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Bardo: Intervista per il nuovo singolo fosso.

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E’ online il videoclip di “Fosso”, singolo di debutto del cantautore Lorenzo Fusco, in arte Bardo, di cui abbiamo già parlato in un nostro recente articolo.

Guarda il videoclip ufficiale.

Sentiamo cosa ha da dirci l’artista in questa nuova intervista.

“Bardo” è il nome d’arte del tuo nuovo progetto nonché lo pseudonimo che ti rappresenta. Parlaci di questa nuovo viaggio che hai scelto di intraprendere.
Bardo è un progetto cantautorale che nasce dall’esigenza di raccontare in maniera più intima le proprie esperienze e il proprio punto di vista sul mondo e su quello che poi succede nelle vite di chiunque. La scelta di un cammino cantautorale è dovuta anche al sound che iniziavano ad avere alcune canzoni, che avevano più un anima acustica/blues rispetto a quella rock  che ha contraddistinto i miei brani passati.

Dalla tua biografia si nota che hai fatto molti concerti in Italia. Hai mai avuto esperienze all’estero? Se si, quali sono le differenze che noti rispetto al nostro paese?
Si, mi è capitato di suonare all’estero e posso dire che l’artista all’estero è più rispettato. Il pubblico partecipa ai live solo per il piacere di ascoltare nuova musica e conoscere nuovi gruppi o nuovi cantautori e c’è più partecipazione. 

Il tuo nuovo singolo è scritto in lingua italiana. Hai mai pensato di scrivere anche in inglese?
Si, ma mi riesce meglio in italiano. 

“Fosso” è il titolo del tuo nuovo singolo. Cosa rappresenta la metafora del “mostro”?
Il “mostro” rappresenta un senso di colpa e contemporaneamente di rabbia. Un senso di pressione sulla gabbia toracica che provoca ansia e paure. Un peso che devi lanciare via, uno sfogo che devi urlare ma che rimane sempre li dentro.

Quali sono gli artisti italiani o internazionali che reputi siano per te fonte di ispirazione a livello musicale?
Ce ne sono tanti. Tra quelli internazionali Bruce Springsteen, Bob Dylan, Hendrx; tra quelli italiano ci sono Pino Daniele, i Negrita, Ligabue, Lucio Dalla, Britti…

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sicuramente suonare il più possibile; organizzeremo dei live e presto avremo le date che pubblicherò sui vari social. E poi uscirà un nuovo singolo al quale già sto lavorando.

BIOGRAFIA BARDO

Bardo, pseudonimo di Lorenzo Fusco, è un progetto cantautorale italiano che nasce nel Marzo del 2019 dall’esigenza di raccontare le proprie esperienze e il proprio punto di vista sul mondo. 
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Nato a Maddaloni (CE) il 26 marzo del ‘90, il cantautore casertano inizia a scrivere canzoni all’età di 16 anni. La sua carriera artistica parte nel 2008 entrando a far parte della rock band Effe16 (della quale è stato ed è ancora cantante, autore e compositore) con la quale ha partecipato a numerosi festival in tutto il paese, arrivando a suonare anche a “Sanremo Off 2011” e vincendo lo ”Insomnia Music Contest 2015”.

Con all’attivo un disco e centinaia di concerti in giro per il paese, nel gennaio 2020 Bardo, che significa “musicista itinerante dall’atteggiamento sprezzante”, imbraccia la sua chitarra e cerca l’esperienza musicale da solista pubblicando il suo primo singolo “Fosso”, un brano acustico dalle sonorità rock e influenze blues.

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Intervista a Granelli per il nuovo singolo "ho un cane anche io"

Torniamo a parlare di Granelli, artista bergamasco online con il singolo “Ho Un Cane Anche Io”, che si racconta in una nuova intervista.

