”, sensazioni ed emozioni che ricoprono il “mood” del momento. Poi logicamente il testo funge da canale per esprimere il nostro pensiero.
  5. Siamo in un momento storico nel quale l’ascolto “liquido” ha vinto sull’ascolto “fisico”, infatti gli stream contano molto più delle copie vendute. Cosa pensate riguardo questa rivoluzione tecnologica che ormai da diversi anni ha travolto tutti gli attori della filiera musicale?
    Pensiamo che la musica sia diventata più immediata e al contempo più superficiale, per esempio le copie fisiche che vanno dai cd ai vinili racchiudono in sè una sorta di passione nel ascoltare e “collezionare” musica, mentre ai giorni nostri la comodità di avere milioni di brani a portata di mano è sicuramente un elemento a favore ma al contempo dispersivo.
  6. Un altro avvento che sicuramente ha radicalmente cambiato il modo di fare e di comunicare la musica è stata la nascita dei social media. Difatti per molte band emergenti non conta più quanto si suona live ma quante views o streams si fanno online. Cosa pensate riguardo questo ulteriore cambio di paradigma che ha relegato la musica dietro uno schermo?
    Pensiamo che in certi casi i social rendano utili la pubblicità e la diffusione di materiale delle band, specialmente perchè connettono milioni di utenti alla sfera personale degli artisti (gusti dell’artista, situazioni sentimentali, aggiornamenti costanti ecc ecc…). Ciò che ha comportato questo sistema è la scarsa attitudine di presenziare ai live e una scarsa attenzione verso chi non ha i “numeri”.
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