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Recensione di “Distanze”, il nuovo disco dei Karma Creep

E’ online su tutti gli store digitali “Distanze”, il nuovo disco della band pop rock milanese Karma Creep.

Karma Creep

Ecco la nostra recensione.

Karma Creep – Distanze

Prendiamo cinque ragazzi, una voce esplosiva e tanta voglia di mettersi in gioco: uniamo tutto e otterremo il nove, numero di tracce di cui è composto il nuovo album dei Karma Creep uscito a ottobre.

Copertina di Distanze.

“Distanze”, oltre che essere il titolo, è anche il tema di questo disco. Più che la distanza di per sé, però, sarebbe più corretto dire che vuole parlarci della voglia di allontanarsi dalle costrizioni per potersi avvicinare alla libertà.

Se ci soffermiamo un attimo sulla struttura dell’album possiamo notare come le prime quattro canzoni siano quelle con una sonorità più rock mentre le ultime quattro ci immergono in un’atmosfera totalmente differente, più rilassata, fatta eccezione per “Notte pazza”, dove avvertiamo davvero la spensieratezza, la voglia di liberarsi dal passato e lasciarsi andare alla vita e, per citare la frase del primo singolo “Vorrei”, vivere senza inibizioni.

A fare da ponte tra questi due estremi abbiamo la traccia che presta il proprio nome all’album, “Distanze”, una strumentale volta a distanziare -scusate il gioco di parole- due momenti della vita: quando ancora esiste il peso di essere ancorati a qualcosa desiderando di allontanarsi e quando finalmente si riesce a spiccare il salto finale e arrivare più in là di quanto s’immaginasse, nello spazio, meta raggiunta nel penultimo brano, “Space”, l’unico in lingua inglese.

Insomma, se avete voglia di sonorità rock, una voce graffiante conditi dalla passione dei musicisti, “Distanze” è l’album che fa per voi!

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[Recensione] MORI – Pensaci… non troppo (Autoproduzione 2020)

Mori è un musicista di 21 anni. Nasce come batterista e poi sviluppa una passione per il pianoforte, il canto e la composizione. L’11 Settembre 2020 debutta ufficialmente pubblicando il suo primo EP dal titolo “Pensaci… non troppo”, anticipato dal singolo “Verso il nulla”, uscito nell’Agosto 2020. L’ep si compone di quattro canzoni dai toni delicati e ben amalgamate tra loro. Il risultato è un pop-rock molto delicato, per quello che è a tutti gli effetti il primo lavoro di un giovanissimo cantautore. Giovanissimo si ma che dimostra sin da subito di trovarsi a proprio agio con la scrittura di canzoni mature e dal sound delicato. Si lascia ascoltare molto bene questo Ep e tutte e quattro le canzoni scorrono via veloci e ti impongono, una volta terminate, di premere nuovamente play e riascoltare da capo l’intero EP. Non riesco a segnalare una canzone rispetto ad un’altra. Sono tutte da ascoltare ed è l’intero lavoro nel suo complesso ad essere quasi perfetto. Provare per credere. Premete play e provate a smettere di ascoltare. Non ci riuscirete. Soprattutto per gli appassionati della canzone d’autore e dei cantautori. Giovanissimo cantautore quindi da seguire con la cosa dell’occhio questo Mori. Secondo me ne sentiremo parlare ancora molto.

Bea Bentivoglio

ASCOLTA L’EP
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GUARDA IL VIDEO
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Abbiamo Recensito “Crimini d’Autore”, il nuovo album di Alexanderplatz

Cover Album

Questo “Crimini d’Autore” della cantautrice Alexanderplatz uscito il 6 Settembre 2019, non è un album comune. Già dalle tematiche che tratta capiamo di essere di fronte a qualcosa di insolito. Non capita tutti i giorni infatti, in questo ambiente musicale indipendente dove tutti ormai sono in cerca della canzone pop da tormentone estivo e dai temi leggeri, di ritrovarsi fra le mani un concept album sulla prigione: dieci storie ambientate dietro le sbarre, dove i protagonisti sono uomini e donne che raccontano le loro storie prima, durante e dopo la prigione.
Il risultato è un viaggio davvero interessante da ascoltare dall’inizio alla fine senza interruzioni per immergersi in queste storie e farci coinvolgere dai protagonisti e scoprire un lato di vita che non conosciamo ma che è descritto molto bene in queste dieci canzoni.
Il tutto condito da sonorità che spaziano dal pop alla forma teatro canzone fino ad arrivare anche a toccare punte di alt rock che bene si amalgano all’insieme musicale dei brani.
Un album quindi da ascoltare sia per i contenuti che per le sonorità.
Cristina Righi