Guarda il videoclip ufficiale

Parlaci del tuo percorso artistico. Chi è Giorgio Granelli?
Giorgio Granelli è un grande appassionato di musica rock e pop. Ho sempre sentito l’urgenza di dire certe cose attraverso la musica. Mauro Ghilardini, che ho incontrato 5 anni fa, mi ha spronato a credere nella mia scrittura, e da lì non ho più smesso. Ho iniziato a pensare più in grande nel 2018, quando ho registrato “Partiamo” al Reparto Elettroacustica di Ardesio: un paesino nell’alta Val Seriana dove la fibra ottica non arriva. Luca Balduzzi ha arrangiato il tutto insieme a me, facendo luce sul mio mondo a cavallo tra il pop, l’indie e qualche chitarrona. Oggi ho una band e un repertorio di 10 canzoni originali, più altre in fase di scrittura.

“Ho un cane anch’io” è un titolo tanto “semplice” quanto evocativo. Cosa ti ha spinto a voler utilizzare proprio questa metafora?
Il cane è un animale che ci fa compagnia. Già nella bellissima “Nessuno vuole essere Robin”, Cesare Cremonini lo utilizza come metafora di solitudine privata. Io ho provato a utilizzarlo come paradosso della nostra società. Il cane è uno status-symbol, come il bulldog francese di Chiara Ferragni; ma per il senzatetto è l’unica fonte di amore incondizionato, senza pregiudizi. Il denominator comune è l’assenza di connessione umana, che il cane si trova suo malgrado a sostituire.

All’interno del tuo nuovo singolo si mettono a paragone classi sociali diverse per arrivare alla conclusione che non si dovrebbe mai perdere la solidarietà nei confronti del prossimo. Secondo te quanto di questa situazione è dovuto alla vittoria dell’immagine sul sentimento e sulle emozioni?
Vedo la corsa all’immagine perfetta più come effetto, che non come causa del deterioramento dei sentimenti. Il mondo ci dice che per essere vincenti dobbiamo essere virili, forti, vincenti in senso quasi agonistico. Un’immagine allineata a questi canoni è parte del biglietto da visita richiesto.

Durante l’ascolto del tuo brano si nota fin da subito un’avversione nei confronti della tendenza ad etichettare. Nel mondo di oggi si vive spesso come etichette di qualcun altro, secondo te questo status quo è dovuto alla continua e irreversibile virtualizzazione della società e delle relazioni?
Non sono avverso alle etichette in senso assoluto, perché possono facilitare la comprensione delle cose. Diciamo che se decidessi di avvicinarmi stilisticamente a un altro artista lo farei cercando di non tradire me stesso. I social sono talmente saturi che con mille o 100mila follower sei comunque un mezzo-sconosciuto. Tanto vale provare a offrire qualcosa di diverso dallo standard più gettonato, se ce n’è uno. Non vedo la tecnologia come il problema principale, quanto gli obiettivi dietro il suo utilizzo.

Dopo l’uscita di questo singolo hai in programma una serie di date? Quando potremo ascoltarti live?
Lavori in corso. Vi tengo aggiornati sui miei canali social. L’attesa verrà ripagata!

 Hai già delle idee per la scrittura di nuovi brani? Quali sono in questo senso i tuoi progetti futuri?
Scrivo saltuariamente, ma appena ho un’idea la butto giù. Ne usciranno delle altre molto presto.

BIOGRAFIA ARTISTA – GRANELLI

Attraverso la musica parlo di sentimenti e problematiche sociali, astraendoli su più livelli di lettura. Il quotidiano cede spesso il passo a un lessico imprevedibile con metriche sghembe; armonia e melodia non rinunciano all’amabilità di un cantautorato ora pop, ora alternativo.”

Giorgio Granelli, in arte Granelli, nasce a Bergamo nei primi anni ’90.

Un primo approccio musicale è dato dal sax contralto, che poi decide di abbandonare in favore della chitarra elettrica e, con l’arrivo dello strumento armonico, a 16 anni scrive la prima canzone in inglese. Il suo gusto musicale si radica nella new wave dei The Cure e nei brani più melodici degli Smashing Pumpkins. Le prime sperimentazioni in italiano nascono dall’incontro con Mauro Ghilardini al CdPM.

