Intervista a Mico Argiro’ per il nuovo singolo “le canzoni divertenti”

  • Benvenuti su Ascoltalamusica! Ciao Mico, benvenuto anche a te e oggi siamo curiosi di sentire cosa ci racconti sul tuo nuovo singolo “Le canzoni divertenti”! 

Ciao! Sono davvero felice di poter chiacchierare ancora con voi. “Le canzoni divertenti” è un pezzo molto particolare perché segue l’andamento di un mio ragionamento molto articolato e sentito sulla funzione della musica (e dell’arte) oggi. Oggi viviamo un presente che richiede all’arte tantissimo di non artistico: gli orari giusti per postare sui social, il politicamente corretto come faro, le mode, l’immagine…mi sono chiesto: di tutto questo cosa resta? Che funzione ha un’arte fatta solo di questo? A chi soffre veramente che cosa devo cantare?
Questo è il tema centrale del pezzo, dove il vero nemico sono io stesso quando spengo il cervello davanti a un cellulare, quando credo, appunto, a canzoni di plastica.

  • Il testo lo definisci più una critica all’attualità o l’intento era più sarcastico?

Il testo è insieme critico e ironico. Sono cresciuto pensando sempre che il contenuto di un’opera fosse fondamentale, che l’anima e le emozioni fossero centrali. Oggi vedo una tendenza opposta e non ci sto, perchè credo davvero che l’arte migliori la vita delle persone, che compia un miracolo, anche solo di un attimo.

  • Com’è avvenuta la scrittura del testo? Di getto oppure ci hai ragionato per un po’ di tempo?

La prima parte è nata abbastanza di getto, dopo l’ascolto di due o tre canzoni vuotissime e che cavalcavano mode del momento, ma chiaramente proprio. Poi mi sono incazzato per questo e l’ironia è stata scalzata, così nasce la seconda parte. La terza è, invece, venuta più tardi, riflettendo psicologicamente e introspettivamente: è una sorta di voce della coscienza che canta in inglese e in dialetto. 

Tutto questo si sente chiaramente nei cambi di arrangiamento e di tempo, che trovo coerenti col testo e col pensiero che c’è dietro.

  • Com’è nata la collaborazione con Andrea Tartaglia?

Andrea è un artista valido e versatile, che avevo ascoltato in varie collaborazioni e nelle sue canzoni. Ci siamo conosciuti al Controcorrente Fest ad Agropoli, nel quale suonavamo entrambi, e ne è nato un bel rapporto.

A lui ho affidato una parte speciale, un po’ Beatles, un po’ alternative, e lui l’ha interpretata magnificamente.

  • Programmi per il futuro?

Ho altre canzoni che fanno parte di un album, che tratta sempre temi caldi con un po’ di irriverenza. Non so quando uscirà, tutto dipende anche dalla possibilità di ripartire a suonare dal vivo; ho anche preparato un live elettronico che non vedo l’ora di portare in giro, un live di pura energia.

Guarda il videoclip di Le Canzoni Divertenti
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Maledetta Luna è il nuovo singolo di Antòn

Maledetta Luna, la ballad pop rock è il nuovo singolo del cantautore anagnino Antòn. 

Maledetta Luna è il nuovo singolo dell’eclettico Antòn, cantautore anagnino classe ‘92. La ballad è il terzo singolo estratto dall’EP Fronte Della Nuova Rivoluzione Universale, online su tutti gli store da inizio 2021.

“Maledetta Luna è una brano autobiografico, scritto una notte mentre pensavo a tutto quello che avevo fatto nella mia vita e quello che mi sarebbe successo dopo, sia musicalmente che in tutto il resto. Ho confidato così, alla luna, i miei pensieri.” racconta l’artista riguardo la canzone.

Il brano, scritto da Antòn, prodotto, arrangiato, mixato e masterizzato da Marco Fapani presso 0371 Music Room (parti vocali registrate presso il Production Music Studio di Angelo Loffredi) è disponibile sulle principali piattaforme di streaming e distribuzione online ed è accompagnato dal videoclip ufficiale, a cura di Marco Fapani online sul canale YouTube Ufficiale dell’artista.