ASCOLTA CRIMINI D’AUTORE:
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Bandcamp – https://alexanderplatzmusica.bandcamp.com/releases

GUARDA IL VIDEO DEL SINGOLO “OFELIA”:
http://www.youtube.com/watch?v=umJsEjTR7hE

[Recensione] Michele Briganti – Un accendino blu (MB Musical Recording)

Copertina digitale
“Un Accendino Blu”
è l’album di esordio del Cantautore Toscano “Michele Briganti” disponibile al download già dall’1 Febbraio di quest’anno. L’album è stato prodotto e realizzato in completa autonomia dall’autore, sia nella composizione di musiche, testi ed arrangiamenti, sia nelle fasi di registrazione, Mixing e Mastering, L’album si rifà principalmente alla “scuola classica” del cantautorato italiano, presentando costruzioni musicali, tipiche della “folk song” e della “ballad acustica”, integrate con innesti ed arrangiamenti più tipici del Pop nostrano che mirano a creare un prodotto più “attuale” senza comunque snaturare la ricerca di una sonorità di natura “intimista”.

Il disco, completamente realizzato in Home Studio, propone frammenti di vita passata basandosi principalmente sul tema del ricordo e delle storie d’amore ed andando volutamente a delineare un atmosfera, molto tipica dello stile cantautorale, leggermente malinconica ed introspettiva.
Il brano più interessante e che riassume lo stile di
Briganti è sicuramente Flashback, che ricorda a tratti il De Andrè di Amico Fragile. Molto bella anche la successiva Ormai e quella ancora dopo, Satus Quo, in cui il cantautore Toscano ricorda molto Max Gazzè. Insomma le basi ci sono tutte e speriamo che Michele Briganti non si fermi qui ma vada avanti con lo studio e la scrittura di canzoni importanti di cui la musica italiana ha tanto bisogno.
Orazio Bove

ASCOLTA/SCARICA UN ACCENDINO BLU
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“BPF” – Blue Parrot Fishes (Beng! Dischi 2018)

Il disco parte con un’idea e si perde in altre vie.
Alcuni brani sembrano già ascoltati, esempio decisamente netto è “Preludio” che subito fa venire alla mente Because dei Beatles o se volete Sonata al chiaro di luna di Beethoven.

Si sente che i BPF sanno davvero suonare e fanno girare gli strumenti… ma il disco non è omogeneo. Troppi effetti e poco suono puro. Se voluto, sono riusciti in pieno a depistare chi vuole ad ogni costo etichettare la musica. Chi scrive non ama questo modo di fare critica. Credo che potrebbero fare molto di più se non cercassero stratagemmi sonori attraverso strani e già usati effetti artificiali.

00 - BPF Live 2Per il resto il disco si presenta bene e la copertina è molto accattivante e già fa capire che all’interno non troverete le solite canzoncine, ma brani particolarissimi e freschi. Ritengo comunque che possano davvero andare oltre.

Lo studio LABELLA ha fatto un ottimo lavoro e l’etichetta Beng! Dischi non si è lasciata certo sfuggire questo cd dal sapore mistico anche se a nostro parere troppo concettuale.

—–

L’EP esce Beng! Dischi il 20 Aprile 2018, data di presentazione del disco e inizio di un tour promozionale.

Tramite l’etichetta, la band ha vinto da poco il premio Hilux Vinyl, ricevuto al Discodays di Napoli i primi di ottobre 2018 dove ha presentato in anteprima il videoclip del primo singolo “Fuoco”, uscito a metà ottobre in anteprima su Rockerilla.

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(Recensione a cura di Klatu per Beng! Press)

Abbiamo Ascoltato e Recensito “Hobos And Gentlemen”, il nuovo album di Staggerman (AR Recordings 2018)

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Staggerman – al secolo Matteo Crema – torna con un nuovo ispiriatissimo album dal titolo Hobos And Gentlemen (autoprodotto e pubblicato da AR Recordings) affiancato dalla band che l’ha accompagnato dal vivo negli ultimi tempi (Lorenzo Colosio alla batteria, Salvatore Lentini al basso, Franco Bruna ai sintetizzatori, Marco Monopoli al pianoforte, alle tastiere e alla chitarra e Fabrizio Delvecchio ai fiati).