A Natale 2017 pubblica il primo singolo arrangiato con Luca Balduzzi, “Anchesenoncisei tu”, che totalizza in quella stagione oltre 2,000 visualizzazioni su YouTube. Nel 2018 autoproduce con mix e master di Diego Bergamini (già fonico per Afterhours, Antonella Ruggiero, Cristina Donà) il suo primo EP “Partiamo”, esaurito nella tiratura di copie fisiche. Il 31 maggio e il 22 luglio 2019 escono “Dove” e “Desirée”, due nuovi singoli, accompagnati per la prima volta da video ufficiali realizzati in collaborazione con RKH (Torino).

Nel gennaio del 2020 torna con il nuovo singolo “Ho Un Cane Anche Io”.

LINK SOCIAL GRANELLI

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Spotify https://sptfy.com/granelli
Youtube https://www.youtube.com/channel/UCbU1OG9gG8HsfYozE7_-0-Q

L’era della “concentrazione zero” | Intervista ai Bozoo

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Bozoo è un progetto artistico sperimentale nato nel 2019. I brani hanno diverse influenze che rendono conto dei diversi background dei membri del gruppo. Tutti i pezzi sono composti dal bassista\contrabbassista Marco Benedetti mentre i testi, e la loro interpretazione, sono opera della mente artistica dell’eclettico Alessandro Gonfiantini. Il primo singolo, bird, uscito a dicembre del 2019, permette al gruppo di poter iniziare un mini-tour promozionale in Toscana. Il video-animazione del singolo bird è stato creato in collaborazione artistica con Tamara Degradè la quale ha disegnato il video sperimentale ispirandosi al testo di Alessandro Gonfiantini. Autenticità è la “firma” di questa band che non tarderà a far sentire la propria voce.
Il 10 Febbraio 2020 esce il nuovo singolo “Mayday”

Il brano e’ stato scritto da Marco Benedetti e Alessandro Gonfiantini Il video e’ stato girato da Alessio Lucarini, montaggio di Marco Benedetti.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con loro per conoscerli meglio!

1) Avete rilasciato da poco un nuovo singolo. Si sente tanta energia in questo pezzo. Qual è la vostra mission nella musica?

Essenzialmente cerchiamo di mantenere alta l’attenzione in chi ascolta i nostri pezzi: oggettivamente è una missione molto difficile nell’era della “concentrazione zero”, ma pensiamo che sia comunque importante provarci.


2) Il Singolo anticipa un album?

No, ma stiamo lavorando ad un EP. Abbiamo registrato questo singolo e quello precedente, Bird, nello stesso giorno e con pochissime sovraincisioni (praticamente sono stati due brani registrati in presa diretta). Nel prossimo lavoro invece ci sarà una produzione più studiata e con diversi ospiti del giro jazzistico toscano.


3) Da quanto tempo esiste la vostra band?

I Bozoo nascono alla fine del 2017 grazie a Marco Benedetti, bassista jazz, che in questo progetto ha voluto dare sfogo alla sua vena compositiva rock scrivendo tutti i brani e gli arrangiamenti; per quanto riguarda i testi, invece, Marco si è affidato all’amico Alessandro Gonfiantini (voce, chitarra).


4) Qual è stato l’episodio più bello legato all’attività della band? Prossimi Impegni?

Abbiamo creato un piccolo tour di quattro date in Toscana: il 15/02/2020 saremo a Forte dei Marmi (Public House 42), il 20/02/2020 a Pistoia (Ozne), il 21/02/2020 a Colle di Val d’Elsa (1001 a.s.d), il 27/02/2020 a Prato (Wallace).