Guarda il videoclip

Antòn – Biografia Artista

Antòn (all’anagrafe Matteo Dell’Omo) è un cantautore classe ‘92 di Anagni (FR).

Da sempre amante delle sonorità pop e rock d’oltreoceano e della scrittura dei cantautori italiani, inizia il suo percorso musicale all’età di 20 anni dedicandosi alla chitarra, alle prime composizioni ed al canto.

Nel 2015 esordisce, sotto il nome di “Jeko”, con il brano “Maledetta Luna” su YouTube e riscontrando già un discreto interesse sia tra il pubblico che via stampa e radio. 

Nel 2017 grazie al nuovo inedito “Quante Cose” viene inserito nella compilation dell’Editore Dino Vitola “Sognando Sanremo 2017”, permettendogli di arrivare ad esibirsi al Palafiori di Sanremo e di vincere il premio “National Voice Award” all’interno di “Casa Sanremo”.

Nel 2019 esce il terzo singolo “Soli Contro Tutti”, il cui videoclip ottiene un buon riscontro via web ed all’interno del circuito televisivo locale.

Nel settembre 2020 esce “Fronte Della Nuova Rivoluzione Universale”, title track dell’EP che uscirà nel gennaio 2021 e da cui saranno estratti anche i singoli “Tutta Una Bugia” e Maledetta Luna, riarrangiata insieme a Soli Contro Tutti. 

“Mi reputo un provocatore: dico le cose come stanno o come vorrei che andassero attraverso il linguaggio del rock cercando, allo stesso tempo, di far divertire, ballare ed emozionare chi ascolta e si rivede nella mia musica.”

LINK ARTISTA:

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Instagram: https://www.instagram.com/anton.therealmatteo/ 

Youtube: http://bit.ly/AntonTube   

Spotify: http://bit.ly/Anton92  

SoundCloud:  http://bit.ly/AntonSC  

Intervista agli I Science

  • Oggi scopriamo qualcosa in più su I-Science, vi va di presentarvi per chi non vi conosce?

I-Science è un gruppo fusion afro-soul-jazz residente in Senegal, ma che rappresenta diversi paesi: Senegal, Italia, Egitto, Gabon, Togo, Spagna, Francia, fondato nel lontano 2008. Suoniamo composizioni nostre che mescolano New Soul, Afro-beat, Rock e Jazz con ritmi tradizionali come il Sabar. Il nostro sogno e’ di partire per un viaggio da pirati assieme al pubblico, nel mondo dei sogni e dell’inconscio, alla ricerca del tesoro più grande: il bambino che si nasconde all’interno di ognuno di noi. Tutti i mezzi son permessi: ritmi potenti, melodie toccanti, performance teatrali e interazione partecipativa. il nostro obiettivo e’ di fare in modo che ognuno torni a casa con le stelle negli occhi e due parole nella testa, o meglio nel cuore: ndeye san (termine Wolof per designare ciò che emoziona e che tocca il cuore) ! Facciamo musica per vivere la libertà e per ispirare il più gran numero possibile di persone a essere libere, essendo realmente loro stesse.

  • Quali sono gli artisti che avete ascoltato di più negli ultimi anni?

