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“BPF” – Blue Parrot Fishes (Beng! Dischi 2018)

Il disco parte con un’idea e si perde in altre vie.
Alcuni brani sembrano già ascoltati, esempio decisamente netto è “Preludio” che subito fa venire alla mente Because dei Beatles o se volete Sonata al chiaro di luna di Beethoven.

Si sente che i BPF sanno davvero suonare e fanno girare gli strumenti… ma il disco non è omogeneo. Troppi effetti e poco suono puro. Se voluto, sono riusciti in pieno a depistare chi vuole ad ogni costo etichettare la musica. Chi scrive non ama questo modo di fare critica. Credo che potrebbero fare molto di più se non cercassero stratagemmi sonori attraverso strani e già usati effetti artificiali.

00 - BPF Live 2Per il resto il disco si presenta bene e la copertina è molto accattivante e già fa capire che all’interno non troverete le solite canzoncine, ma brani particolarissimi e freschi. Ritengo comunque che possano davvero andare oltre.

Lo studio LABELLA ha fatto un ottimo lavoro e l’etichetta Beng! Dischi non si è lasciata certo sfuggire questo cd dal sapore mistico anche se a nostro parere troppo concettuale.

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L’EP esce Beng! Dischi il 20 Aprile 2018, data di presentazione del disco e inizio di un tour promozionale.

Tramite l’etichetta, la band ha vinto da poco il premio Hilux Vinyl, ricevuto al Discodays di Napoli i primi di ottobre 2018 dove ha presentato in anteprima il videoclip del primo singolo “Fuoco”, uscito a metà ottobre in anteprima su Rockerilla.

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(Recensione a cura di Klatu per Beng! Press)

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Abbiamo Ascoltato e Recensito “Hobos And Gentlemen”, il nuovo album di Staggerman (AR Recordings 2018)

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Staggerman – al secolo Matteo Crema – torna con un nuovo ispiriatissimo album dal titolo Hobos And Gentlemen (autoprodotto e pubblicato da AR Recordings) affiancato dalla band che l’ha accompagnato dal vivo negli ultimi tempi (Lorenzo Colosio alla batteria, Salvatore Lentini al basso, Franco Bruna ai sintetizzatori, Marco Monopoli al pianoforte, alle tastiere e alla chitarra e Fabrizio Delvecchio ai fiati).

Songwriter dall’anima intimamente americana, con Hobos And Gentlemen Staggerman avvia un nuovo corso artistico che sa di novità fin dalla ragione sociale dell’album, intestato a “Staggerman And The Hobo’s Amen”.

Staggerman nasce nel 2009 come progetto solista di Matteo Crema (The Union Freego, My Uncle The Dog, Bogartz), frutto dell’esigenza di dare spazio alla propria musica attraverso un songwriting che preferisce la semplicità e la schiettezza alla spasmodica ricerca di nuove forme musicali.

Nasce così il primo album Tiny Tiny Tiny (2009), che ottiene incoraggianti recensioni e riconoscimenti, passaggi in diverse radio (tra cui Rai Radio1) e tv (il brano Sour Times viene utilizzato per un trailer Mediaset).

Nel 2012 esce il secondo album Don’t Be Afraid And Trust Me, mentre del 2018 è il terzo album, Hobos and Gentlemen, inciso assieme alla live band The Hobo’s Amen e pubblicato da AR Recordings.

A cavallo tra l’America di Wilco ed Eels e il blues delle origini, ma anche a bordo con Nick Cave e Neil Young sulle rive del Mississippi, il suono di Staggerman è intimo, riflessivo ma stratificato, intriso di riferimenti d’oltreoceano trapiantati sulle rive del lago d’Iseo per un country-blues suggestivo e ricco di armonie dettagliate e avvolgenti.

Un lavoro davvero ispirato e ben fatto.
La traccia che meglio riassume l’identità di questo disco secondo me è senza ombra di dubbio Rotten and Soaken, il brano meglio riuscito dell’intera opera e che dovrebbe indicare la via da seguire per le prossime pubblicazioni.

Il consiglio è comunque quello di ascoltare tutto d’un fiato l’intero album dall’inizio alla fine (senza saltare nulla e senza pause) per godere a pieno delle emozioni e dell’intensità che sicuramente vi saprà regalare.

Cristina Bucci

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Abbiamo Ascoltato e RECENSITO “Viola”, l’album d’esordio di Alessio Ivan

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Passare da chitarrista a consulente del lavoro per poi diventare cantautore. È questa la storia di Alessio Ivan che nel 2018 pubblica il suo primo disco solista dalle atmosfere pop rock davvero efficaci. Il disco si intitola Viola, come il nome di sua figlia e come il colore di chi desidera piacere ed essere accettato; viola come l’unione del rosso, sinonimo di forza ed energia, e del blu, che richiama la calma e la malinconia. Le canzoni hanno delle melodie che restano subito impresse soprattutto in “Freddissima Anima” (grande ritornello!), “Vivo e muoio”, “Una nuova idea” e “Vienimi a salvare” che sono sicuramente quelle meglio riuscite. Quest’ultima (Vienimi a salvare), ha raggiunto la finale dell’edizione 2018 del Varigotti Festival – premio nazionale per la canzone d’autore emergente.

Tutto parte con la sola idea di registrare qualche vecchia canzone per poi ritrovare il gusto di rimettersi in gioco e scrivere nuovi brani. Ha dato il massimo per realizzare un lavoro che non cadesse nella tentazione di rincorrere i generi del momento e proponesse canzoni con arrangiamenti attuali ma non ripetitivi e possiamo asserire con certezza che il nostro Alessio Ivan ci è riuscito benissimo regalandoci un album davvero godibile con canzoni credibili e di ottima fattura.