GUARDA IL VIDEO di “MAYDAY”
https://youtu.be/19ldqjw_LXo

VIDEO PRIMO SINGOLO BIRD
https://youtu.be/zX0cN2TTZt8

Componenti del gruppo:

Alessandro Gonfiantini – voce e chitarra

Marco Benedetti – basso

Andrea Baroni – chitarra

Alessandro Lucarini – batteria

CONTATTI:

Instagram: https://www.instagram.com/bozooband/

Facebook: www.facebook.com/bozooband

Spotify: https://open.spotify.com/artist/03zWLq7tsnQprXSmb1C1Tv?si=IVHGNlSyTDKz4WM7t14veQ

Bandcamp: https://bozoo.bandcamp.com/releases

YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCaaD3FLJFIGrNxReRXlAdOw?view_as=subscriber

 

Bardo: “Fosso” e' il singolo d'esordio da solista.

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E’ online il videoclip di “Fosso”, singolo di debutto del cantautore Lorenzo Fusco, in arte Bardo. 

Guarda il videoclip ufficiale.

“Fosso” racconta una storia di cui noi tutti almeno una volta siamo stati protagonisti. Una storia in cui si dà tutto e alla fine si riceve solo la consapevolezza che il vuoto rimasto tarderà ad andar via. 

Il videoclip ha come obiettivo quello di tirar fuori una fotografia di chi è l’artista e quali sono le sensazioni che prova, infatti possiamo notare come la sceneggiatura, la scelta delle ambientazioni, delle luci e quant’altro rimandino a quella sorta di “Fosso emotivo” che l’artista vuole raccontare. 

Il videoclip è stato realizzato da Lorenzo in collaborazione con Alessio Bucciero ed è stato interamente girato il 31 agosto 2019 a Caserta. 

“Fosso è uno stato d’animo, una condizione di impotenza, un vuoto interiore che bene o male tutti abbiamo provato quando un amore è impossibile da vivere, ma che al contempo non riesce ad andar via; Fosso parla di un mostro che l’assenza di quest’amore genera e che cerchi di buttare fuori con un urlo, ma che alla fine si incastra e ti sovrasta.” ci dice Bardo.

Il brano, musicato e prodotto interamente da Bardo e arrangiato con Dario Crocetta, Fosso è online su Youtube e sui migliori digital store dal 27 gennaio. 

BIOGRAFIA BARDO

Bardo, pseudonimo di Lorenzo Fusco, è un progetto cantautorale italiano che nasce nel Marzo del 2019 dall’esigenza di raccontare le proprie esperienze e il proprio punto di vista sul mondo. 
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Nato a Maddaloni (CE) il 26 marzo del ‘90, il cantautore casertano inizia a scrivere canzoni all’età di 16 anni. La sua carriera artistica parte nel 2008 entrando a far parte della rock band Effe16 (della quale è stato ed è ancora cantante, autore e compositore) con la quale ha partecipato a numerosi festival in tutto il paese, arrivando a suonare anche a “Sanremo Off 2011” e vincendo lo ”Insomnia Music Contest 2015”.

Con all’attivo un disco e centinaia di concerti in giro per il paese, nel gennaio 2020 Bardo, che significa “musicista itinerante dall’atteggiamento sprezzante”, imbraccia la sua chitarra e cerca l’esperienza musicale da solista pubblicando il suo primo singolo “Fosso”, un brano acustico dalle sonorità rock e influenze blues.

LINK ARTISTA:
Instagram: https://www.instagram.com/bardo_music/
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Intervista esclusiva ad alex afilani per il suo ultimo singolo "a fine mese".

Dopo aver già parlato di lui qualche tempo fa in un nostro articolo, torniamo a confrontarci con Alex Afilani, interessante artista romano online con il suo primo singolo “A Fine Mese” pubblicato per l’etichetta romana Beat Up, che si racconta alla luce del suo lavoro d’esordio.

Guarda il videoclip di A Fine Mese.

“A fine mese” è adesso online, cosa provi ogni volta che condividi col pubblico esterno i tuoi brani?