Ce ne sono tantissimi!!!! Le musiche tradizionali di tutta l’Africa dell’Ovest sono già fonte di ricchissima ispirazione per quanto riguarda le composizioni polifoniche, ritmiche (che hanno ciascuna un significato ed una simbologia propri), della costruzione dei brani. A questo si aggiungono tutte le produzioni più moderne (Wasis Diop, Ismael Lo, Souleymane Feye e Xalam 2, Manu Dibango ad esempio), la musica Nigeriana, Ghanaian. Poi ovviamente ci sono le ispirazioni degli Stati Uniti o Europee (io personalmente amo molto Erykah Badu, Bobby Mcferrin, gli Area e tutto l’andazzo musicale anni 60/70). Le musiche tradizionali del mondo intero…C’e da impazzire di creatività con tutte le fonti di ispirazione che esistono! E poi ci sono anche i rumori della vita ad ispirarci : i clacson, le carrette, gli uccelli, l’acqua…o le diverse lingue parlate. Anche la lingua e’ musica in un certo senso. Anzi, la musica e’ lingua, l’unica lingua al mondo che va oltre qualsiasi confine, perché’ oggi posso andare ovunque nel mondo, incontrare persone che non parlano la mia stessa lingua, ma so che appena ognuno impugna lo strumento, ci capiremo e potremo dialogare con fraseggi ritmici e melodici, ma per questo bisogna anche sapersi ascoltare. In sintesi : la prima fonte di ispirazione è l’ascolto, di sé e degli altri.

  • Parlateci dell’ultimo inedito uscito recentemente: “Dieuf Dieul”, com’è nato, chi l’ha scritto e di cosa parla?

La composizione è del beat-maker Mao Sidibe, (che stava per buttarlo, mannaggia sua! Per fortuna che l’ho sentito per caso prima che lo buttasse), abbiamo poi rielaborato i bridge e l’arrangiamento con i musicisti del gruppo. I testi li ho scritti tutti io (Corinna), con l’aiuto del bassista Aboridjal, che mi correggeva le parti in Wolof dove necessario. Dieuf Dieul è un brano creato per incoraggiare tutte quelle persone che lavorano sodo ogni giorno, spesso con dei lavori umili e degni, mantenendo però un sogno nel cassetto – fare musica, viaggiare, scoprire… – e che ogni giorno lottano nella speranza di realizzare i propri sogni. Nello stesso tempo è un brano con un doppio messaggio sociale : grazie agli sforzi dati e all’unione di questi sforzi, assieme possiamo creare grandi cose; c’e’ anche la sensibilizzazione – attraverso le immagini del clip – al grosso problema della privatizzazione del litorale senegalese, che sta effettivamente impedendo l’accesso al mare e a luoghi naturali, che dovrebbero appartenere a tutta la popolazione. Grazie a questo brano il nostro obiettivo e di ricordare alle persone la forza data dall’unione degli sforzi individuali e dell’importanza di proteggere le ricchezze del paese, la nostra natura, affinché tutti possano averne l’accesso e non solo un pugno di persone facoltose che se lo accaparrano negandone l’accesso agli altri. Per farla breve questo brano e una strizzata d’occhio alle lotte sociali, vecchie come il mondo ma ahimè ancora di grande attualità. 

  1. Cosa vi aspettate dal futuro?

Ancora tante avventure, tanti incontri e tante scoperte. Siamo dei curiosi della vita e quindi miriamo e speriamo continuare ad evolvere musicalmente, creativamente ma soprattutto umanamente, rinforzando i nostri valori ed acquisendo nuove conoscenze. Continuare a crescere per non invecchiare. 

  • Come definite la musica che fate?

In realtà non la definiamo, la facciamo !!!! Detto questo, siamo coscienti del fatto di essere costretti dalle esigenze del mercato musicale a farlo. Ogni volta che ci chiedono “che genere fate?” facciamo una faccia strana e poi cerchiamo definizioni più o meno calzanti : afro-fusion, afro-jazz, afro-soul- world-pop-jazz-rock….insomma, un gran casino! La ragione è semplice, e penso che molti musicisti capiranno il nostro dolore : amiamo e siamo ispirati da così tante musiche diverse che alla fine ci riesce difficile fare una scelta per adattarsi alle esigenze dell’industria musicale. Noi facciamo musica! La nostra musica cambia continuamente, come noi stessi d’altronde, e non ci piace entrare in scatoline prefabbricate. Le scatoline in questione ci risultano davvero strette e a noi piace vagare sui mari della musica in modo libero! 