Songwriter dall’anima intimamente americana, con Hobos And Gentlemen Staggerman avvia un nuovo corso artistico che sa di novità fin dalla ragione sociale dell’album, intestato a “Staggerman And The Hobo’s Amen”.

Staggerman nasce nel 2009 come progetto solista di Matteo Crema (The Union Freego, My Uncle The Dog, Bogartz), frutto dell’esigenza di dare spazio alla propria musica attraverso un songwriting che preferisce la semplicità e la schiettezza alla spasmodica ricerca di nuove forme musicali.

Nasce così il primo album Tiny Tiny Tiny (2009), che ottiene incoraggianti recensioni e riconoscimenti, passaggi in diverse radio (tra cui Rai Radio1) e tv (il brano Sour Times viene utilizzato per un trailer Mediaset).

Nel 2012 esce il secondo album Don’t Be Afraid And Trust Me, mentre del 2018 è il terzo album, Hobos and Gentlemen, inciso assieme alla live band The Hobo’s Amen e pubblicato da AR Recordings.

A cavallo tra l’America di Wilco ed Eels e il blues delle origini, ma anche a bordo con Nick Cave e Neil Young sulle rive del Mississippi, il suono di Staggerman è intimo, riflessivo ma stratificato, intriso di riferimenti d’oltreoceano trapiantati sulle rive del lago d’Iseo per un country-blues suggestivo e ricco di armonie dettagliate e avvolgenti.

Un lavoro davvero ispirato e ben fatto.
La traccia che meglio riassume l’identità di questo disco secondo me è senza ombra di dubbio Rotten and Soaken, il brano meglio riuscito dell’intera opera e che dovrebbe indicare la via da seguire per le prossime pubblicazioni.

Il consiglio è comunque quello di ascoltare tutto d’un fiato l’intero album dall’inizio alla fine (senza saltare nulla e senza pause) per godere a pieno delle emozioni e dell’intensità che sicuramente vi saprà regalare.

Cristina Bucci

ASCOLTA IL DISCO SU SPOTIFY

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AR Recordings Press Office arrecords@outlook.it http://www.facebook.com/ARRecordingsOfficial Stefano Gallone +39 34905008

Abbiamo Ascoltato e RECENSITO “Viola”, l’album d’esordio di Alessio Ivan

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Passare da chitarrista a consulente del lavoro per poi diventare cantautore. È questa la storia di Alessio Ivan che nel 2018 pubblica il suo primo disco solista dalle atmosfere pop rock davvero efficaci. Il disco si intitola Viola, come il nome di sua figlia e come il colore di chi desidera piacere ed essere accettato; viola come l’unione del rosso, sinonimo di forza ed energia, e del blu, che richiama la calma e la malinconia. Le canzoni hanno delle melodie che restano subito impresse soprattutto in “Freddissima Anima” (grande ritornello!), “Vivo e muoio”, “Una nuova idea” e “Vienimi a salvare” che sono sicuramente quelle meglio riuscite. Quest’ultima (Vienimi a salvare), ha raggiunto la finale dell’edizione 2018 del Varigotti Festival – premio nazionale per la canzone d’autore emergente.

Tutto parte con la sola idea di registrare qualche vecchia canzone per poi ritrovare il gusto di rimettersi in gioco e scrivere nuovi brani. Ha dato il massimo per realizzare un lavoro che non cadesse nella tentazione di rincorrere i generi del momento e proponesse canzoni con arrangiamenti attuali ma non ripetitivi e possiamo asserire con certezza che il nostro Alessio Ivan ci è riuscito benissimo regalandoci un album davvero godibile con canzoni credibili e di ottima fattura.

Viola è un disco che inizia con rabbia e termina con serenità; contesta, quasi insulta, ma poi trova conforto nel gioco della vita quotidiana.