‘’Capita spesso che mi facciano questa domanda, anche tra amici quando durante le serate parte la mia canzone dalla playlist di qualcuno. Direi che la vivo con naturalezza, poiché questo mi dà l’impressione di aver definito un mio personale ruolo, non solo all’interno della stratificazione sociale, ma anche in ambito privato.

Io sono quello che racconta, il narratore o il canzonettaro, per cui succede che le persone mi raccontino delle cose e le ritrovino poi nelle canzoni che scrivo: per me questo è il senso della condivisione, vivere attraverso la musica mille e mille vite che non mi sono concesse.’’

Sappiamo che prima lavoravi con la band “Stato Mentale Alterato”, cosa ti ha portato ad intraprendere la carriera da solista? 

‘’La necessità di definire un mio personale linguaggio musicale e di slegarmi dalle etichettature a cui le band vanno incontro con più facilità rispetto agli artisti solisti.

Dalla band ci si aspetta innanzitutto un sound, mentre dal cantautore un linguaggio: questo mi permette, essendo anche compositore, di definire intorno al mio linguaggio una maggiore elasticità musicale e dare sfondo alla mia trasversalità.’’

Dalla tua biografia si evince che sei un artista completo, ad esempio hai anche vinto un premio in un festival di poesia. I processi creativi da te utilizzati sono gli stessi sia che tu componga poesie sia che tu faccia musica? 

‘’Generalmente non ho un processo creativo, mi lascio andare nel momento della composizione, dopodichè ci torno a lavorare su per definire quanto fatto. Probabilmente scrivo poesie con la musica in testa e canzoni con la poesia nei pensieri, tuttavia nel singolo ‘’A Fine Mese’’ ho ragionato principalmente da musicisti e poi da paroliere.’’

Cosa possiamo aspettarci dopo “A fine mese”? puoi darci qualche anticipazione su un futuro nuovo singolo o album? 

‘’Valuterò in base al tipo di seguito che questo singolo mi lascerà. Ho un’idea notevole per il mio primo disco in studio che non rivelerò, tuttavia prima di questo  album penso di sviluppare un altro singolo che mi faccia da ponte tra queste due esperienze.’’

I temi sociali affrontati in “A fine mese” sono molto attuali e molta gente potrebbe rispecchiarsi nel testo. Nel tuo caso è autobiografico? 

‘’Vivo nelle case popolari, nella periferia di Nettuno, che è la provincia più periferica a sud di Roma.’’

Cosa vorresti trasmettere con la tua musica alla gente che ti ascolta?

‘’Che l’artista non è un uomo su un palco in cerca di applausi e consenso, ma una maschera di carnevale che nasconde il dolore nero e lo restituisce a colori.

La condivisione dei sentimenti di disagio più profondi è la materia dell’artista, io vorrei che la gente capisse che la criticità del vivere va affrontata con creatività e che nell’ultimo dei nostri giorni possiamo ancora piantare un seme.

Intervista aGli Züth! per il loro nuovo disco "la cosmonautica"

Intervistiamo gli Zuth, band marchigiana che è online con il nuovo disco “La Cosmonautica”


Ascolta “La Cosmonautica” su Spotify:
https://open.spotify.com/album/7m7UkBPiwla9m8LtM4XQ

Züth è un progetto musicale nato nelle Marche dalle influenze Indie Rock e Pop Elettronico, vi va di parlarci del vostro back ground musicale? 

Nel nostro periodo di attività abbiamo attraversato diverse fasi musicali ma possiamo comunque affermare che i nostri generi di riferimento sono sempre stati il pop rock e la New wave degli anni 80. Ovviamente abbiamo adattato il nostro sound ai nostri giorni e abbiamo lavorato a lungo affinché le parti strumentali fossero in linea con testi più tradizionali al cantautorato italiano.

Il vostro nuovo e strabiliante lavoro “La Cosmonautica” è adesso online sulle maggiori piattaforme di streaming, cosa si prova a vedere il frutto dei vostri sforzi online? Andate fieri del prodotto finale?