Raymond Horo presenta “Kisses in the fog”

Giacomo Raimondi, Raymond Horo nasce a Milano nel 1988 e trascorre la sua infanzia affascinato dalla cultura hip-hop ed urban, frequentando gli eventi e la scena musicale del genere. All’età di 17 anni fonda il gruppo Monkey Mono (successivamente Monkey Mono & The Machine Orchestra), trio che miscela una chiara impronta black, alle sonorità elettroniche in voga nella Milano di metà anni 2000.

Il progetto Monkey Mono porta Ray a solcare i principali palchi della scena hiphop ed alternative del Nord Italia. Il primo disco (omonimo) ufficiale della band viene pubblicato 2011 e riscuote da subito un ottimo successo. Successivamente viene pubblicato un EP dal nome “La tempesta perfetta”, con il quale il gruppo vira verso sonorità sempre più “artefatte” e digitali prendendo musicalmente sempre più le distanze dal mondo hiphop.

Nel 2015 con lo pseudonimo Ray S.II, viene alla luce “The hard life of a superhero” primo disco interamente in inglese dell’artista, che porta Ray ad abbandonare il rap per dedicarsi a linee vocali melodiche, lasciando alle spalle tematiche cantautorali tipiche dei precedenti progetti.

Nel 2019 nasce Raymond Horo, nuovo progetto costituito da due “maschere” ben distinte: la prima tagliente, dura e rap, la seconda più leggera, melodica e chill. Due facce per descrivere la stessa medaglia. Il primo singolo “Oro” ha ottenuto grandi consensi, in particolar modo incuriosendo per le controverse tematiche trattate all’interno del video musicale. Il 19 Febbraio 2021 pubblica il nuovo singolo dal titolo Kisses in the fog.

Il brano è un inno all’amore, alla complicità e all’unione viscerale di una coppia. Parlare d’amore è forse il modo più banale per raccontare una storia ed emozionare ma a volte le parole si incastrano in un puzzle perfetto e due labbra che si incontrano sono ancora un qualcosa di speciale. In un’era frenetica di rapporti fast food, Kisses in the fog punta la lente di ingrandimento su una intesa diversa, su una ricerca di se stessi dividendo per due con la certezza che, citando il brano stesso, “non c’è pace nella solitudine anche quando è condivisa in rete”.

ASCOLTA KISSES IN THE FOG
https://bit.ly/3biCgSy

GUARDA IL VIDEO
https://youtu.be/zF9I49FEp0E



CONTATTI
https://www.instagram.com/horo.studio/

“Le canzoni divertenti” è il nuovo videoclip di Mico Argirò feat. Andrea Tartaglia

«La protagonista del video è la baia di Trentova ad Agropoli, uno dei posti più belli della costiera cilentana, deturpato costantemente da incurie e da piccolo e grande inquinamento»

Dopo la collaborazione con Pietra Montecorvino nel brano “Hijab”, il cantautore Mico Argirò torna con un nuovo featuring con il brano “Le canzoni divertenti”, uscito sempre con Artist First.

A dare manforte al cantautore, un altro interprete della nuova scena musicale partenopea, che ha saputo farsi notare sia con il suo progetto Tartaglia Aneuro che per la collaborazione con Daniele Sepe all’interno del progetto “Capitan Capitone”: Andrea Tartaglia.

«Ho conosciuto Andrea al ControCorrente Fest ad Agropoli e siamo diventati amici in maniera semplice e spontanea. Lui è un artista valido e attento a molti temi caldi, ha uno stile personale e ha collaborato con musicisti di spessore (Daniele Sepe, Gnut e tutto il neapolitan power, praticamente, di cui credo sia uno dei più interessanti esponenti). Ha accettato con grande disponibilità di interpretare una parte complessa e in una lingua diversa dalla quale siamo abituati a sentirlo: una versione di Tartaglia, credo, pregevolissima, perché ha davvero una voce incredibile».