Chiara Mastice

ASCOLTA L’ALBUM
Spotify – https://spoti.fi/2M9vyAv
iTunes – https://apple.co/2NZKj9q
Google – https://goo.gl/bzfeHd

Video:
“Una nuova idea”: https://youtu.be/IFz1sGVMDGU
“Vienimi a salvare”: https://youtu.be/vgt7edT6NuQ
“La perfezione”: https://youtu.be/FljAWSVCTS8

Abbiamo ascoltato e recensito “Sotto Casa Tua”, l’album d’esordio degli Zerella

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Interessante esordio per questa band cantautorale che prende il nome dal cognome del suo cantante Ciro. Gli Zerella confezionano davvero un ottimo disco fatto di canzoni gradevoli che scorrono veloci dividendosi tra canzone d’autore e rock italiano. Sotto Casa Tua, questo il titolo del disco d’esordio in questione, è uscito il 6 Aprile 2018 per l’etichetta Seahorse Recordings con distribuzione Audioglobe.
Come già detto l’album affonda le radici nella canzone d’autore italiana, nel rock d’ oltremanica anni 90 e nelle influenze pop del nuovo millennio.
Il risultato è un bel mix che tiene incollato l’ascoltatore. Il pubblico degli Zerella potrebbe essere davvero molto trasversale e quindi ampio grazie proprio al sound scelto per vestire queste bellissime canzoni. Potremmo sentire ancora molto parlare di questa band e l’augurio è proprio quello, che questo album sancisca l’inizio di una nuova avventura musicale tutta italiana.

Cristina Bucci

Abbiamo ascoltato e recensito “Lunch at 12 since ’82”, l’ep d’esordio di Jack Adamant (AR Recordings)

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Una manciata di canzoni semplici dagli arrangiamenti scarni che strizzano l’occhio ad un folk molto anglofono dalle melodie delicate con testi che affrontano tematiche legate ad ognuno di noi come i compromessi che spesso dobbiamo accettare nella nostra vita di tutti i giorni con un occhio di riguardo anche ad alcune circostanze riguardanti la vita di coppia.

Sono canzoni in cui possiamo rispecchiarci quelle che compongono questo “Lunch at 12 since ’82”, l’ep di Jack Adamant, italiano trapiantato in Svezia e già voce e basso dei Valerihana, primo lavoro solista uscito a Settembre per AR Recordings.

Cinque brani inediti che costruiscono una sorta di racconto ideologico di vicende vissute interiormente nel corso di un graduale processo di maturità individuale.

Un lavoro che ha sicuramente un certo spessore e dove la qualità si sente e rincuora.
A questo punto siamo curiosi di vedere cosa ci potrà regalare l’artista cimentandosi in un lavoro più lungo, in un vero e proprio album.

Sarà quindi sicuramente interessante seguire gli sviluppi di questo progetto,
Le premesse per fare bene, molto bene, ci sono tutte.

Intanto gustiamoci questo primo EP, una vera e propria boccata d’ossigeno per la musica italiana.

Cristina Bucci

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[Recensione] Luis Leo – Dell’essere liberi (La Sete Dischi 2018)

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Luis Leo ha dalla sua parte indubbiamente la melodia. Ci presenta infatti un disco davvero godibile dalla prima all’ultima traccia che scorre via veloce. 9 tracce che convincono al primo ascolto soprattutto per i ritornelli e il sound: un pop rock un po’ anni 90, ma non troppo, arricchito da suoni elettronici più moderni. Dell’essere liberi, questo il titolo dell’album fuori dal 5 Gennaio 2018 per La Sete Dischi, merita davvero una chance in un panorama indipendente italiano che sempre più spesso ultimamente pecca un po’ di assomigliare troppo a se stesso con gli esordienti che si limitano a ricreare una ricetta che sembra funzionare al momento senza cercare mai di cambiare. Luis Leo no. Ha trovato il suo stile che lo rende riconoscibile e unico. Sicuramente è merito dell’esperienza che il nostro Leonardo Borrelli, questo il nome di colui che si cela dietro il progetto Luis Leo, avrà accumulato negli anni quando era chitarrista e compositore del gruppo indie Mersenne, con cui ha pubblicato con Urtovox “Stolen Dresses” nel 2005, preceduto da un EP autoprodotto, “Fishes Say Blu Blu”, nel 2003.

Speriamo che gli ascoltatori si accorgano di lui, ma siamo fiduciosi anche perché nel disco sono presenti diversi grandi singoli che potrebbero sbancare. Sicuramente la ballata “Non voglio più parlar d’amore” è uno di questi, ma anche “Non si tornerà”, “Io resterò” e “Ciò che vuoi” sono molto belle.

Cristina Bucci