Questo album ha avuto dietro molte ore di lavoro e giorni interi passati in studio per definire al meglio gli arrangiamenti. Volevamo un album che rispecchiasse cosa sono gli Züth al giorno d’oggi e possiamo dire di esserci riusciti.  Noi siamo molto soddisfatti di questo lavoro soprattutto per il fatto che “La Cosmonautica” è un album totalmente autoprodotto. Fortunatamente le recensioni degli addetti ai lavori sono state sempre positive e per di più l’album è stato accolto benissimo dai nostri ascoltatori abituali e ciò ci riempie di gioia. Ciò che ci auguriamo è che possa piacere anche a chi ancora non ci conosce.

Come vi vedete oggi nella scena musicale marchigiana, o meglio, in quella Italiana? 

Nella scena musicale italiana in questo momento, soprattutto per quanto riguarda il territorio indipendente, c’è grande fermento. Ci sono numerose band e artisti davvero meritevoli delle così dette “luci della ribalta”. Purtroppo non sempre si da il giusto spazio alla buona musica e di conseguenza molti artisti validi rischiano di rimanere nel limbo della mediocrità e non per loro colpa. Nel nostro caso ci stiamo aggrappando con le unghie e con i denti per scalare tutte le barriere che quelli come noi possono incontrare. Siamo partiti dal basso e ci stiamo muovendo in avanti un passo alla volta. Possiamo dire che, in questo periodo dove si diventa famosi con poco tempo grazie ai talent, noi siamo di vecchio stampo e preferiamo passare per la gavetta.

Avete in progetto un tour? Se si, quale canzone non dovrà assolutamente mancare nelle vostre setlist? E quale invece non vedete l’ora di suonare davanti al vostro pubblico? 

Sulla nostra pagina Facebook sono già presenti le prime date del nuovo tour che porterà “La Cosmonautica” in giro per le Marche e l’Italia. Sicuramente un brano che non mancherà in scaletta sarà proprio quello che da il nome al tour e al disco. È un brano potente e di grande impatto, probabilmente il miglior pezzo per iniziare un concerto. Un brano che invece non vediamo l’ora di fare ascoltare al pubblico è “La vita Violenta”. Il testo di questo brano è un ricordo della strage alla stazione di Bologna che vede cadere il quarantesimo anniversario proprio nel 2020.

Eroticaerobica è il singolo che ha anticipato l’uscita del vostro album, da dove derivano gli evidenti richiami agli anni ‘80? 

Siamo tutti molto affezionati agli anni 80. C’è chi tra noi li ha vissuti sulla propria pelle e chi invece li ha sempre visti attraverso le mode e i costumi che si sono trascinati dietro. Nell’album “La Cosmonautica” c’è molto di quegli anni e in particolare in Eroticaerobica ci siamo soffermati sull’aspetto più stravagante e modaiolo come le lezioni di Aerobica che passavano in tv. Volevamo un brano divertente e soprattutto ballabile, così è nata Eroticaerobica.

Com’è stato collaborare con Georgeanne Kalweit per “La cosmonautica”? Raccontateci la vostra esperienza: 

Con Georgeanne abbiamo inciso il brano “L’inganno”. Quando l’abbiamo contattata per la prima volta per chiederle di cantare per noi, le abbiamo inviato questo brano. Lei ci ha subito risposto entusiasta della cosa e con poco tempo è venuta da noi per andare in studio. Abbiamo trascorso qualche giorno con lei e le abbiamo fatto visitare un po’ della nostra zona essendo un’ amante dei paesaggi e della natura. Quei giorni sono stati fantastici, Georgeanne è veramente una persona fantastica oltre che un’artista eccezionale. Quella che all’inizio era iniziata come una semplice collaborazione artistica, in un paio di giorni è diventata una grande amicizia.