“Le canzoni divertenti” si presenta come una mini-suite con rimandi tanto a Bob Dylan, Francesco De Gregori e Giorgio Canali quanto ai Beatles di “Happiness is a warm gun” o agli …A Toys Orchestra di “Ease off the beat”; “Le canzoni divertenti” è un brano che, in pochi minuti, cambia faccia e rimescola le carte in tavola, senza seguire la canonica struttura strofa/ritornello/strofa, preferendo un’evoluzione “sbilenca”, peculiarità che lo avvicina a molte produzioni di stampo progressive.

Il brano, suonato interamente da Mico Argirò (alle prese fra strumenti acustici ed elettronici) e registrato fra Agropoli e Fuorigrotta (Napoli) da Ivan Malzone (Ramingo Itinerant Studio), è una riflessione sul ruolo del musicista all’interno della nostra società.

«Di fronte alle tante mode, alle canzoni ironiche, all’elettropop mi sono chiesto “Cosa cantare a chi davvero sta male? Cosa cantare al padre separato, al migrante che muore?”. Mi sono chiesto “Qual è la funzione della musica, la vera funzione, oltre le stupidaggini social?”. Meditando, ho capito che il nemico siamo noi stessi, “’O nemic song’io”, come canta Tartaglia nel brano, interpretando la voce della mia coscienza. “Il nemico sono io” quando spengo la testa davanti a un cellulare, quando mi trovo più bello, “migliorato”; quando credo a canzoni di plastica».

Al singolo si accompagna un video dalle forti tinte ambientaliste.

Il video di “Le canzoni divertenti” è girato nella baia di Trentova, ad Agropoli (SA), nel Cilento, un posto paesaggisticamente mozzafiato ma continuamente deturpato dall’uomo.

«Come la canzone si divide tra due anime così nel video è forte il contrasto tra il bello e il brutto. La protagonista del video è la baia di Trentova ad Agropoli, uno dei posti più belli della costiera cilentana, deturpato costantemente da incurie e da piccolo e grande inquinamento. Trentova è uno dei luoghi a cui sono più legato perché è un paradiso terrestre che mi è stato donato da sempre, è casa e rifugio per me, ma è anche il simbolo di un territorio che ha un patrimonio enorme e lo gestisce di merda. Io amo il Cilento e amo Agropoli, in ogni mia opera c’è la mia terra e ogni opera è a suo modo un grido d’amore per lei. Questo video si può leggere insieme come metafora e come denuncia: qual è la funzione dell’arte se non la bellezza, se non il risveglio? Il tema ambientale è molto caro sia a me che ad Andrea Tartaglia: senza dover cavalcare mode è, appunto, una questione di amore per la terra».

Il video è stato girato da Andrea Ranaldo, con l’ausilio di Angelo Barone per le riprese con il drone.

«L’idea è quella di esprimere in immagini quella dualità che tormenta il pensiero alla base della canzone. La metafora qui si basa tutta nel rapporto tra la gratuita bellezza della natura e il costante inquinamento. Andrea Ranaldo è stato bravissimo a tradurre la mia idea, ha un talento unico».

LINK UTILI

Spotify: https://open.spotify.com/artist/2UTCRdEFO6cvYWSocI8aIy

Instagram: https://www.instagram.com/micoargiro/

Youtube: https://www.youtube.com/user/MicoArgiro

Facebook: https://www.facebook.com/mico.argiro.page/

Intervista a ngy marshall

  • Ciao NGY, benvenuto! Oggi vogliamo parlare del tuo ultimo progetto che è uscito da pochissimo: “Mystic Way”, cosa ci puoi raccontare? 

Ciao grazie dell’invito e di questa intervista! allora, partiamo dicendo che “Mystic Way” è il primo singolo estratto di 3 dal mio album in uscita il prossimo 21 Marzo 2021 chiamato “ELISIUM” gli altri due estratti si chiamano “Sons of Night” (un elogio ai Nottamboli) e “Life in NeW York”( una canzone che parla degli alti e bassi della vita della grande mela) ma torniamo a “Mystic way”.