Viola è un disco che inizia con rabbia e termina con serenità; contesta, quasi insulta, ma poi trova conforto nel gioco della vita quotidiana.

Chiara Mastice

ASCOLTA L’ALBUM
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Video:
“Una nuova idea”: https://youtu.be/IFz1sGVMDGU
“Vienimi a salvare”: https://youtu.be/vgt7edT6NuQ
“La perfezione”: https://youtu.be/FljAWSVCTS8

Abbiamo ascoltato e recensito “Sotto Casa Tua”, l’album d’esordio degli Zerella

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Interessante esordio per questa band cantautorale che prende il nome dal cognome del suo cantante Ciro. Gli Zerella confezionano davvero un ottimo disco fatto di canzoni gradevoli che scorrono veloci dividendosi tra canzone d’autore e rock italiano. Sotto Casa Tua, questo il titolo del disco d’esordio in questione, è uscito il 6 Aprile 2018 per l’etichetta Seahorse Recordings con distribuzione Audioglobe.
Come già detto l’album affonda le radici nella canzone d’autore italiana, nel rock d’ oltremanica anni 90 e nelle influenze pop del nuovo millennio.
Il risultato è un bel mix che tiene incollato l’ascoltatore. Il pubblico degli Zerella potrebbe essere davvero molto trasversale e quindi ampio grazie proprio al sound scelto per vestire queste bellissime canzoni. Potremmo sentire ancora molto parlare di questa band e l’augurio è proprio quello, che questo album sancisca l’inizio di una nuova avventura musicale tutta italiana.

Cristina Bucci

Abbiamo ascoltato e recensito “Lunch at 12 since ’82”, l’ep d’esordio di Jack Adamant (AR Recordings)

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Una manciata di canzoni semplici dagli arrangiamenti scarni che strizzano l’occhio ad un folk molto anglofono dalle melodie delicate con testi che affrontano tematiche legate ad ognuno di noi come i compromessi che spesso dobbiamo accettare nella nostra vita di tutti i giorni con un occhio di riguardo anche ad alcune circostanze riguardanti la vita di coppia.

Sono canzoni in cui possiamo rispecchiarci quelle che compongono questo “Lunch at 12 since ’82”, l’ep di Jack Adamant, italiano trapiantato in Svezia e già voce e basso dei Valerihana, primo lavoro solista uscito a Settembre per AR Recordings.

Cinque brani inediti che costruiscono una sorta di racconto ideologico di vicende vissute interiormente nel corso di un graduale processo di maturità individuale.

Un lavoro che ha sicuramente un certo spessore e dove la qualità si sente e rincuora.
A questo punto siamo curiosi di vedere cosa ci potrà regalare l’artista cimentandosi in un lavoro più lungo, in un vero e proprio album.

Sarà quindi sicuramente interessante seguire gli sviluppi di questo progetto,
Le premesse per fare bene, molto bene, ci sono tutte.

Intanto gustiamoci questo primo EP, una vera e propria boccata d’ossigeno per la musica italiana.

Cristina Bucci

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[Recensione] Luis Leo – Dell’essere liberi (La Sete Dischi 2018)

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Luis Leo ha dalla sua parte indubbiamente la melodia. Ci presenta infatti un disco davvero godibile dalla prima all’ultima traccia che scorre via veloce. 9 tracce che convincono al primo ascolto soprattutto per i ritornelli e il sound: un pop rock un po’ anni 90, ma non troppo, arricchito da suoni elettronici più moderni. Dell’essere liberi, questo il titolo dell’album fuori dal 5 Gennaio 2018 per La Sete Dischi, merita davvero una chance in un panorama indipendente italiano che sempre più spesso ultimamente pecca un po’ di assomigliare troppo a se stesso con gli esordienti che si limitano a ricreare una ricetta che sembra funzionare al momento senza cercare mai di cambiare. Luis Leo no. Ha trovato il suo stile che lo rende riconoscibile e unico. Sicuramente è merito dell’esperienza che il nostro Leonardo Borrelli, questo il nome di colui che si cela dietro il progetto Luis Leo, avrà accumulato negli anni quando era chitarrista e compositore del gruppo indie Mersenne, con cui ha pubblicato con Urtovox “Stolen Dresses” nel 2005, preceduto da un EP autoprodotto, “Fishes Say Blu Blu”, nel 2003.

Speriamo che gli ascoltatori si accorgano di lui, ma siamo fiduciosi anche perché nel disco sono presenti diversi grandi singoli che potrebbero sbancare. Sicuramente la ballata “Non voglio più parlar d’amore” è uno di questi, ma anche “Non si tornerà”, “Io resterò” e “Ciò che vuoi” sono molto belle.

Cristina Bucci

[Recensione] Gli Scortesi – Non sorridi più

bandGli Scortesi sono una band nata nelle borgate di periferia a sud di Roma sul finire del 2015. Da allora tanti live, l’uscita di tre singoli (‘Gabbiani’, ‘Lexotan’ e ‘I Trentenni Non Esistono’) e le registrazioni in studio del primo LP, un disco realizzato con la collaborazione di Valerio Cascone in cui testi spiccatamente cantautorali incontrano suoni che richiamano il punk americano e il rock britannico, con influenze che vanno da Antonello Venditti, Weezer, Oasis, Francesco De Gregori ai Foo Fighters, Subways, Ramones e Ivan Graziani, per citarne alcuni.
Il disco adesso è pronto, si intitola “Non sorridi più” e uscirà il 23 Ottobre 2017. Il lavoro finale risulta davvero convincente sin dal primo ascolto. Un bel mix tra canzone d’autore e rock di più semplice fattura. Bei ritornelli, melodie e ritmo. Una bella scoperta. Siamo curiosi a questo punto di scoprire la band dal vivo.

Oscar Fano