 BIOGRAFIA BAND:

Züth! è un progetto musicale nato nelle Marche, il cui suono è caratterizzato da influenze Indie Rock e Pop Elettronico ed i testi si ispirano alla canzone d’autore italiana.

Nell’ottobre del 2015 è stato pubblicato il primo album dal titolo “Oceano”, che è stato inserito tra i migliori 10 album (5° posto in classifica) della categoria “Best New 2015” di UrbanWeek.it e recensito positivamente da molti portali web italiani tra cui Rockit.it (link: https://www.rockit.it/recensione/30777/zuth- oceano).
Uno dei brani dell’album “Oceano” vede la partecipazione di Gianluca De Rubertis del duo “Il Genio”.

L’ Oceano Tour permette alla band di esibirsi in numerosi palchi prestigiosi come quello del MIND Festival e dell’Hiroshima Mon Amour di Torino, oltre ad aprire alcune date di Giorgio Ciccarelli (Ex Afterhours), Espana Circo Este, Le Luci della Centrale Elettrica ed Ex-Otago.

La band è stata selezionata nel 2016 dai Litfiba per il progetto “30 anni di 17re” collaborando direttamente con Piero Pelù e Ghigo Renzulli nel brano “Resta”.

A giugno 2018 si sono aggiudicati la Finale di Sanremo Rock vincendo la tappa marchigiana del tour di selezione per poi esibirsi al Teatro Ariston di Sanremo come rappresentanti della regione.

Nel 2019 la band ha pubblicato il singolo “Eroticaerobica” che anticipa l’uscita del nuovo album “La Cosmonautica” prevista per ottobre dello stesso anno. Nello stesso anno gli Züth! sono stati gli opener di una delle date italiane del tour di Anastacia.

LINK BAND:

Facebook:  https://www.facebook.com/zuthofficial/
Instagram:  https://www.instagram.com/zuthofficial/
Spotify: https://open.spotify.com/artist/4ZX8vmcnE6BEwSJOWSiCuO 
Youtube: https://www.youtube.com/user/Zuththeband/

Marco Germani presenta il nuovo Ep “Regression” | INTERVISTA

regression

E’ uscito in anteprima su Spotify e poi su tutti i portali di streaming digitale il nuovo EP di Marco Germani (chitarrista e produttore Vigevanese) dal titolo Regression.

https://open.spotify.com/album/1av4DOcxAOwSPrXbKbo0jZ?si=ypPpPK-4Sx2YRCCZccmA8A

5 full tracks, una intro e outro e 4 interludi per un concept album sulla regressione ed il disagio di un individuo che ha viaggiato nel limbo con il precedente Full album (Near Death Experience) per poi tornare in vita e non sentirsi minimamente rappresentato da una società sempre più allucinata.

Scritto con Sofia Bonardi (che interpreta la terapeuta e la voce interiore di Mr. Germani) , presenta un Feat di Ivano Bonizzoni al basso nella prima traccia ed un duetto (Sour Soul) scritto insieme a Diego Consiglio, in Abreaction e Personality Disorder è presente alla batteria Riccardo Ferraresi.

Foto e grafiche di Elisa’s Art , produzione e mastering dello stesso Germani insieme a Davide PaglianoAFTER LIFE MUSIC DIMENSION è la label che distribuisce e promuove il lavoro.

Lo abbiamo intervistato per conoscerlo meglio:

1) E’ uscito da poco il tuo nuovo EP, parlaci di come è nato. È il seguito di N.D.E., album pubblicato nel 2016, un concept sulla sindrome di morte apparente della durata di circa un’ora, questo nuovo EP parla della regressione del protagonista dopo essere stato “traumatizzato” dall’esperienza di pre morte: si tratta una metafora della società attuale che apparentemente è morta e regredita. Questo EP è fortemente influenzato dalla collaborazione con Sofia Bonardi che ha scritto tutti i testi e le parti vocali, mentre Diego Consiglio ha scritto testo e melodia di Sour Soul e Riccardo Ferraresi ha suonato la batteria in Abreaction e Personality Disorder, sono i membri della band Limbo Neutrale che dal vivo interpreta i miei inediti e diverse cover.

2) Qual è la tua mission nella musica? Utilizzare questa forma d’arte per liberare il maggior numero di individui dalla schiavitù mentale creata dalla monotonia quotidiana, fare un’autoanalisi e mettere a nudo i miei problemi, impegnare la mia testa e quella di altri creativi per evitare di impazzire e autodistruggersi, insegnare il rispetto e la stima per chi dedica tempo all’arte e contribuisce a rendere il mondo un posto migliore, tentare il più possibile di creare collegamenti tra le varie arti, istruire e formare giovani talenti.

3) Come ti sei avvicinato alla Musica? All’età di nove anni mia mamma mi iscrisse a un corso di chitarra classica perché mio padre suonava per diletto e questo aveva contribuito al loro incontro. All’età di tredici formai la mia prima band in un garage e comincia ad esibirmi a feste e compleanni con i miei amici, durante la mia complicata adolescenza la musica mi fu sempre vicina e mi diede la forza di combattere contro tutto e tutti, a vent’anni diventò un lavoro e sinceramente ora non saprei che altro fare.

4) Come nascono le tue canzoni? In genere da riff, frasi musicali, tappeti o loop, ho una concezione abbastanza “seriale”, ma dipende anche da cosa voglio ottenere, posso lavorare molto con l’elettronica o in modo più “da band”, ma tendo sempre a creare un provino finito da solo per poi proporlo a cantanti e strumentisti che possono metterci del loro. Raramente scrivo qualche testo, preferisco dare indicazioni agli autori sulla tematica o la situazione da descrivere. Sono appassionato di musica rock e metal e anche elettronica quindi tendo spesso a tirare fuori un giusto mix tra i generi, dire che l’industrial e l’alternative rock potrebbe essere i generi di riferimento per catalogare i miei brani.

5) Prossimi Impegni? Promuovere l’album e la band Limbo Neutrale e le altre mie cinque band di cover, suonare in giro il più possibile e, come presidente di un’associazione musicale ed etichetta discografica indipendente (After Life Music Dimension), fare in modo che persone di ogni età, sesso e classe sociale si avvicinino al mondo della musica, rendendola un impegno fisso nella propria vita da condividere con amici e parenti. Sto anche formando giovani leve che stanno intraprendendo questa “mission”, proprio perché quello che vedo prodotto al giorno d’oggi mi pare di basso livello culturale e deve esserci un ricambio generazione che dopo gli anni ’90 non c’è più stato.

La società fa talmente schifo che credo si possa dire e fare di più delle banali porcherie che si sentono nel mainstream, i giovani devono reimparare a urlare la propria rabbia in faccia al sistema, non piangere sui social network e poi andare all’aperitivo puliti e profumati. Serve molto di più di un outfit fintamente trasandato e una laurea in lettere per poter fare la storia, voglio sentire il loro odio nei confronti di un sistema che li sfrutta e li tradisce continuamente. Io ho accumulato talmente tante di quelle delusioni che posso caricarli a molla e farli esplodere su un palco, quello è il luogo dove devono dare il massimo sempre e il ritrovo deve essere la sala prove non il bar da fighetti.

Fino a quando accetteranno ogni giorno vengano derubati dei propri sogni, la musica sarà sempre una canzone malinconica con tre accordi che parla di amori perduti, ma quando ti incazzi veramente i contenuti cambiano.

Grazie per il vostro tempo.

 

CONTATTI:

https://www.youtube.com/watch?v=gAwdYZbqj2s
https://www.youtube.com/watch?v=bzWx3BOo4o0

https://www.youtube.com/watch?v=r5ZFCIioCuk

info e news sull’artista:

https://www.marcogermani.com/

Pagina FB: https://www.facebook.com/marcogermani/