Nelle canzone ho cercato di raccontare il viaggio o la ricerca intima e personale che ognuno di noi fa per cercare il proprio credo ho la propria religione,ho cercato anche di raccontare le origini della antica relazione tra l’umanità e Dio cioè partendo dai primi culti fino all’avvenuta di Buddha e Cristo.

  • Come ti è venuta l’ispirazione?

Ma come tutte le cose un pò dai libri e un pò per la mia passione della riscoperta dei personaggi storici,sapete di tanto in tanto amo vedere documentari inerenti alla storia ed appasionarmi ai suoi protagonisti, “Mystic way” è nata dal mio interesse e studio per la storia di Buddha.

  • Cosa vuoi comunicare con questo lavoro?

Ma come tutte le mie canzoni cerco di comunicare serenità, rappresentare il maggior numero di persone e come in questo caso far riflettere ,il tutto condito in salsa Rock d’autore!

  • Qual è la parte del testo del brano che ti emoziona di più e perchè?

Non è un pezzo del testo (anche se ogni parola è figlia di una mia particolare ricerca vissuta realmente) ma è l’assolo che c’è quasi alla fine della canzone, mi porta lontano quasi in un altra dimensione, e quando lo suono, anche se ho avuto una giornata pesante mi rasserena!

Grazie per questa intervista! e viva la musica indipendente!

“Déjà vu”: online il primo singolo di DEA

“Déjà vu” è il primo singolo di DEA in uscita oggi, 12 Febbraio, da indipendente, su tutte le piattaforme digitali. Il brano è già stato inserito nella playlist editoriale di Spotify “Scuola Indie”

“Tutto è iniziato un po’ per caso e un po’ per esigenza. Avevo bevuto troppi caffè e avevo litigato con una persona a cui tenevo, o almeno pensavo fosse così. Il testo è nato da una nota sul telefono scritta alle 3 di una notte insonne. La mattina dopo ho preso la tastiera e ho suonato qualche accordo lasciandomi trasportare dalle mie emozioni.” 

Il risultato è un brano indie pop dalle sonorità ritmate – up beat nonostante il sad mood che si legge tra le righe. Una malinconia velata quella di DEA che non lascia spazio alle false speranze che, a volte, le relazioni portano con sé. 

“Déjà vu è un po’ tutti noi. Un riassunto di tutto quello che dovremmo ricordarci di urlare a chi sta dall’altro capo del telefono di una relazione malsana. E quindi ve lo canto come un tormentone, chissà mai che a qualcuno entri in testa!” 

Ascoltala su Spotify:

DEA, un nome importante quanto fragile che rispecchia a pieno la personalità dell’artista. “Ho voluto osare anche nel nome”. 25 anni, DEA è sempre stata nella posizione di chi giudica una canzone per il lavoro da giornalista e speaker radiofonica, ma questa volta ha voluto mettersi in gioco al 100%, con la sua creatività, per un risultato stile tormentone.

Dal suonare per strada al primo singolo ufficiale! Intervista a Daniele Pistone in occasione della pubblicazione di “Asini”

Daniele Pistone è un interessante artista emergente, autore di testi e musiche, che il 29 Gennaio 2021 pubblica il suo primo singolo ufficiale dal titolo “Asini”.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui per conoscerlo meglio!

Ecco la nostra intervista:

Come è nato il tuo progetto solista?

A stenti. Ho suonato come bassista per diversi anni in diverse band. Poi ho mollato tutto e, armato di chitarra, ho iniziato a viaggiare e cantare per strada. In fine, incoraggiato da qualche amico, ho iniziato a scrivere. Ho cercato di mettere su una band,ma con scarsissimi risultati. Cosi, ho deciso di fare tutto da me.

Come nascono le tue canzoni?

Ancora non credo di saperlo. Ma le canzoni a mio avviso migliori, come “Asini”, nascono in un momento. Suggestionato da uno stato d’animo mio o di qualcun’altro.

Hai mai pensato di partecipare ad un talent?
No. Non mi piace l’idea. I talent non fanno altro che alimentare questa fame di successo e necessità di apparire che, a mio parere, dovrebbe essere una conseguenza di fare musica, e non l’obbiettivo. E dopo tutto, la maggior parte di questi “talenti” non ottengono altro che effimeri momenti di gloria fine a se stessi. Per questo fine, esiste gia il sesso.


Dopo questo singolo ci sarà un album o un EP o avremo prima qualche altra anticipazione?

Ho gia abbstanza brani registrati per pubblicare un disco,ma, assolutamente no. Credo, senza sapere, che oggi giorno un disco o un EP non abbia senso. Continuerò a pubblicare singoli.



Progetti Futuri?

Sperando che questo periodo di Covid si risolva al più presto, vorrei inziare a suonare la mia musica dal vivo. Da solo, o magari con una band. Ho voglia di stare sul palco. Ma restando con i piedi per terra, credo che nel futuro più prossimo, ritornerò a suonare per strada cercando di pubblicizzare la mia musica il più possibile. Mi appaga abbastanza.



ASCOLTA ASINI
https://bit.ly/3q7PYhc

GUARDA IL VIDEO
https://youtu.be/luo1yiC7cno


CONTATTI
https://soundcloud.com/user-36396418
https://www.instagram.com/danielepistonemusic
https://danielepistone.bandcamp.com

Asini – Daniele Pistone


Voglio essere libero di sbagliare, ma con il buon senso artistico di non ripetermi”

Così Daniele Pistone, artista emergente, erge una mano dal terriccio fangoso della musica indipendente. Musicista poliedrico, plasmato dalla strada, trova in quest’ultima l’ispirazione per la sua musica: “è fuori, nella strada, che esterniamo l’ego creato minuziosamente dentro di noi”.

Autore di testi e musiche, Daniele Pistone, esplora i punti di forza e debolezza propri e altrui, alla ricerca di stimoli e delusioni, eccessi e perplessità, accantonando le pretese di una sola risposta, per aprire le braccia alla curiosità di chi non smetterà mai di cercare, cosi nella vita, come nella musica.

Il 29 Gennaio 2021 pubblica il suo primo singolo ufficiale dal titolo “Asini”.

ASCOLTA ASINI
https://bit.ly/3q7PYhc


CONTATTI
https://soundcloud.com/user-36396418
https://www.instagram.com/danielepistonemusic
https://danielepistone.bandcamp.com

Intervista: Antòn si racconta

  • Ciao Anton, benvenuto! Oggi vogliamo parlare del tuo ultimo progetto che è uscito da pochissimo: “Fronte Della nuova Rivoluzione Universale”, cosa ci puoi raccontare? 

            Ciao a voi! Inizialmente l’idea era quella di fare solo il singolo “Fronte della nuova Rivoluzione Universale”. Poi però una volta finita la produzione del singolo che mi ha molto soddisfatto, mi sono reso conto di avere abbastanza materiale per formare l’ep.

  • Come è avvenuta la scelta della tracklist dell’EP?

            Non ho scelto le canzoni che ritenevo migliore, ma tra le migliori quelle che potessero raccontare tutte un pezzetto della stessa storia.

  • Ritieni che con questo EP si sia chiuso un capitolo anche della tua vita? Solitamente un album o un progetto musicale racchiude al suo interno anche momenti ed esperienze personali, è così?

             Sicuramente ha dentro di se tanti momenti della mia vita ma non credo che si sia chiuso un capitolo. Magari si è aperto.

  • Cosa vuoi comunicare con questo lavoro?

            Il messaggio su cui ruotano intorno tutti e cinque i pezzi e quello del cambiamento sociale e umano. O almeno provare a smuovere le coscienze altrui.

  • Quale tra i cinque brani ti emoziona di più e perchè?

Difficile da dire. Li considero tutti emozionanti allo stesso modo perchè in ognuno c‘è una parte della mia storia quindi non posso escludere niente.

Fronte della nuova rivoluzione universale è online: